La parentesi romagnola di Odion Ighalo, il centravanti della Nigeria

Odion Ighalo
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METEORE BIANCONERE – Sabato sera in Croazia-Nigeria rivedremo all’opera un bomber di razza, passato da Cesena, ma senza lasciare traccia di sé: Odion Ighalo

Prosegue la ricerca di quei talenti (o presunti tali), passati da Cesena senza lasciare traccia, né grandi rimpianti nel cuore dei tifosi bianconeri. Dopo aver raccontato la storia di Daniel Pudil (vedi Daniel Pudil e quello strano intrigo internazionale), ricordiamo oggi Odion Ighalo, attaccante scopertosi bomber di razza in Spagna e soprattutto in Inghilterra, che sabato guiderà l’attacco delle Super Eagles contro la Croazia nell’incontro valido per il Girone D della Coppa del Mondo 2018.

Il giovanissimo Odion Ighalo lascia la Nigeria, sua terra natale, ad appena diciassette anni per inseguire il sogno di fare il calciatore. Come molti dei suoi coetanei laggiù, è cresciuto con il mito delle “Super Aquile”, la fortissima nazionale nigeriana capace di vincere la Coppa d’Africa nel 1994 e persino la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Atlanta 1996. Fanno parte di quella squadra giocatori fenomenali come Oliseh, Okocha, Kanu ed altri che diventano fonte di ispirazione per un’intera generazione, in un Paese che con quasi 200 milioni di abitanti è il più grande dell’Africa ed ha un’età media di soli 17.7 anni. Dopo aver mosso i primi passi nel Bridge Boys FC di Lagos, la vecchia capitale, Odion parte per la più inaspettata e disagevole destinazione per un ragazzino africano, la Norvegia, messo sotto contratto dal Lyn Oslo, squadra con la quale debutta nel calcio europeo. L’impatto è ottimo e nella sua prima stagione da professionista realizza 9 gol in 20 partite, conquistandosi la stima e l’interessamento di patron Pozzo, uno dei manager calcistici più attivi d’Europa, sempre alla ricerca di giovani talenti.

E così Ighalo arriva in Italia nell’agosto del 2008, acquistato dall’Udinese per 1,9 milioni di euro, e fa il suo debutto in serie A (Reggina-Udinese) all’età di 19 anni. Con la maglia bianconera, il ragazzo disputa appena 6 spezzoni di partita, ma dimostra di non aver perso il fiuto del gol e nel finale di Udinese-Cagliari realizza il suo primo (ed unico) gol “italiano”. Tuttavia, convinti che ancora non sia pronto per il calcio nostrano, i dirigenti friulani girano in prestito l’attaccante alla “consorella” Granada in Segunda Divisiòn spagnola. Sarà l’anno del primo boom di Ighalo che infatti va a segno ben 16 volte in 25 partite, contribuendo fortemente alla promozione del club andaluso in Liga. Emblematico l’esordio: il 24 ottobre, appena entrato in campo dalla panchina da 5′, Ighalo va a segno contro lo Jerez Industrial e non si fermerà più.

Un vero bomber di razza, perfetto per una formazione di provincia promossa dalla seconda alla prima divisione… Ma non si tratta del Granada, bensì del Cesena che riassapora la serie A dopo ben 19 anni di purgatorio. Arrivato con la formula del prestito, il ragazzo non suscita una grande impressione, fin troppo magro, a tratti svogliato, affatto a suo agio con l’italiano… Non sembra proprio il giocatore che ci si aspettava. Ed infatti gioca appena 25′ suddivisi in tre spezzoni di partita, cui si aggiungono 90′ nella partita di Coppa Italia persa 3-1 contro il Novara, prima che Massimo Ficcadenti e la dirigenza romagnola decidano, senza grande rammarico, di interrompere prima del previsto il prestito e liberare Ighalo che mestamente fa ritorno al Granada. Però da quelle parti non si sono certo dimenticati di lui, Odion è un idolo, ed al sole dell’Andalusia in fretta rinasce: 25 partite e 5 gol, tra i quali uno nei playoff promozione. Le cose vanno bene, ma non benissimo, con 16 gol e 6 assist nelle successive tre stagioni. Forse è venuto il momento di cambiare aria…

Mai decisione fu più saggia: in Inghilterra, Odion Ighalo diventa infatti un’ira di Dio! Nella prima stagione al Watford, in seconda divisione, realizza 20 gol in 35 partite e trascina gli Hornets alla promozione in Premier League. L’anno successivo riparte alla grandissima ed il 28 dicembre 2015, con il gol al Tottenham, diventa il giocatore più prolifico dell’anno solare 2015 in Inghilterra, nonché giocatore del mese in Premiership. Complessivamente gioca 100 partite in due anni e mezzo con il Watford nelle quali realizza ben 41 gol. Il ragazzino pelle e ossa proveniente dall’Africa, sbarcato nella gelida Norvegia e maturato al sole dell’Andalusia, ora è un campione. E come tale reclama la sua fetta di meritato guadagno: così a gennaio 2017 passa ai cinesi del Changchun Yatai, squadra di una città posta ai confini del mondo nei pressi della frontiera con la Corea del Nord, per la ragguardevole somma di 20 milioni di sterline e con un ingaggio principesco di 190 mila sterline alla settimana. Naturalmente, visto il livello tecnico del campionato cinese, Ighalo gonfia la rete molto spesso: 15 gol nelle 27 partite del campionato 2017 e già 7 gol nelle prime 11 partite del torneo 2018, nel quale ha giocato ogni singolo minuto (990).

La solita storia del povero arricchito… Niente affatto, perché Odion ha un cuore grande e non dimentica le sue origini, i calci ad un pallone sulle strade di Ajegunle, un ghetto di Lagos, e così alcuni mesi fa decide di investire una parte dei suoi guadagni per acquistare un immobile ed aprire un orfanotrofio che aiuterà i bambini nigeriani ad inseguire il suo stesso sogno. Questa è la storia di Odion Ighalo, bomber ovunque tranne che in Romagna, un’altra di quelle storie che vale sempre la pena raccontare. Anche per trovare un qualche motivo di interesse per seguire Croazia-Nigeria sabato sera…


Immagine tratta dal sito www.o-posts.com

5 Comments on “La parentesi romagnola di Odion Ighalo, il centravanti della Nigeria”

  1. un uomo contestato, per il gel, per la residenza a montiano, per il tono di voce, da mezzi uomini che quando è stato il momento di chiedere scusa e di ammettere gli errori (e la palese malafede) si sono inventati il commissariamento e il ruolo di Maurizio Marin. vergogna.

  2. ficcadenti fece un miracolo , in una piazza ostile, trasformò una squadra che a inizio campionato tutti davano per spacciata in uno squadrone, lo fece contro tutto e contro tutti, (anche contro di te marco fiuzzi), e se la nostra piazza non fosse stata infestata dalle vedove (le stesse di quel sito che ultimamente sembra tuttopadova,it) avrebbe aperto un ciclo, e oggi caro marco fiuzzi non è da escludere che saremmo stati nella situzione del chievo. io non perdonerò mai le vedove per questo, dovrebbero solo starsi zitte, e ammettere che sono state la nostra rovina, invece ancora oggi buttano merda su un eroe bianconero.

  3. Ma qui da noi è un classico criticare e non credere in giocatori che poi fanno bene da qualunque altra parte…..da queste parti si esalta i Di Noia…ecc

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