“San Benedetto 1987 – Piacenza 2010: 8.362 lunghissimi giorni”

Striscione a Piacenza 2010
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CESENA NEL  ❤️  E NELLA 💭 – Alle origini della passione bianconera: Alessandro è un giovane tifoso con un aneddoto curioso sul match promozione di Piacenza

Con questa rubrica continuiamo a dare spazio ai tifosi bianconeri, affinché possano testimoniare la loro grande passione per il Cesena e raccontare come la vivono, giornata dopo giornata, sconfitta o vittoria che sia. Questa settimana incontriamo Alessandro, un tifoso innamorato dei bianconeri da più di 10 anni, il quale, in occasione della sfida di Piacenza che nel 2010 ha riconsegnato la serie A al Cavalluccio dopo ben 19 stagioni, ha esibito un cartello molto particolare…

Ciao Alessandro, com’è nata la tua passione per il Cesena?
La mia passione è nata… Boh, non saprei dire una data precisa, ma l’amore per il calcio c’è sempre stato, così come quello per questi colori e questa maglia. Il primo “abbonamento” risale al 2007/08, in serie B, tribuna stampa con mio babbo che faceva le telecronache per È TV Rete 7. La prima partita non la ricordo bene, ma l’unica cosa certa è che rimasi stupito da quella curva che adesso è la mia casa e da un pacchetto di MM’s che avevano un sapore strano. Solo poi ho scoperto che uno vicino a me fumava un sigaro toscano ed era quello l’odore che mi aveva colpito”.

Ora come segui solitamente le partite?
Delle partite in casa non me ne perdo una, dal Trofeo Lugaresi fino alla fine della stagione regolare, insomma proprio tutte; quelle fuori invece sono molto spesso obbligato a guardarle in TV, non potendo saltare troppi giorni di scuola (frequento il 5° anno al Liceo Scientifico)”.

Hai un aneddoto particolare da raccontare, vero?
“Ma certo. Nella partita Piacenza-Cesena del 2010, quella che ha sancito il ritorno del Cesena in serie A, io e mio babbo avevamo scritto uno striscione nel quale avevamo contato i giorni esatti dall’ultima promozione (8.362). È stato divertente scervellarci per calcolare anche gli anni bisestili, ma alla fine è stato bellissimo, anche per le emozioni e tensioni indimenticabili che ne sono seguite. Conservammo quel cartello ed è ancora appeso in tavernetta. Ne avrei molti altri, dalla prima partita in curva, alla prima vera trasferta da solo, a Modena… Potrei quasi scrivere un libro”.

Cosa ricordi con particolare piacere?
I bei ricordi abbondano. Le tre promozioni degli ultimi anni, il pareggio contro la Juve in casa, la vittoria contro il Milan. E poi la prima maglia regalatami, la numero 3 di Groppi della finale playoff 2003/04 contro il Lumezzane, le feste salvezza, i caroselli in macchina con amici e genitori. E’ veramente una lista lunghissima”.

Chiudiamo con un desiderio…
“Il primo desiderio è ovviamente salvarsi quest’anno, poi magari arrivare di nuovo in serie A e, perché no, fare come il Sassuolo lo scorso anno e forse l’Atalanta questo, ovvero ambire ad un posto in Europa, perché d’altronde ai sogni non c’è mai fine”.

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About Agostino Valentini 89 Articles
Agostino Valentini è talmente innamorato del Cesena che in appena due anni ha partecipato ad oltre 30 trasferte al seguito del Cavalluccio su e giù per l'Italia, da Novara a Catania. E pensare che ha iniziato a seguire il calcio solo nel 2010, nell'anno della storica promozione in Serie A dei bianconeri, perché prima di allora non ne voleva nemmeno sentir parlare... Da inizio 2016 collabora con la Lega B in qualità di SMOS (Social Media Official Supporter).