Il ritratto di Malonga e quella storica doppietta al Lecce

Dominique Malonga
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LO SPUNTO – Percorriamo la storia bianconeri di Dominique Malonga, giocatore che nel suo piccolo ha fatto la storia del Cesena

Probabilmente tutti ricordano la serata del 15 maggio 2010. Il Cesena è di scena a Lecce in un Via del Mare gremito da 35.000 tifosi salentini pronti a festeggiare il ritorno in Serie A. Lo spicchio dei tifosi bianconeri è piccolissimo e diventa minuscolo quando Munari, dopo appena 7′, insacca in rete un calcio d’angolo di Jeda. La partita scorre tranquilla sino all’80° quando sale in cattedra un certo Dominique Malonga e in appena 3′ ribalta il punteggio, spegnendo in gola l’urlo del Via del Mare e regalando 3 punti importantissimi al Cesena, in quel momento in piena corsa per la Serie A. Questo breve episodio è il ricordo più nitido di Malonga, franco-congolese classe 1989, che tra il 2009 e il 2012 ha vestito per 3 stagioni la maglia del Cesena. Cresciuto nelle giovanili del Monaco, prima di arrivare in Romagna passò dal Torino, dove esordì anche in Serie A e segnò un gol al Catania. Dopo l’esperienza a Cesena fu girato in prestito al Vicenza e al Real Murcia, per poi passare da Hibernian, Pro Vercelli e Elche (dalla quale si è svincolato al termine di questa stagione).

Malonga è un attaccante in grado di garantire velocità, dribling, movimenti alle spalle dei difensori, fiuto del gol e imprevedibilità negli ultimi 30 metri. Nonostante in bianconero abbia messo a segno appena 10 marcature in 56 presenze, nelle sue reti si trova un ricco repertorio: tiro dalla distanza, colpo di testa, dribling secco e inserimenti in area. Il suo punto debole, che ne ha segnato la carriera, è probabilmente l’incapacità di esprimersi al massimo. La sua esperienza romagnola ha lasciato il retrogusto amaro del grande potenziale inespresso, tanto da portare il giornalista Fabio Benaglia a definirlo dalle colonne del “Corriere Romagna” come “un ragazzo dagli atteggiamenti tipo Homer Simpson seduto sul divano”. Dopo aver lasciato Cesena per il Vicenza, si tolse lo immediatamente lo sfizio di rifilare una doppietta proprio ai suoi ex compagni. Era un Vicenza-Cesena del settembre 2011 e sulla panchina bianconera sedeva Nicola Campedelli…

Cesena-Torino 1-1

Il primo gol di Malonga in maglia bianconera arriva proprio contro la sua ex squadra. Il Toro di Colantuono conduce al Manuzzi grazie alla rete di Leon ma la pronta risposta del Cesena è suoi piedi del giovane attaccante. Lauro stoppa di petto in corsa e dalla sinistra lascia partire lo spiovente verso l’area. Malonga taglia sul primo palo, approfittando dello spazio tra i due difensori granata e in scivolata insacca nella porta difesa da Matteo Sereni.

Cesena-Vicenza 3-1 (doppietta)

Sulla prima rete, quella che sigla il pari, Malonga si muove tra le linee di centrocampo e difesa dei vicentini per ricevere il passaggio di un suo compagno. Libero dal pressing lascia partire un destro dai 30 metri che si insacca sotto al sette. Gol di pregevole fattura. Nella seconda rete gli applausi vanno tributati all’azione precedente: Giaccherini allarga sulla destra, Colucci, per non lasciar spegnere il pallone sul fondo, si inventa un cross con una mezza rovesciata e Dominique in mezzo all’area insacca in tuffo di testa.

Frosinone-Cesena 0-2

Altra grande rete di Malonga al “Matusa”. Dopo aver ricevuto palla dalla sinistra, corre sulla fascia, arriva in area, si accentra, dribla secco un difensore frusinate e insacca nell’angolo alto.

Lecce-Cesena 1-2 (doppietta)

Questa doppietta racchiude l’essenza di Malonga. Probabilmente quella di Lecce è stata la sua migliore prestazione in maglia bianconera. L’1-1 è una botta da fuori area che prima di insaccarsi bacia la traversa. La rete del sorpasso è astuzia e velocità di pensiero. Colucci scaglia rasoterra una punizione dai 25 metri sulla quale si fionda Malonga che coglie di sorpresa tutti e modificando improvvisamente la traiettoria del pallone inganna l’estremo difensore giallorosso.

Bologna-Cesena 0-2

Un gol segnato nel sentito derby contro il Bologna ha sempre un valore affettivo enorme. La rete di Malonga trasuda anche qui talento. Sull’imbeccata di Von Bergen, Dominique elude ben 3 difensori con i suoi movimenti veloci, si invola in contropiede controllando di testa il rimbalzo e una volta entrato in area insacca sotto le gambe di Viviano. Il seguito è un balletto sotto la bandierina del calcio d’angolo e un abbraccio grintoso con Von Bergen.

