Napoli-Cesena ’73: sotto il Vesuvio solo iella

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BIANCONERO VINTAGE – Ancora una volta il piccolo Cesena andava ad affrontare “il gran pubblico” in casa di una grande, la capolista Napoli di Luis Vinicio

Era il 9 dicembre 1973 ed allo stadio San Paolo di Napoli, il Cesena si giocava l’ottava partita di campionato di serie A. Il Cesena, 7 punti ed in centro alla classifica, nell’ultimo incontro aveva sciupato con un pareggio l’occasione di fare bottino pieno contro il Genoa, mentre il Napoli vittorioso in trasferta contro la Roma aveva mantenuto la testa con 11 punti, seguito a 10 dalla coppia Inter e Juventus. Il Cesena doveva affrontare nuovamente il “gran pubblico”. Infatti dopo il quello di San Siro e di Bologna, sarebbe arrivato il turno di quello del San Paolo.

Il mister avversario, il vecchio leone Luis Vinicio, dopo aver raccolto meritati applausi sui campi della penisola come praticante, stava ottenendo un successo altrettanto maiuscolo come tecnico. Ad onor del vero, aveva una squadra di prim’ordine e si presentò con questa formazione, convinto di fare una gara d’attacco: Carmignani, Bruscolotti, Pogliana, Zurlini, Vavassori, Orlandini, Canè, Juliano , Clerici, Esposito, Braglia. In panchina a disposizione Da Pozzo, Albano che sostituirà Canè al 12’ del s.t., Ferradini. Mister Bersellini, ne faceva solo un problema di marcature: era fondamentale riuscire a bloccare il “cervello” Juliano e le “punte” Clerici e Braglia. Così pensò di affidarsi alla solita prova da “francobollatore” che sapeva offrire Ammoniaci per fermare Braglia e preferì la marcatura di Zaniboni per Clerici con Danova in panchina. In prima linea era scontato l’innesto di Toschi, visto l’infortunio di Bertarelli e la prima panchina per l’attaccante Tombolato. Mantovani accusava i postumi di un brutto colpo al ginocchio, ma bastarono le abili mani del massaggiatore Agnoletti a far rientrare l’allarme. Bersellini così schierò una formazione pronta a non subire la forza dell’avversario: 1 Mantovani, 2 Ceccarelli, 3 Ammoniaci, 4 Festa, 5 Zaniboni, 6 Cera, 7 Orlandi, 8 Brignani, 9 Braida, 10 Savoldi II, 11 Toschi. In panchina 12 Boranga, 13 Danova e con il 14 Tombolato che sostituirà Braida al 18’ del s.t.

Che il Napoli fosse entrato in campo per vincere si capì subito, già al 2′ con un tiro di Juliano su cui Mantovani volò a bloccare. Rispose due minuti dopo il Cesena, su cross di Orlandi Carmignani non trattenne la palla e Braida ben appostato non riuscì a segnare per un attimo di ritardo e la ghiotta occasione sfumò. Al 23’ il Napoli passò in vantaggio: sugli sviluppi di una rimessa laterale di Juliano, la difesa bianconera respinse difettosamente, il pallone giunse al terzino Pogliana appostato sei-sette metri fuori dall’area che colpì la palla di collo indovinando l’unico varco disponibile fra una selva di gambe. Mantovani era ben appostato ed il tiro era tutt’altro che irresistibile, ma la palla colpì una mano di capitan Cera subendo una piccola deviazione che purtroppo per i bianconeri fu sufficiente a mettere fuori causa il numero uno. Su questo vero e proprio omaggio della sorte, il Napoli costruì la vittoria e subito dopo il gol diede l’impressione di poter dilagare, ma la retroguardia bianconera seppe il fatto suo. Al 41’ da registrare l’azione che potrebbe essere presa come esempio del gioco del Cesena: prima che Ceccarelli facesse partire il tiro, purtroppo destinato sul fondo, si contarono almeno la bellezza di nove passaggi laterali o all’indietro tra i bianconeri. Infine, allo scadere del tempo, su punizione ribattuta dalla barriera, Canè indirizzò un bolide verso Mantovani che sicuro non rischiò la presa respingendo a pugni chiusi.

La ripresa iniziò con il Napoli deciso a chiudere l’incontro: al 3′ Braglia uscito da un sandwich tra Cera e Festa appoggiò il pallone a Canè che prontamente calciò a botta sicura verso Mantovani, ma anche questa volta il portierone riuscì nella deviazione in angolo. Al 20’ clamorosa occasione per il Cesena: il difensore Bruscolotti, nel tentativo di liberare su cross di Toschi, per un pelo non provocò il più clamoroso degli autogol. Il Cesena intravide la possibilità del pareggio e Bersellini provò a sostituire un disastroso Savoldi II, sempre più con la mania del dribbling a tutti i costi, con la punta Tombolato. Purtroppo però i maggiori varchi che si crearono inevitabilmente consentirono al Napoli di arrivare vicinissimo al raddoppio, ma senza riuscire a sugellare il gol messo a segno con un po’ di abilità e tanta fortuna nel primo tempo. Con il pugnale tra i denti, al 35’ il Cesena fece passare un gran brutto momento al portiere partenopeo Carmignani: dopo aver respinto corto su Tombolato, dovette infatti assistere ad un furioso batti e ribatti nell’area piccola ed al tentativo del sempre insidioso Toschi. Lo stadio intero tirò un sospiro di sollievo solo dopo il triplice fischio finale. San Gennaro aveva fatto la grazia!

Così il Napoli vinse una partita che il Cesena avrebbe meritato largamente di pareggiare. Solo che nel calcio spesso a decidere è l’imponderabile: un tiro scoccato senza tanta convinzione che comunque va a segno, un pallone che inavvertitamente incoccia un braccio o una gamba e subisce quella deviazione che pur se minima è sufficiente a mettere ko il portiere ed provocare la frittata. Al San Paolo successe proprio così!

Bersellini nel dopo partita commento “Solo iella! Ad ogni modo sono soddisfatto di quanto abbiamo fatto contro la prima in classifica, dimostrando di essere ben più della meteora che molti avevano ipotizzato! Forse abbiamo pagato ancora una volta lo scotto del grande pubblico, dello stadio di enormi dimensioni, pieno come un uovo. È andata così anche a San Siro con il Milan e comunque non sono questi gli incontri da cui mettiamo in preventivo punti. Ci credevo ed abbiamo sfiorato l’obiettivo. Peccato davvero!”. Condivido!


Il campionato di serie A 1973/74 rivissuto e raccontato da chi in quegli anni indossava la maglia bianconera delle squadre giovanili, Andrea Santi che ogni settimana arricchisce la nostra sezione Bianconero Vintage con episodi entrati a far parte della leggenda del club.