Parola del ‘Cigno’ Succi: “A Verona il Cesena se la giocherà”

Davide Succi Cesena
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INTERVISTA – L’ex bianconero Succi è convinto che il Cesena non andrà a Verona già battuto: “I bianconeri non hanno nulla da invidiare a nessuno”

Ha  lasciato il Cavalluccio la scorsa estate dopo ben quattro stagioni ma il suo legame con i colori bianconeri rimane comunque molto forte. Davide Succi in questi quattro anni costellati da alti e bassi, gioie e delusioni è stato una delle colonne portanti del gruppo: capitano e bomber, protagonista assoluto nella rimonta salvezza del 2013, 90 presenze e 22 reti raccolte in riva al Savio. Il suo ultimo gol in maglia Cesena arrivò proprio il 4 aprile 2015 in occasione dell’epico 3 a 3 in rimonta ottenuto a Verona contro l’Hellas, che il Cesena affronterà venerdì sera al Bentegodi. Queste le dichiarazioni rilasciate in esclusiva dal ‘Cigno’ a Cesena Mio.

Davide, venerdì si gioca Verona-Cesena, il destino vuole che proprio nell’ultima sfida andata in scena al Bentegodi realizzasti l’ultimo indimenticabile gol in bianconero. Che ricordi hai di quell’incredibile rimonta?
Conservo il ricordo di una bellissima giornata, nella quale ottenemmo un risultato insperato. La gara sembrava compromessa, la magistrale punizione di Brienza ci fece credere all’impresa e dopo pochi minuti lo stesso Ciccio mi confezionò il perfetto assist per segnare il 3 a 3. Mi sono inserito tra i difensori ed in scivolata sono riuscito ad indirizzare la sfera nell’angolino. Fu uno splendido viaggio di ritorno verso la Romagna”.

Quel pareggio vi ha permesso di credere ancora di più nella rimonta salvezza che di seguito purtroppo non si è materializzata?
Sì, venivamo da un buon momento e quel pari ci diede una spinta importante. Purtroppo ci presentammo con qualche problema di troppo alle sfide cruciali contro Chievo, Genoa ed Atalanta, gara nella quale siamo stati veramente sfortunati. Fino alla partita spartiacque contro gli orobici ci credevamo tantissimo, quel pareggio casalingo fu una mazzata”.

Succi è stato a lungo un punto di riferimento nello spogliatoio, cosa ti hanno lasciato queste quattro annate trascorse a Cesena?
Mi hanno lasciato bei ricordi ed un legame ancora forte con tutto l’ambiente. In squadra tuttora giocano degli amici, per cui auguro al Cesena di risalire, di togliersi delle soddisfazioni nel girone di ritorno. L’emozione più bella in bianconero ovviamente la notte della promozione di Latina: seppur infortunato, ero capitano di quel gruppo straordinario ed è indimenticabile l’esultanza collettiva nel post partita. I rimpianti maggiori invece sono legati all’ anno successivo, quando non siamo riusciti a mantenere la serie A che ci eravamo guadagnati duramente sul campo”.

Venerdì sera il Cavalluccio a Verona può ribaltare il pronostico?
Affrontare la capolista dà stimoli a mille e ti porta a dare quel qualcosa in più. Il Cesena ad organico non ha nulla da invidiare a nessun avversario e dunque se la può giocare ad armi pari. E’ vero che il Verona ha una rosa ricca di big, elementi da categoria superiore, ma la storia recente della B insegna che è il gruppo a fare la differenza come dimostrano Carpi, Frosinone e Crotone in quest’ultimo biennio. I bianconeri in trasferta sono penalizzati un po’ dal fatto di allenarsi sul sintetico, ma in questa stagione credo che la mancanza di risultati lontano dal Manuzzi sia dovuta più alla casualità, per questo credo riusciranno ad invertire il trend negativo”.

Come ti spieghi questo campionato al di sotto delle attese dei tuoi ex compagni?
Ribadisco che la rosa è valida, purtroppo sono stati lasciati diversi punti per strada in modo rocambolesco ed anche sfortunato, però penso che nel corso dell’annata tutto tornerà. Ovviamente quando ti ritrovi dietro a rincorrere, come capitò il mio primo anno e quello della A, è sempre più dura di quando sei al vertice, perché in ogni gara c’è tensione e non puoi permetterti di sbagliare. Resto convinto che il Cesena riuscirà a togliersi da questa situazione”.

Sei sorpreso dai miglioramenti e dall’esplosione di Djuric?
Assolutamente no, perché già in A con Bisoli e Di Carlo aveva fatto bene, prendendo consapevolezza nei suoi mezzi. Milan è un amico, l’ho sempre consigliato perché è un ragazzo umile, con la testa sulle spalle, merita tanto e deve ambire a qualcosa di più: non sarà un bomber da 20 gol, ma svolge un lavoro encomiabile e a mio avviso può giocare tranquillamente in A ed in determinati campionati esteri. Sono contento anche per Garritano che sta facendo bene e non dimentico Rodriguez, un attaccante dalle ottime potenzialità con grande fiuto del gol”.

Da poche settimane hai concluso la tua esperienza indiana col Chennaiyin: dove vedremo Davide Succi nel 2017?
Innanzitutto voglio ringraziare mister Materazzi che mi ha dato l’opportunità di cimentarmi in questa esperienza: mi sarebbe dispiaciuto chiudere la carriera senza provare un’avventura all’ estero. Adesso mi sono preso qualche giorno di tempo per valutare: ho ricevuto un paio di proposte dalla B e diverse dalla Lega Pro. Di certo ho ancora tanta voglia di giocare e paradossalmente mi sento meglio ora rispetto alla scorsa estate quando provenivo da un periodo nel quale avevo giocato pochissimo. Ad inizio anno deciderò la mia nuova destinazione”.


Immagine tratta dal sito padovasport.it

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Ivan Zannoni frequenta da sempre il mondo del calcio, dapprima come giocatore poi come allenatore e dirigente. Ha collaborato con La Voce di Romagna per la quale seguiva i campionati dilettantistici ed ultimamente lo si è anche potuto seguire su Telerimini nel ruolo di opinionista per la trasmissione Dilettanti nel Pallone. Da buon romagnolo, segue con apprensione le vicende del Cesena Calcio e scrivendone, riesce a dar sfogo alla sua passione.

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