I limiti del Cesena ed i meriti di Castori

Castori dirige allenamento Cesena 14-11-2017
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OPERAZIONE IANUS – Dal suo arrivo a Cesena, Castori ha già risolto diversi problemi, ma ne restano ancora diversi a cui porre urgentemente rimedio

Dopo il pareggio casalingo contro la Salernitana, il Cesena di Fabrizio Castori è al sesto risultato utile consecutivo, il settimo nelle ultime otto partite e questa è sicuramente una nota positiva. Eppure la classifica, da drammatica che era, è migliorata, ma è ancora di quelle da “far tremar le vene ed i polsi”. Indubbiamente complici della situazione sono le ultime tre partite (Novara, Entella e Salernitana), nelle quali i bianconeri non hanno saputo capitalizzare il vantaggio: perseverare diabolicum est.

Io però ho l’impressione che ci stessimo dimenticando i limiti di questa squadra, resi ancor più evidenti daglii infortuni e dai continui cambi di formazione che l’allenatore deve di volta in volta inventare. Diciamo la verità, ci stavamo abituando troppo bene… Dopo il disastro di inizio campionato, arriva Castori che, oltre ad un cumulo di macerie, trova senza centravanti di ruolo una squadra che già non segnava neppure sotto tortura. A questo punto il mister di Tolentino si traveste da Mago Silvan e comincia ad estrarre una serie di conigli dal cilindro che vado ad elencare:
1. Ricostruisce il morale di giocatori ormai psicologicamente devastati;
2. Ripesca Schiavone a centrocampo ed il rendimento del giocatore gli da ragione (perché toglierlo domenica scorsa?);
3. Inventa Jallow, giocatore leggero e senza grandi doti di palleggio, prima punta ed il gambiano segna quattro gol in otto partite;
4. Riporta Laribi al suo ruolo naturale ed anche qui i risultati gli danno completamente ragione;
5. Imposta un gioco che è l’unico possibile per le caratteristiche tecniche dei giocatori a sua disposizione, con buona pace degli amanti di un calcio più spettacolare, degli eterni insoddisfatti, del coro delle lamentatrici. E così il Cesena segna a raffica e fa sempre risultato.

Però… Nel calcio, come nella vita, c’è sempre un però…

Questa squadra subisce troppi gol. E li subisce quasi sempre nella stessa situazione, ovvero quando va in vantaggio e, messa sotto pressione, evidenzia i suoi limiti tecnici e la mancanza di elementi in grado di conferirle cinismo e possesso palla. È ormai chiaro che i pregi di questa formazione, evidenti finché impone il proprio gioco fatto di copertura degli spazi e ripartenze in velocità, diventano limiti una volta che la partita si ribalta e si è chiamati a difendere, tirando fuori doti che al momento non ci sono. Prendiamo ad esempio Dalmonte, un giovane di sicuro avvenire e dalle doti tecnico-atletiche indiscutibili: fortissimo quando ha campo ed abile nel saltare l’uomo e rifinire, ma più portato al gioco d’attacco che a quello difensivo, come si è visto bene domenica scorsa sul secondo gol della Salernitana. Faccio un altro esempio concreto e prendo Jallow, una spina nel fianco delle difese avversarie: velocissimo nell’attaccare gli spazi e sfruttare i cross dal fondo, almeno fino a quando la squadra riparte, ma pressoché inutile se c’è da difendere il risultato poiché non ha né la fisicità né le doti di palleggio per tenere palla e far salire la squadra. A riprova di ciò, ricordo che a Chiavari, seppur già sul 2-2 ma in netta difficoltà, il Cesena aveva sostituito Jallow con un centrocampista, facendo maggior densità a centrocampo e beneficiando delle doti di palleggio  di Laribi che, spostato nel ruolo di punta, aveva invertito l’inerzia del match rischiando addirittura di vincere. Forse in certi frangenti la fisicità di Gliozzi potrebbe tornare utile? E sempre in quei frangenti, ricordarsi di Mordini che qualcosa di buono aveva dimostrato? Servirebbe, una volta in vantaggio, un cambio di modulo?Centrocampo a cinque? E così via…

Mister Castori, urge l’ennesimo coniglio dal suo cilindro! E non dica che sono finiti, ma faccia presto per favore! Glielo chiedono le nostre coronarie…


Foto di Luigi Rega tratta dal sito www.cesenacalcio.it

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7 Commenti

  1. Il problema non’e’ solo la difesa, se fosse quello prenderemmo SEMPRE gol, non solo quando siamo in vantaggio.
    In quei frangenti serve un altro modulo capace di togliere pressione alla difesa, far salire la squadra e addormentare il gioco.

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