Alla Roma servì un rigore inventato per superare il Cesena

Roma-Cesena 1973 Domenghini
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BIANCONERO VINTAGE – Il Cesena giocò all’Olimpico contro la Roma per la prima volta nel 1974: quel giorno fu un rigore inventato a decidere la sfida

Alla 14^ giornata di campionato i bianconeri di Romagna si recavano in trasferta in un altro grande stadio. Era il 21 gennaio 1974 e allo stadio Olimpico di Roma il Cesena doveva affrontare per la prima volta in serie A la squadra della capitale: la Roma. I giornali dell’epoca intitolavano: “Una sagra Romagnola!”. Infatti nella rosa della Roma giocavano numerosi giocatori nati in Romagna: il portiere Conti di Riccione, il centrocampista Cordova nato a Forlì, il riminese Santarini e la punta Spadoni di Lugo. Nel corso della giornata precedente la Roma era stata sconfitta in trasferta a Torino 2-1 dalla Juventus, mentre il Cesena veniva dal pareggio in casa con la Fiorentina; in classifica generale il Cesena aveva 13 punti mentre i capitolini appena 9.

Le formazioni

Il mister dei giallorossi, Nils Liedholm, aveva dubbi di formazione per l’utilizzo di Pierino Prati. Se la punta fosse stata tra i disponibili sicuramente gli avrebbe tolto le castagne dal fuoco, ma per questioni muscolari il grande Pierino lasciò il compito di impensierire Boranga all’ex interista Cappellini e all’ala Spadoni. Comunque aveva recuperato il portiere Conti; poteva contare sulla coppia difensiva Batistoni e Santarini; a centrocampo poteva utilizzare il sempre dinamico Morini e con il regista Cordova in forma potevano far arrivare palloni velenosi alle due punte Cappellini e Spadoni, senza dimenticare un Domenghini, calciatore di esperienza e ala della “grande Inter”, che stava attraversando un periodo di grande forma, quasi una seconda giovinezza. Questa la formazione dei giallorossi scesa in campo all’Olimpico: Conti, Negrisolo, Rocca, Morini, Batistoni, Santarini, Orazi, Domenghini, Cappellini, Cordova, Spadoni. In panchina a disposizione Ginulfi, Bertini G. che sostituì Cappellini al 37’ del PrimoTempo e Selvaggi.

In casa Cesena mister Bersellini, cercava di recuperare il centrocampista Catania ormai pronto all’esordio, non aveva problemi di infortunati e si affidò alla ormai collaudata formazione: 1 Boranga, 2 Ceccarelli, 3 Ammoniaci, 4 Festa, 5 Danova, 6 Cera, 7 Orlandi, 8 Brignani, 9 Bertarelli, 10 Savoldi II, 11 Toschi. In panchina 12 Moscatelli, 13 Frosio e il 14 Braida che sostituì Toschi per scelta tecnica al 32’ del secondo tempo.

La cronaca

Le squadre scesero in campo con le loro classiche divise: la Roma in maglia rossa con bordi gialli e pantaloncini bianchi e il Cesena in maglia bianca bordi neri con pantaloncini neri. Al 7’ Orazi effettuò un tiro dal limite senza pretese; al 20’ risposta del Cesena con il tandem Orlandi-Festa: cross a pescare Brignani che colpì al volo di prima intenzione, ma la palla, anche se di poco, finì sul fondo. Al 26’ fu la Roma a rendersi pericolosa con una bella azione Morini-Cordova che calcia a rete: Bertarelli retrocesso in difesa si oppose e respinse la minaccia. Al 29’ sempre la Roma andò vicinissima alla rete: da un bel cross di Rocca, Cappellini ricevette la sfera che subito appoggiò a Spadoni. Bolide dell’ala romanista, sull’uscita di Boranga, che andò a stamparsi sul montante alla sinistra del portiere. Al 45’ Spadoni, in giornata di grazia, colpì di testa dopo aver superato sullo slancio Ceccarelli: con autorità Cera riuscì a intercettare e deviare lontano la palla.

