In maglia granata, il Cesena fa tremare la Juventus

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BIANCONERO VINTAGE – Quella volta che il piccolo Cesena, per l’occasione in maglia granata versione “Toro”, fece tremare la grande Juventus (16/12/1973)

Dopo tanto tempo posso affermare con soddisfazione che quella partita, la prima storica contro la Juventus, non è gloria, ma è storia: un giorno da ricordare, la 9^ giornata di campionato, il 16 dicembre 1973 allo stadio Comunale di Torino, Juventus-Cesena! Si disse: i Campioni d’Italia e la matricola, Davide e Golia. I paragoni si sprecarono. Ma quel giorno, quella partita con il Cesena vestito con la divisa granata, rimarrà nella storia: l’orgoglio dei tifosi romagnoli! Nella giornata precedente la Juventus aveva vinto 1-0 il derby con il Torino e rimaneva solitaria al 2° posto in classifica con 12 punti, uno solo dal Napoli che aveva liquidato 1-0 proprio il Cesena nella sfortunata partita del San Paolo. Ma la cosa strana è che la Juve rivide il colore granata del derby anche la settimana successiva, quando il Cesena scese in campo con una divisa di quel colore: pura casualità o volontà studiata per la super sfida?

Il mister dei campioni d’Italia, Cestmir Vycpalek, gestiva una squadra fortissima e credeva di poter chiudere nel primo tempo l’incontro e così pensò di aumentare la trazione anteriore schierando tre punte: la mossa fu però determinante per il Cesena che così divenne padrone del centrocampo per tutta la partita. Vycpalek lo fece perché non si fidava del Cesena che aveva ben figurato in quello scorcio di campionato e sapeva che più sarebbe cresciuto il minutaggio più la sua squadra avrebbe fatto fatica. E non si sbagliava, perché gli undici romagnoli indemoniati volevano a tutti i costi un punto almeno! Così, all’ultimo momento, tolse dalla formazione il centrocampista Viola ed inserì l’attaccante Altafini. Questa quindi la formazione della Vecchia Signora: Zoff, Spinosi, Marchetti, Gentile, Morini, Salvadore, Altafini, Cuccureddu, Anastasi, Capello, Bettega. In panchina, a disposizione, Piloni, Longobucco che sostituirà l’infortunato Marchetti al 36° e Viola. Dall’altra parte, mister Bersellini contava sulla vivacità dei suoi a centrocampo e sperava nella superiorità numerica del reparto: i polmoni di Festa, il dinamismo di Brignani,  gli spunti di Orlandi, la fantasia di Savoldi II, gli inserimenti di Cera ed il grande lavoro di Ceccarelli sulla fascia erano la garanzia che anticipava l’impresa. Bersellini immaginò proprio una Juventus a tre punte e preparò la sua difesa: Ammoniaci su Altafini, Zaniboni preferito a Danova su Bettega e Ceccarelli su Anastasi. Sistemata la difesa, il centrocampo era a posto e pensò un attacco più dinamico con Bertarelli e Toschi pronti a colpire. La formazione fu così composta: 1 Mantovani, 2 Ceccarelli, 3 Ammoniaci, 4 Festa, 5 Zaniboni, 6 Cera, 7 Orlandi, 8 Brignani, 9 Bertarelli, 10 Savoldi II, 11 Toschi. In panchina 12 Boranga, 13 Frosio e 14 Tombolato che sostituirà Bertarelli al 78°.

La cronaca dell’incontro. O meglio, la festa romagnola…

Primo tempo – Tutto cominciò al 13° quando il Cesena passò in vantaggio. Al limite dell’area, Gentile, stizzito dalle continue finte, entrò senza mezzi termini commettendo fallo su Savoldi II. Lo stesso “Savoldino Titti” si mise vicino alla palla e ritardò la punizione tergiversando un pochino, poi servì sulla sinistra il terzino Ceccarelli tutto solo, scattato a sorpresa: breve controllo del romagnolo e palla rasoterra in area della Juventus. Nessun difensore intervenne e la palla giunse a Brignani che di sinistro, in mezza girata e di prima intenzione fece secco Zoff. Lo stadio comunale ammutolì… La Juventus apparve sorpresa… Ma la reazione non si fece attendere e dopo appena 4 minuti Mantovani fu chiamato in causa per la prima volta: una grandissima parata su una punizione bomba di Cuccureddu. Rispose subito dopo il Cesena al 21° ancora con Brignani, ma Zoff ben piazzato bloccò a terra. Ancora i romagnoli un minuto dopo con Toschi: il suo bel tiro al volo venne ancora neutralizzato dal portiere juventino. Di nuovo sugli scudi Mantovani al 26° con un’eccezionale prontezza di riflessi quando di pugno mandò in calcio d’angolo una staffilata del solito Cuccureddu. Tre minuti dopo però la Juventus raggiunse il pareggio: dopo aver ricevuto l’assist da Anastasi, fu Bettega a sorprendere tutti depositando la palla in rete dopo aver superato Mantovani in uscita. 1-1 alla fine del primo tempo.