Cagliari-Cesena 0-2

Cagliari-Cesena è un crocevia fondamentale della salvezza 2010/11. Quasi cento tifosi bianconeri si sobbarcano la trasferta in Sardegna per stare al fianco dei bianconeri. La partita la sblocca Jimenez, ma anche qui non manca la firma di Malonga. Caserta dalla difesa apre con un lungo lancio verso il lato opposto dove stanno transitando sia Giaccherini che Malonga. Il congolese lascia saggiamente il pallone a Jack e corre subito centralmente verso l’area attaccando lo spazio alle spalle di due difensori cagliaritani. Nel frattempo Giaccherini punta l’avversario sulla fascia, lo disorienta con una finta e lascia partire un assist rasoterra che Malonga deve solo spingere in rete.


Immagine tratta dal sito pressreader.com

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About Rinaldo Belleggia 111 Articles
Rinaldo Belleggia è marchigiano di nascita ma cesenate d’adozione. Come spesso accade, la Romagna gli è entrata nel cuore anche grazie al Cavalluccio, ma ciononostante si ostina a rimanere un gobbo ... Ha collaborato con Radiogol24 ed il Corriere di Romagna, ora è il deus ex machina, regista e conduttore di Radio Tifoso, la trasmissione di approfondimento sportivo della web radio universitaria Uniradio Cesena. Con grande passione e dedizione si diletta con personaggi, aneddoti, storie e statistiche del calcio.

17 Commenti

  1. Ciao Gianluca, più che selezione della specie è selezione del calciatore. Alcuni difetti di atteggiamento si pagano cari nel calcio. E aggiungo purtroppo visto il bagaglio tecnico che va perso (Rinaldo).

  2. Malongà avrebbe avuto bisogno di una figura paterna che si prendesse cura dei suoi difetti caratteriali. Purtroppo non c’è stata come per tanti altri talenti andati persi. Un peccato o una semplice selezione della specie? In altre parole: qualcuno è stato poco umano con lui o le cose dovevano andare così?

  3. io non vedo nessun vittimismo nelle parole di drago, ritengo invece che una parte della stampa e di tifosi (sul web, perché allo stadio nulla da dire) si sia comportata con drago in maniera meschina, vile, e senza un briciolo di buona fede, per cui pur non essendo un estimatore di drago mi preoccupo di più di queste persone che per antipatie personali rischiano di fare danni alla squadra (e tanti ne hanno gia fatti!) che delle dichiarazioni di chi ormai non puo più incidere.
    ps: mi sono preso una mezz’oretta per guardare gli highliths delle partite giocate da fulignati, saranno contenti quelli che hanno scampato il “pericolo” brignoli.

  4. Allora….intanto finalmente concordiamo su qualcosa, con un allenatore normale il primo anno eravamo da promozione. Drago non era da confermare.
    Invece dissento sul resto e penso che con un qualsiasi normale allenatore il secondo anno la salvezza sarebbe stata tranquillissima (anche senza Ciano..anzi)…e che con Drago hanno avuto anche troppa pazienza a mio avviso. Quindi questa sua uscita polemica e vittimistica (perchè di questo si tratta, ovvio che il numero di abbonati non implica nulla di automatico) poteva anche risparmiarsela.

  5. Drago aveva una squadra fortissima il primo anno, e si è adeguato alle parole di foschi (dobbiamo salvarci), ma ha fatto indubbiamente male perché quella era una squadra da promozione diretta. il secondo anno invece aveva una squadra da salvezza, se non ci fosse stato ciano saremmo retrocessi a marzo con chiunque in panchina). cosa significa l espressione “si è permesso”? ha detto la verità, avere diecimila abbonati non significa serie a automatica. Per te camplone quest’anno se non sarà promosso fallira?

  6. Fortissimo giocatore….ha dato grandi soddisfazioni, altro che solo goal al Lecce e al Bologna. Secondo me non solo ci ha portati in serie a….ma l’anno dopo col grande finale di stagione ha contribuito con i suoi goal e non solo molto alla salvezza. Per esempio pur non avendo segnato fu decisivo per la vittoria a Genova con la Samp, per il pareggio con la Fiorentina e tante altre.

    p,s, se il vero spessore di Bisoli allenatore fosse davvero zero….quello di Drago allenatore quanto sarebbe? ….meno cento probabilmente (si permette pure di lamentarsi e di dire che avere 10.00 abbonati non vuol dire automaticamente andare in serie a, che meritava più pazienza …mah….certo con un allenatore come lui nemmeno con 100.000 abbonati ci vai in serie a)

  7. che goduria la doppietta di lecce!
    2 refusi, in cesena vicenza il cross al volo fu di colucci e non di parolo, in bologna cesena volta non faceva parte della rosa bianconera.

  8. Quasi tutte reti pesanti: Toro pareggio, doppietta al Vicenza in un 3-1, rete al Modena per il 2-1 finale, doppietta a Lecce valsa 3 punti. Peccato non abbia espresso tutto il potenziale

  9. Riguardare oggi quella partita, a mente fredda, dovrebbe servire a far capire quale è il vero spessore dell’allenatore bisoli: zero

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