Nella ripresa al 17’ su tiro Cordova, Cera intercettò con una mano e l’arbitro Picasso di Chiavari fece cenno di proseguire. Al 19’ Orazi tentò la botta, ma il tiro terminò fuori. La Roma premeva, spingeva sulla fascia con un Rocca inesauribile; voleva la posta piena, ma il Cesena era ben messo in campo e tutte le iniziative venivano smorzate dalla difesa bianconera. Al 37’ l’epilogo della partita: Orazi effettuò un cross destinato al centro dell’area di rigore, saltarono Domenghini e Danova con Boranga pronto alla parata. Ma il direttore di gara Picasso fischiò inesorabilmente il rigore a favore dei giallorossi, ingannato dalla simulazione dell’ala giallorossa. A dire il vero durante la partita Domenghini era già andato lungo e steso in area in precedenza in un altro scontro in area fra i due, ma l’arbitro aveva fatto proseguire. Questa volta però, deciso ed implacabile indicò il dischetto del rigore, anche se era circondato da un gruppo di giocatori del Cesena che protestò animatamente. Lo stesso Domenghini si incaricò di battere dal dischetto: tiro da una parte e Boranga dall’altra. Roma in vantaggio e vittoria con partita in pugno fino alla fine.

Le dichiarazioni

Il Presidente Manuzzi raggiunto dai giornalisti che in settimana lo avevano etichettato “il Presidente più simpatico, della squadra più simpatica di serie A”: “Purtroppo abbiamo pensato soprattutto a non prenderle, invece il Cesena se gioca alla sua maniera non si ferma davanti a nessuno!! Abbiamo buttato via una buona occasione“. Il mister dei romagnoli Bersellini visibilmente contrariato: “Non riesco a darmi pace per quel rigore. Dalla mia postazione non risultava il fallo di Danova…è stato più smaliziato Domenghini! Purtroppo la nostra reazione nei pochi minuti finali è stata poca cosa e adesso ci mordiamo le dita, peccato!“. Danova con un commento all’episodio del rigore: “Il fallo non c’era, Domenghini si è appoggiato e poi si è lasciato cadere… non è giusto! Il Cesena poteva fare di più ed abbiamo buttato un punto al vento!!“.

Il commento

La Roma, sorretta da un eccellente Cordova, ebbe una sola grande occasione con il palo di Spadoni e volle cercare la vittoria più del Cesena, che era sceso in campo con il chiaro intento di portare a casa un punto. Se pur con un rigore inesistente, anche il Cesena ebbe le sue colpe. Innanzitutto un rendimento al di sotto del normale standard come chiarezza di idee e di gioco. Poi una tattica troppo rinunciataria che ha finito col nuocergli: il Cesena ha giocato tatticamente con il freno a mano tirato e quando pensava di aver raggiunto l’obbiettivo del pareggio, ecco che l’arbitro venne ingannato da quella “volpe” di Domenghini. Sembrava una maledizione: il Cesena negli stadi di prestigio veniva quasi sempre ipnotizzato.

Così questo Cesena con rabbia e delusione si apprestava a finire il girone di andata, sapeva che l’occasione del riscatto sarebbe arrivata presto, ma il tabellino della successiva partita in Romagna indicava che sarebbe arrivata un’altra grande squadra: l’Inter di Sandro Mazzola. I tifosi romagnoli erano già in festa per il grande evento sportivo, ma i bianconeri di Bersellini, con la massima determinazione, erano pronti a fare la festa all’Inter!


Il campionato di serie A 1973/74 rivissuto e raccontato da chi in quegli anni indossava la maglia bianconera delle squadre giovanili, Andrea Santi che ogni settimana arricchisce la nostra sezione Bianconero Vintage con episodi entrati a far parte della leggenda del club.

About Andrea Santi

Andrea Santi nasce a Forlì nel 1958, si laurea in Architettura a Firenze nel 1984 e dal 1985 svolge l’attività di architetto libero professionista nel comprensorio forlivese. Rimasto legato al suo passato di calciatore nelle giovanili del Cesena dal 1973 al 1976, ha sempre coltivato un grande interesse per il gioco del calcio. L’amore per la scrittura gli ha aperto nuovi orizzonti e fornito motivazioni per raccontare e condividere le sue passioni. “Romagna Bianconera, il Cesena di Dino”, uscito nel 2015, è stato il suo primo romanzo che ha dato il via ad un progetto editoriale destinato a descrivere agli appassionati le annate calcistiche del Cesena Calcio dagli anni '70 in poi. Nel frattempo ha deciso di raccontare le sue storie sul blog tematico Cesena Mio ...

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