Secondo tempo – Erano appena passati 5 minuti della ripresa quando i romagnoli passarono nuovamente in vantaggio con lo stadio ammutolì ancora una volta… L’azione fu molto bella: Orlandi conquistò un pallone a centrocampo e si avviò a grandi falcate verso la porta avversaria, lo affrontò Salvadore e “Micio” lo evitò con una finta elegante, entrò in area,  aspettò per un attimo che l’ultimo difensore juventino gli corresse incontro e poi servì sulla destra il compagno Festa completamente smarcato. Gran botta di destro al volo e palla che si insaccò, dal basso verso l’alto, all’incrocio dei pali, fuori dalla portata di Zoff. La Juventus però non si arrese, la reazione fu rabbiosa, ma portò solo degli inutili calci d’angolo. Clamoroso l’episodio in area juventina al 25° quando Salvadore commise fallo da rigore su Bertarelli che l’arbitro Levrero finse di non vedere: il numero 9 cesenate rubò una difficile palla al difensore Morini, entrò in area leggermente spostato sulla sinistra e Zoff gli uscì incontro per chiudergli lo specchio, ma mentre si apprestava a calciare di sinistro Salvadore intervenne da dietro agganciandogli il piede. Bertarelli cadde a terra e subito si girò verso l’arbitro e sembrò dirgli: “Se non è rigore questo…”. Ma la giacchetta nera, disse no e fece proseguire il gioco. Passata la paura, la Juventus pervenne al pareggio: Bettega fintò il tiro e ricambiò il favore passando una palla al bacio ad Anastasi che con uno scatto dei suoi e grande rapidità lasciò partire una rasoiata imparabile per il pur bravo Mantovani. Al 89° Bersellini, già redarguito in precedenza in occasione del rigore non assegnato, venne espulso per essersi alzato dalla panchina gesticolando; l’arbitro Levrero questa volta si ricordò del regolamento e lo applicò… Al triplice fischio i tifosi juventini poterono finalmente tirare un sospiro di sollievo: l’incubo Cesena era finito!

Migliori in campo per il Cesena Orlandi e Brignani a pari merito con voto 9, poi il terzetto composto da Mantovani, Cera e Festa con voto 8. Purtroppo però per “Billy” Mantovani, il portiere titolare del Cesena, sarà l’ultima apparizione in campionato: la sua presenza era rimasta incerta fino all’ultimo e riuscì in qualche modo ad essere delle partita, ma l’infortunio al ginocchio destro (con conseguente operazione al menisco) lo costrinse ad appendere i guanti al chiodo trentenne dopo quel calvario iniziato col colpo ricevuto al ginocchio in occasione di Cesena-Genoa alla 7^ giornata e seguito da un nuovo colpo la domenica successiva a Napoli. Il Cesena perdeva, per sempre, una pedina importante, ma questo triste episodio aprì le porte ad un altro grande portiere, Lamberto Boranga detto “Bongo”. Più che un campione si dimostrò un vero personaggio e con le sue grandi parate riuscì presto a diventareun idolo dei tifosi romagnoli e riuscendo così colmare il vuoto lasciato dal grande “Billy”.

Queste le dichiarazioni del dopo partita: l’allenatore dei campioni d’Italia Vycpalek: “Un punto guadagnato. Siamo in testa al campionato e, dopo una partita così, non mi sembra ancora vero. Il Cesena ha giocato bene. E’ una squadra rocciosa. Senza Causio e Furino il nostro centrocampo ha sofferto. Abbiamo recuperato due volte ed è stato veramente difficile, ma abbiamo dimostrato carattere ed abbiamo capito ancora di più la nostra forza”; il mister dei romagnoli Bersellini non fece polemiche per il rigore e per la sua espulsione: “Sono solo felice! Per il nostro Presidente, per il Cesena e per i nostri tifosi. Abbiamo fatto la prima grande impresa”. Il Presidente Manuzzi non stava nella pelle, il  suo Cesena aveva fatto paura alla grande Juventus: “Ci hanno negato un rigore, ma sono contento lo stesso. Rispetto alla Juve avevamo una marcia in più: loro giocavano benissimo, sia chiaro, la davanti hanno certa gente… Ma la nostra squadra ha una marcia in più. La partita è stata molto bella. Noi abbiamo giocato molto bene. Dobbiamo avere umiltà e coraggio per credere nella salvezza, questo Cesena lo merita!”.

Alla fine tutti d’accordo: il Cesena, in versione “Toro”, ha fatto tremare la Juventus!


Il campionato di serie A 1973/74 rivissuto e raccontato da chi in quegli anni indossava la maglia bianconera delle squadre giovanili, Andrea Santi che ogni settimana arricchisce la nostra sezione Bianconero Vintage con episodi entrati a far parte della leggenda del club.

About Andrea Santi

Andrea Santi nasce a Forlì nel 1958, si laurea in Architettura a Firenze nel 1984 e dal 1985 svolge l’attività di architetto libero professionista nel comprensorio forlivese. Rimasto legato al suo passato di calciatore nelle giovanili del Cesena dal 1973 al 1976, ha sempre coltivato un grande interesse per il gioco del calcio. L’amore per la scrittura gli ha aperto nuovi orizzonti e fornito motivazioni per raccontare e condividere le sue passioni. “Romagna Bianconera, il Cesena di Dino”, uscito nel 2015, è stato il suo primo romanzo che ha dato il via ad un progetto editoriale destinato a descrivere agli appassionati le annate calcistiche del Cesena Calcio dagli anni '70 in poi. Nel frattempo ha deciso di raccontare le sue storie sul blog tematico Cesena Mio ...

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