“Ho conosciuto mia moglie al termine di una trasferta del Cesena”

Tifosi Cesena Romagna
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TIFOSI – I tifosi del Cesena credono ancora nella salvezza! Oggi incontriamo un tifoso speciale che ha conosciuto la moglie nel corso di una trasferta

Nonostante il momento piuttosto critico dei bianconeri, i tifosi del Cesena non si tirano mai indietro per raccontare la propria passione e oggi è il momento di Marco, un tifoso che segue il Cavalluccio fin dalla tenera età grazie alla famiglia. Scopriremo che, oltre ad essere un appassionato tifoso che segue la squadra anche in trasferta, ha conosciuto una persona speciale proprio durante una delle partite del Cesena lontano dal Manuzzi. Ma andiamo ora a conoscerlo meglio….

Benvenuto a Cesena Mio Marco, parlaci un po’ di te…
Ciao a tutti , sono Marco e ho quasi 40 anni. Posso dire di averne passati almeno 35 a giocare a calcio a livello amatoriale, poi mettendo su famiglia e con gli anni che avanzano ho abbandonato lo sport praticato ma naturalmente la mia passione per il gioco del pallone rimane inalterata“.

Partiamo subito col commentare la partita di sabato giocata col Cittadella…
“Mah, innanzitutto niente drammi: questo Cesena è partito sotto una cattiva stella, alti e bassi continui che ci stanno facendo penare la salvezza! È stata una partita giocata solo il secondo tempo, cosa che una squadra che si deve salvare non può permettersi. La formazione era sbagliata e si è visto nella ripresa, le scelte tecniche sono state discutibili ultimamente e forse incomprensibili, il mister ha sicuramente preso delle decisioni errate. Ma con questo non si va certo a cancellare quanto di buono fatto da Castori fino ad ora! Bisogna solo capire cosa sta succedendo perché il tempo stringe“.

Raccontami un po’ da quanto tempo segui il Cavalluccio e da quale settore.
Allora, la prima volta che ho varcato i cancelli del Manuzzi avevo 6 o 7 anni ed andavo in tribuna con il mio papà: ricordo ancora quei momenti di festa per me bambino, gli odori, il tifo e soprattutto i cori con la nostra inconfondibile “s” romagnola. Il sabato poi andavo con lo zio e mio papà a vedere mio cugino che giocava nelle giovanili (fino alla Primavera) nel vecchio antistadio in tribuna, per poi passare, da più grandicello, alla mitica Curva Mare,  dove vado ancora oggi. E’ da quando ho iniziato a frequentare il settore più caldo del Manuzzi che ritrovo sempre le stesse persone vicino, magari senza neppure conoscerne il nome, ma comunque sono i miei amici dello stadio“.

Hai qualche calciatore a cui sei rimasto particolarmente affezionato?
Siccome il mio papà e mio zio spesso affittavano un appartamento ai calciatori del Cesena, ne ho conosciuti parecchi.
Mi piaceva chiacchierare con loro, osservarli, per me erano degli eroi! Ricordo con affetto Holmquist, Calcaterra, Turci, il Bisonte, Scarafoni, Dolcetti ma su tutti Patrizio Sala. Di Lui conservo gelosamente una maglia con dedica dell’anno della promozione dopo gli spareggi di San Benedetto. Ultimamente avevo fatto amicizia con Rigione, un ragazzo fantastico che fra le altre cose ha sempre parlato benissimo della nostra città“.

Una partita per te indimenticabile?
Di partite che ricordo volentieri ce ne sono tante ma potrei dirti Cesena-Livorno 4-0, Cesena-Rimini 3-2 ma anche Cesena-Juventus 2-2 e Cesena-Milan 2-0 al ritorno in  Serie A“.

Per quanto riguarda le trasferte invece cosa ci racconti?
Su tutte ricordo una partita che mi ha segnato: Novara-Cesena 3-0 della stagione 2011/12. Eravamo retrocessi da due mesi ormai ma “galeotta fu la trasferta”: ho conosciuto quella che ora è mia moglie Caterina, dalla quale è nato in seguito nostro figlio Nicolas José. Ricordo poi le trasferte vicine a Rimini, Ravenna, Bologna, Reggio Emilia, Parma, Modena (vecchio e nuovo stadio), Perugia e tante altre uscite quando eravamo in Serie A. Ricorderò per sempre l’andata della semifinale play-off a Modena, quando Marilungo segnò la rete del definitivo 0-1 per noi: fu una serata indimenticabile“.

E dei mister che si sono seduti sulla nostra panchina che mi dici?
Ho amato per grinta e carattere Bolchi e Castori, mentre per il gioco Ficcadenti, anche se so di attirarmi antipatie così, ma a me piaceva tanto”.

Cosa speri per il nostro Cesena?
Beh, da tifoso non posso certo sperare nel fallimento di questa società: ci sono troppe incognite, non mi piace la nostra situazione. Tutti vorremmo uno sceicco che ci portasse in cima alle classifiche con calciatori con la C maiuscola. Sognare non costa nulla, ma per ora dobbiamo accontentarci di Lugaresi. Sarei però curioso di vedere Rino Foschi con tanti soldini da spendere: un bel budget combinato al suo amore per il Cesena è quello che vorrei!“.


Immagine tratta dal sito cesenacalcio.it