Jidayi, fratelli contro: Christian tifa Cesena, William gioca nell’Avellino

Christian Jidayi
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INTERVISTA – L’ex promessa Christian Jidayi tifa Cesena, mentre il fratello maggiore William gioca nell’Avellino, prossimo avversario dei bianconeri

La sfida del Partenio di domani pomeriggio sarà vissuta in modo particolare dall’ex promessa bianconera Jidayi,  visto che il fratello maggiore William è il capitano dei Lupi d’Irpinia ed affronterà proprio il Cesena, tutt’ora squadra del cuore di Christian. Dunque saranno novanta minuti emozionanti per questo romagnolo d’adozione, cresciuto nel vivaio del Cesena fino ad esordire in prima squadra con Castori nel 2007. Christian Jidayi ha raccontato a Cesena Mio le sue sensazioni in vista del match.

Ciao Christian, indubbiamente la sfida del Partenio avrà un sapore particolare…
“Esatto. Da una parte il Cesena, la mia squadra del cuore a cui sono legatissimo e che appena posso vengo a vedere al Manuzzi, dall’altra l’Avellino di mio fratello William, che è in dubbio per un acciacco patito lunedì a Pisa. Che dire, entrambe sono in salute e faranno il possibile per superarsi ed avvicinare il traguardo salvezza. La mia speranza è che alla fine ce la facciano tutte e due”.

Un particolare curioso, tu sei nato ad Avellino: come mai?
“Perché mia madre è di Salerno. Ma subito mi sono trasferito in Romagna, a Ravenna dove lavora mio padre”.

Che legame hai con William e cosa ti racconta di Avellino?
“Ho un rapporto bellissimo, ci sentiamo ogni giorno, passiamo le vacanze estive assieme e a Ravenna siamo vicini di casa. Sta attraversando un ottimo momento di forma, è nel pieno della maturazione e gioca con regolarità. A Pisa è stato pure capitano e sta facendo bene. Mi dice che Novellino è il loro valore aggiunto: un allenatore meticoloso, di categoria superiore, prepara nei dettagli le gare ed ha dato alla squadra quell’equilibrio che inizialmente mancava”.

Quindi cosa deve temere il Cesena al Partenio?
“Il collettivo dei biancoverdi nel complesso. Ardemagni è l’elemento di spicco, ma l’Avellino è formazione concreta che bada al sodo, sempre ostica da affrontare ed in casa dove è spinta dal calore del pubblico”.

Tu cosa prevedi?
“Prevedo una bella partita tra due compagini che vogliono raggiungere in fretta l’obiettivo; il Cesena proverà ad imporre il proprio gioco come è nel suo dna, ma di fronte si troverà un avversario che non può permettersi passi falsi dopo la penalizzazione e non si farà cogliere impreparato”.

Il successo ottenuto ai danni dello Spezia ha consentito ai bianconeri di compiere un passo deciso verso la salvezza…
“Il Cesena è cresciuto molto sotto l’aspetto caratteriale nell’arco del campionato. Ho visto diversi incontri e dei bianconeri mi piace il collettivo, perché nonostante stiano vivendo un’annata particolarmente balorda, sono rimasti uniti, compatti, hanno reagito di fronte alle difficoltà mostrando grande professionalità. Ed ora sono mentalmente pronti per affrontare queste ultime sei battaglie finali”.

Quella di quest’anno è una serie B particolarmente equilibrata…
“Sì, credo che nell’undici base tutte le formazioni siano competitive. La differenza in un campionato così lungo ed intenso la fa una rosa ampia, attrezzata, dove tutti i giocatori sono importanti e quando vengono chiamati in causa danno il loro contributo”.

Tu sei cresciuto nel Cesena fino ad esordire in prima squadra, poi hai militato in diversi club: cosa rappresentato per te il Cavalluccio?
“Devo quasi tutto al Cesena, mi ha cresciuto come calciatore e soprattutto come uomo: arrivai a 9 anni su segnalazione di Roberto Biondi, la trafila nel settore giovanile, il debutto in maggiore a Modena con Castori nell’ottobre 2007, quello al Manuzzi agli ordini di Vavassori contro il Frosinone nella sfida vinta 3-0 (8 dicembre 2007). Emozioni che ricorderò a vita”.

Una menzione particolare per un allenatore?
“Fabrizio Castori. Lo ricordo con affetto, è stato quasi come un padre per me, mi ha lanciato in serie B dandomi la possibilità di mettermi in mostra”.

Sei stato una bella promessa, hai qualche rimpianto?
“I tanti infortuni hanno rallentato il mio percorso. Non ho rimpianti particolari, ma mi sarebbe piaciuto giocarmi le mie carte nelle migliori condizioni fisiche e con un pizzico di fortuna in più”.

Cosa fa adesso Christian Jidayi?
“A causa di un problema alla caviglia ho deciso nei mesi scorsi di abbandonare il calcio giocato. Nel frattempo ho preso il patentino da allenatore ed adesso voglio intraprendere questa strada perché mi piace molto”.


Immagine tratta dal sito www.sportavellino.it

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Ivan Zannoni frequenta da sempre il mondo del calcio, dapprima come giocatore poi come allenatore e dirigente. Ha collaborato con La Voce di Romagna per la quale seguiva i campionati dilettantistici ed ultimamente lo si è anche potuto seguire su Telerimini nel ruolo di opinionista per la trasmissione Dilettanti nel Pallone. Da buon romagnolo, segue con apprensione le vicende del Cesena Calcio e scrivendone, riesce a dar sfogo alla sua passione.