Tutti “paszi” per Kupisz: è assalto all’ufficio anagrafe…

Tomasz Kupisz
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NOTIZIOLE DA UN DIVANO – L’ufficio anagrafe di Cesena preso d’assalto da neo genitori che vogliono chiamare il proprio neonato come Kupisz, l’eroe di Cesena-Cremonese

La Romagna, fra le tante particolarità d.o.p., ha sicuramente quella di assegnare nomi particolari, improbabili o esotici ai propri figli: Roblendo, Ràmpolo, Antide, Nàbero, Adegaso, Jaures, Jader, Iglis, sono solo alcuni dei tanti. Abbiamo avuto notizia di Ultimo e della bimba Antavléva (siccome non è un nome russo, un bel modo di venire al mondo, eh?). All’anagrafe di Cesena sono sempre stati pronti a tutto, addirittura sembra che facciano dei corsi apposta per fronteggiare ogni evenienza e bizzarria, ma in questi giorni sono entrati veramente in crisi. Pare infatti che numerose neomamme e neobabbi bianconeri, dopo la meravigliosa carambola che ha deciso Cesena-Cremonese e la salvezza del Cavalluccio, abbiano fatto richiesta di registrare i propri neonati col nome di Kupisz, ma siccome non si ricordano il nome di battesimo (ovvero Tomasz), chiedono di “segnarli” direttamente col cognome.

Le difficoltà principali riguardano la sequenza “sz”: 50 per cento di probabilità di azzeccarla. Molti si dimenticano la s, altri ignorano la zeta. Qualcuno chiede la doppia esse, altri sono convinti che ci sia una doppia zeta, come Zzorro. In questi giorni, un tribunale ha convocato i genitori che avevano chiamato la loro bimba BLU, perchè il sesso risulterebbe incerto. E che dire allora del nostro caso: il Kupisz o la Kupisz? Mah?! Da non sottovalutare infine, sul piano squisitamente “sociale”, il problema dell’abbreviativo. In una terra di Cate, Vale, Fra’, Gianpi e Zvàn, come lo abbreviamo Kupisz? Kup? Ku? Sz? Zzzz?

La questione è aperta e sicuramente interverranno quanto prima almeno un TAR, una Procura, la Corte dei Conti, l’Accademia della Crusca e la Corte di Giustizia dell’Aja. Il vostro povero divano, da sempre pacifista convinto, si limita a chiedere il ripristino della pena di morte per i genitori in questione. E mi sembra ancora poco…


Immagine tratta dal sito sport.sky.it

About Alberto Neri

Alberto Neri (Wolf) è nato parecchi anni fa a Cesena, ma all’età di 5 anni è stato "deportato" a Faenza al seguito della famiglia. Da allora il Cesena è stato il legame identitario con la sua città di origine, dove ora abita nuovamente. Da ragazzino veniva in treno da Faenza, prendeva la bici del nonno Ermenegildo (Gildìn) e si fiondava allo stadio. Così Gildìn, grande tifoso, ma ormai anziano, in cambio di 100 Lire, riceveva una cronaca vivace della partita. Da lui Wolf ha imparato che il Cesena è come una malattia cronica: se ce l’hai te la tieni finchè campi. Ma, in questo caso, non ti dispiace.

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15 Comments on “Tutti “paszi” per Kupisz: è assalto all’ufficio anagrafe…”

  1. Ahahahahahah!!!! Per i lettori disattenti ripropongo un tratto della mia rubrica “L’ignoranza è tutto!” cha “casualmente” è sulla stessa linea del nostro GrandeAlbero.

    “…..a Dawidowicz (giocatore del Palermo che viene atterrato in area da Cascione provocando il rigore successivamente sbagliato da Coronado che lascia il punteggio finale sullo 0-0).

    E chi sarebbe costui, direte voi? Trattasi di un cittadino di Catanzaro che, dalle ultime mode, è distinguibile come tale per via della sigla di provincia riportata direttamente nella parte terminale del proprio cognome: CZ. Esattamente come il nostro Kupisz che, ovviamente, proviene da San Zaccaria (da qualche anno resasi indipendente dall’odiata Ravenna) dove però la moda ha preso un tantino più la mano, anche per via di un ambiente maggiormente competitivo, tanto che anche il nome, lì, presenta la stessa caratteristica. E infatti si chiama Tomasz. Tomasz Kupisz.”

    Se volete leggervi integralmente “L’ignoranza è tutto!” di quel giorno, trovate a questo link, fra i commenti, l’intera puntata.
    https://www.facebook.com/cesenamio/posts/1848579488769810

  2. avvertenze per l’uso: Si consiglia di cliccare sul link e di leggere il raccontino, prima di telefonare all’ufficio anagrafe e al centro di igiene mentale

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