Una prodezza e Savoldi II entra nel cuore dei tifosi

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BIANCONERO VINTAGE – La prima gara del 1974 è ricordata per il gran gol di Savoldi II che con quella prodezza strappò applausi a scena aperta alla Fiorita

Lasciato alle spalle un 1973 storico, ecco la 12^ giornata di campionato, la prima dell’anno solare 1974. È il giorno della Befana, il 6 gennaio, ed allo Stadio la Fiorita si trovano di fronte per la prima volta in serie A Cesena e Lanerossi Vicenza. I giornali dell’epoca titolavano: “Il Cesena vuol fare tredici!”. Il popolo bianconero si aspettava una prova di carattere ed il Vicenza sembrava squadra alla portata per ottenere il bottino pieno, anche se nella partita precedente il Lanerossi aveva vinto contro la Fiorentina con un perentorio 2-1 e tutto lasciava presagire che si trattasse una squadra in piena ripresa. Il Cesena, dal canto suo, aveva portato a casa un punto d’oro strappato sul campo del Cagliari di Gigi Riva ed in classifica aveva 11 punti, con il Vicenza a 6, una lunghezza dall’ultimo posto.

Le formazioni

Ettore Puricelli, il mister del Vicenza, sapeva con sfruttare al meglio le doti dei suoi ragazzi e voleva capitalizzare il buon momento della squadra: l’imperativo era non perdere. La classifica era deficitaria ed un passo falso in Romagna avrebbe significato ultimo posto. Ciononostante i berici avevano un attacco di prim’ordine composto dal possente Macchi (futuro bianconero), dall’esperto Vitali e dalla forte ala Damiani. Ma anche un centrocampo ben registrato da Faloppa, mentre la difesa concedeva qualcosa di troppo, visti i due giganti centrali Berni e Ferrante un pochino troppo lenti e macchinosi, ancorché aiutati dall’esperto portiere Bardin (anche lui futuro cesenate). Una squadra fisica che non regalava nulla, rocciosa, che quel giorno a Cesena entrò in campo molto determinata a far punti. Questa la formazione: Bardin, Berti, Longoni, Bernardis, Berni, Ferrante, Macchi, Perego, Vitali, Faloppa, Damiani. In panchina a disposizione Ciaschini, Gorin e Fontana.

Anche mister Eugenio Bersellini contava sulle principali doti del suo Cesena: concentrazione e modestia. Doveva però fare i conti con l’indisponibilità di Zaniboni e di Mantovani in porta, operato al ginocchio in settimana, facendo esordire in panchina il giovane portiere della primavera Moscatelli. Degno di nota invece il recupero del centrocampista Catania, sempre più vicino al debutto, ma che il mister non volle comunque rischiare. In ogni caso Bersellini poteva contare sulla formazione tipo e fece scendere in campo questo undici: 1 Boranga, 2 Ceccarelli, 3 Ammoniaci, 4 Festa, 5 Danova, 6 Cera, 7 Orlandi, 8 Brignani, 9 Bertarelli, 10 Savoldi II, 11 Toschi. In panchina 12 Moscatelli, 13 Frosio, 14 Braida.

La cronaca

La giornata si presentava fredda e piovosa. Le squadre scesero in campo con le loro classiche divise, il Cesena in maglia bianca con bordi neri e pantaloncini neri, rispondeva il Vicenza con maglia a righe verticali biancorosse e pantaloncini bianchi. Il primo tiro verso una delle due reti al 10’ quando su una punizione di Savoldi II, Bertarelli saltò più in alto di tutti mandando però la palla sopra la traversa. Replicò subito il Vicenza con la forte ala Damiani che fece una delle sue tipiche galoppate sulla fascia: saltò Ammoniaci, poi Savoldi II ed infine evitò anche Cera, quindi giunto sul fondo mise un pericoloso cross nell’area bianconera, ma la palla per fortuna dei romagnoli non fu intercettata da nessun compagno. Al 20’ palla da Toschi ad Orlandi che di punta l’allungò a Bertarelli, pronto il cross per servire di nuovo Toschi che in corsa colpì di collo pieno di prima intenzione, spedendo però fuori bersaglio. Poco dopo, nuovamente un Toschi molto dinamico, ancora in tandem con Bertarelli, cercò di impensierire Bardin, ma nulla di fatto. Al 27’ Macchi scambiò rapidamente con Damiani che subito deviò su Vitali che cercò la via della rete con un colpo di tacco, ma Boranga non si fece sorprendere. Al 35’ un’ altra grossa occasione per gli ospiti: Damiani, sempre lui, sfuggì nuovamente ad Ammoniaci, poi strinse la sua corsa verso il centro, ma per fortuna Boranga uscì con tempismo buttandosi tra i piedi e riuscendo così a sventare la minaccia. Ed ecco che al 38’ il Cesena si portò in vantaggio: Festa sulla trequarti per Brignani, la serpentina dell’interno romagnolo tra due avversari creò scompiglio in tutta la difesa ed arrivato al vertice dell’area di rigore passò la sfera Savoldi II che scoccò un tiro immediato, murato dalla difesa veneta. Ma la palla tornò verso “Titti” che vedendola cadere a mezza altezza, compì col corpo una rotazione di 180° colpendo di collo pieno in mezza rovesciata: con grande velocità il pallone si andò ad insaccare nell’angolino destro dove Bardin non poteva arrivare… 1-0!

