Pochesci: “Cesena squadra concreta, ma sarà dura…”

Intervista a Sandro Pochesci su Brescia-Cesena
Invia l'articolo agli amici

INTERVISTA – Anticipiamo i temi della delicata sfida Brescia-Cesena e del rush finale di campionato con Sandro Pochesci, ex tecnico della Ternana

Ripartire dal gran secondo tempo sfoderato contro la capolista, cambiando stavolta l’esito finale: questo l’imperativo del Cesena nella delicatissima trasferta in casa di un Brescia ormai ad un passo dalla salvezza. Anticipiamo i temi di questo match e della lotta salvezza con Sandro Pochesci. Il 54enne tecnico romano, alla guida della Ternana fino al 29 gennaio scorso, è un personaggio atipico, mai banale, diretto, senza peli sulla lingua. Fecero clamore a novembre le sue dichiarazioni sulla cocente eliminazione dal Mondiale dell’Italia “battuta da una squadra di profughi”, così venne definita la Svezia dall’ex mister delle Fere, che ora assiste con grande interesse a questo avvincente rush finale di campionato. Ecco le sue dichiarazioni a Cesena Mio.

Ciao Sandro, nell’ultima giornata il Cesena stava per frenare la marcia della capolista…
“Martedì sera contro l’Empoli, i romagnoli potevano compiere l’impresa e bloccare la capolista sul pareggio: quando dopo 8 minuti ti ritrovi sotto 2-0 al cospetto della compagine più forte del campionato ed hai questa reazione, i segnali sono ottimi, peccato però non siano arrivati punti. Un punticino sarebbe stato prezioso per morale e classifica”.

Trovi analogie con altre gare dei bianconeri?
“Ci sono similitudini con la gara di Frosinone: ero a vedere l’incontro, nessuno si aspettava un Cesena così propositivo, coriaceo, che ha messo in seria difficoltà i ciociari ed in più qualche torto arbitrale ha condizionato il risultato in suo favore”.

Spendiamo due parole sul Cesena…
“Il Cesena è una formazione che definirei molto particolare, strana, nel senso che alterna grosse prestazioni a prove sottotono. I bianconeri, com’è nel dna del suo mister Castori, concedono poco spettacolo, badano al sodo, sono concreti, vogliono raggiungere il risultato con pochi fronzoli”.

Sabato i romagnoli affronteranno un’avversaria che intravede la tranquillità…
“Il Brescia è ad un passo dall’obiettivo: ha avuto alti e bassi nell’arco della stagione, dovuti anche al cambio di allenatore e di modulo. I bresciani hanno fatto colpi importanti in trasferta, mentre a volte hanno lasciato punti al Rigamonti. Possono contare sulla coppia Caracciolo-Torregrossa, un tandem d’attacco davvero temibile”.

Il Cavalluccio ha l’imperativo di vincere…
“Innanzitutto è fondamentale non perdere e muovere la classifica in questi momenti. Anche perché il Cesena poi riceverà la visita del Frosinone. Le Rondinelle hanno a disposizione due risultati utili su tre. Si tratta inoltre della terza gara in sette giorni e ci saranno sorprese, vedrete”.

Il giocatore cesenate che potrebbe rivelarsi determinante?
“Mi piace tanto Jallow: lo considero un attaccante che in prospettiva potrà calcare la categoria superiore”.

Un giudizio sul tuo collega Castori?
“Parliamo di un tecnico molto esperto, di categoria, che è garanzia di risultato. Questo è uno dei punti di forza dei bianconeri”.

Quante chances ci sono per salvarsi direttamente?
“Sinceramente per la salvezza diretta la vedo dura, anche perché nessuna squadra ha mollato: Ternana, Pro Vercelli ed Ascoli sono più vive che mai”.

Il pericolo principale sulla strada dei bianconeri?
“Il calendario: tra le pericolanti il Cavalluccio è quella col cammino più complicato, perché sfidare big come Frosinone, Parma e Palermo è assai tosta, ma bisognerà provare a fare risultato specialmente in casa. Giocare al Manuzzi è sempre da brividi, c’è una tifoseria importante, uno stadio sempre pieno”.

La Cremonese, in trend negativo da diverse partite, rischia?
“La Cremonese rischia solamente se nel prossimo turno perde in casa contro l’Ascoli, vincendo potrebbe mettere una seria ipoteca sulla salvezza. Così come il Pescara e l’Avellino, che fino ad un paio di settimane fa non erano nelle migliori condizioni, ma con gli ultimi risultati hanno mostrato segnali incoraggianti”.

Facciamo due calcoli: quanti punti servono per salvarsi?
“A grandi linee dico 48 punti per stare tranquilli e garantirsi la permanenza in categoria, mentre forse 47 potrebbero non bastare. A quota 45 si fa il play-out. Tutto dipenderà dall’esito dei numerosi scontri diretti in programma in questo sprint finale”.

La tua ex rivale Perugia sta viaggiando nei piani alti e sogna…
“Eh sì, purtroppo è una delle squadre più in forma. Chiaro che essendo stata mia rivale nei derby non posso essere contento se i miei cugini antipatici vanno bene, ma bisogna dare merito all’undici di Breda di star disputando un girone di ritorno super: senza gli ultimi due passi falsi sarebbero secondi”.

Empoli quasi promosso, poi chi dietro agli azzurri?
“Si decide tutto lunedì sera: l’Empoli è già in A, se il Frosinone lo batte compie un passo determinante, perchè oltre alla vittoria avrà quella spinta psicologica in più per centrare la seconda piazza”.

Si preannuncia un finale da batticuore?
“La cosa positiva è che a parte qualche formazione tipo Spezia, Salernitana e Carpi tutte le altre sono in lizza per un obiettivo. La formula dei playoff allargati e del playout rendono vivo e combattuto questo finale di campionato”.

Quali fattori saranno decisivi in queste ultime sei giornate?
“Avere una rosa completa ed ampia e soprattutto la testa: chi riesce a gestire meglio la tensione delle gare chiave è avvantaggiato. Inoltre a fare la differenza sarà l’esperienza dell’allenatore”.


Foto tratta da  www.youtube.com