Nella ripresa, subito il pareggio del Vicenza: al 4’ Orlandi sbagliò un appoggio servendo Perego che superò Savoldi II riuscendo a servire Macchi, il quale scagliò un forte tiro verso Boranga che, irriconoscibile rispetto a Cagliari, non riuscì a trattenere. La palla fu così prontamente raccolta da Vitali che in scivolata la spinse in rete. Il Cesena però ebbe una grande reazione ed in 3 minuti appena si riportò in vantaggio: Cera sul cerchio del centrocampo allungò a Savoldi II che mise in profondità per Toschi, grande scatto del peperino che lasciò indietro Berti e con un preciso tocco a fil di palo fece nuovamente secco l’incolpevole Bardin. Sul 2-1 il Cesena sembrò poter straripare, ma fu solo un’impressione perché al 12’ il Lanerossi riagguantò nuovamente il pareggio: Ferrante riuscì in un cross che Bernardis di testa con precisione mise in rete. Un doppio regalo su incertezza di Festa e Boranga. Dal quel momento e fino alla fine dell’incontro due soli episodi di cronaca, un palo di Damiani ed un’occasione da gol per il Cesena confezionata dal duo OrlandiBrignani senza esito.

Il commento

Il Cesena poté lamentarsi di aver perso un punto ed il pubblico rimase con la rabbia di non aver raccolta una vittoria che sembrava già fatta, forse più per demerito proprio che non per merito degli avversari. In modo particolare Boranga, Ammonici e Festa furono beccati per aver affrontato con leggerezza la partita e le loro incertezze permisero ad una squadra come il Vicenza di pareggiare. La nota positiva fu solo che il Cesena aveva fatto due gol in casa, situazione che non era ancora capitata e che lasciava ben sperare per il proseguo del torneo. Savoldi II e Toschi i migliori in campo per i romagnoli, coloro che iscrissero il nome sul tabellino dell’incontro.

Le dichiarazioni

Un euforico “Titti” Savoldi II: “Purtroppo il gol che attendevo da tempo non ha dato la vittoria al Cesena. Comunque sia, non abbiamo perso”. L’ex capitano Ceccarelli: “Volevamo piegare il Vicenza e ci stavamo riuscendo. Purtroppo però non è andata bene, molto per colpa nostra. Avevamo pensato che con due partite casalinghe a disposizione potevamo realizzare 3 punti, ma visto il risultato di oggi saremo costretti a vincere contro la Fiorentina del grande Radice”. Il mister dei romagnoli Bersellini: “Sono d’accordo con Giampiero, ma certe esitazioni ed ingenuità che oggi abbiamo commesso vengono pagate a caro prezzo. Dobbiamo lavorare ancora molto perché non accada più. La serie A non lo permette. Ci rifaremo contro i viola!”

Quel guizzo di Toschi e la magia di Savoldi II ci regalarono tante emozioni ed ancora oggi affiorano come bei ricordi. Per “Titti” fu una rete ricca di significati: il primo gol in serie A ed un gesto atletico di rara bellezza, realizzato da chi di tecnica ne aveva da vendere. E poi finalmente l’abbraccio con i tifosi della Fiorita che lo applaudirono a scena aperta… Indubbiamente, con questo gol, Savoldi II era entrato nel cuore dei tifosi e da quel momento il Cesena disponeva un’arma in più.

Di lì a poco, vestito di viola, sarebbe tornato a Cesena lo stimato mister Gigi Radice ed il Cesena, contento dell’evento, era già pronto a combattere!


Il campionato di serie A 1973/74 rivissuto e raccontato da chi in quegli anni indossava la maglia bianconera delle squadre giovanili, Andrea Santi che ogni settimana arricchisce la nostra sezione Bianconero Vintage con episodi entrati a far parte della leggenda del club.

About Andrea Santi

Andrea Santi nasce a Forlì nel 1958, si laurea in Architettura a Firenze nel 1984 e dal 1985 svolge l’attività di architetto libero professionista nel comprensorio forlivese. Rimasto legato al suo passato di calciatore nelle giovanili del Cesena dal 1973 al 1976, ha sempre coltivato un grande interesse per il gioco del calcio. L’amore per la scrittura gli ha aperto nuovi orizzonti e fornito motivazioni per raccontare e condividere le sue passioni. “Romagna Bianconera, il Cesena di Dino”, uscito nel 2015, è stato il suo primo romanzo che ha dato il via ad un progetto editoriale destinato a descrivere agli appassionati le annate calcistiche del Cesena Calcio dagli anni '70 in poi. Nel frattempo ha deciso di raccontare le sue storie sul blog tematico Cesena Mio ...

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