Ecco cosa dovrebbe imparare il Cesena da Cittadella e Venezia

Venezia-Cesena
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LO SPUNTO – Cittadella e Venezia proseguono la corsa playoff: ecco cosa c’è alla base dei successi di queste piccole realtà, che il Cesena dovrebbe provare ad imitare

Il preliminare dei playoff è andato in scena due giorni fa e sono stati emessi i primi verdetti: il Bari, come ormai annualmente capita, nonostante una rosa di categoria superiore, abbandona il sogno Serie A, pareggiando per 2-2 sul campo del Cittadella al termine dei tempi supplementari; il Venezia sbrana invece il Perugia di mister Nesta vincendo (e convincendo) per 3-0 al Penzo. A questo punto, le due formazioni che sulla carta sarebbero dovute passare sono state invece spedite a casa dalle due realtà più piccole, sia dal punto di vista economico che da quello qualitativo. Ora il Cittadella affronterà in semifinale il Frosinone, mentre i lagunari troveranno il Palermo. Quale lezione può imparare il Cesena dall’impresa di queste squadre, che ad inizio campionato non erano accreditate come possibili outsider per la promozione?

Cittadella: oculatezza e forza del gruppo

I veneti sono tornati in B la scorsa stagione al termine di un campionato di Lega Pro entusiasmante concludendo addirittura in sesta posizione e centrando gli inattesi play-off. Nella post-season hanno sfidato il Carpi venendo però sorpresi dalla band di Castori (che perderà poi la finale contro il Benevento) chiudendo comunque una stagione assolutamente positiva. La proprietà veneta è famosa per riuscire ad assemblare ottime squadre spendendo poco: la scorsa stagione il Cittadella poteva vantare addirittura l’ultimo posto della classifica relativa al valore complessivo della rosa. Quest’anno ha chiuso nuovamente la stagione al sesto posto e nel primo turno ha eliminato il Bari: ad oggi la squadra allenata da Venturato occupa la 15^ posizione nella medesima classifica analizzata in precedenza. Bisogna inoltre considerare che rispetto alla scorsa stagione la squadra ha confermato addirittura 20 (!!!) giocatori della propria rosa, non snaturando per nulla l’organico ma puntellandolo nei settori indeboliti dal mercato.

Venezia: super difesa e grande esperienza

Il Venezia rappresenta la vera sorpresa di questa stagione. La squadra allenata da Pippo Inzaghi ha raggiunto la cadetteria dopo diversi anni di assenza e ai nastri di partenza non sembrava certo la favorita per il raggiungimento dei play-off. Ad inizio stagione infatti il valore della rosa era addirittura il penultimo della Serie B e i lagunari sembrava che avrebbero dovuto lottare per mantenere la categoria. Ed invece, giornata dopo giornata, la squadra allenata dall’ex attaccante del Milan si è consolidata in zona play-off senza quasi mai uscirne. Una grande difesa (la terza migliore del campionato alle spalle di Parma e Palermo) e un ottimo rendimento tra le mura amiche del Penzo (12 vittorie, 6 pareggi e 3 sconfitte) hanno fatto sì che il Venezia arrivasse a giocarsi le proprie carte per ottenere la promozione in A. Contro il Perugia non c’è stata storia: 3-0 secco e superamento del turno. Da considerare, oltre all’ottima fase difensiva, anche l’esperienza della rosa a disposizione di Inzaghi: con i 29,8 anni medi di età, è la rosa più anziana della Serie B.

Come dichiarato da Laribi nel corso delle scorse settimane (leggi In attesa della salvezza, le basi da cui il Cesena dovrebbe ripartire) il Cesena dovrebbe prima di tutto non snaturare la rosa che quest’anno ha conquistato una complicata salvezza ma che a fine stagione si è dimostrata essere superiore rispetto a quanto fatto vedere per larga parte del campionato. Successivamente, anche grazie al credo di Castori, riconfermato per altri due anni sulla panchina del Cavalluccio, dovrebbe provare a prendere meno gol migliorando la fase difensiva, perché spesso in A vengono promosse le squadre che riescono a chiudere meglio le maglie difensive rispetto agli avversari.


Immagine tratta dal sito cesenacalcio.it

15 Comments on “Ecco cosa dovrebbe imparare il Cesena da Cittadella e Venezia”

  1. A parte con noi ma scusa LONGO in mano ha una Ferrari la controprova non c’è ma con un altro a Natale era gia’ in A sono d’accordo con te PALERMO IN A

  2. Il Frosinone si è giocato la A ignobilmente all’ultimo ma prima aveva un po’ rubacchiato specie contro di noi all’andata.
    Il mio pronostico è Palermo in A.

  3. Siamo merito ha mister VENTURATO che col suo CITTADELLA ha vinto 12 partite fuori casa il FROSINONE che ha una rosa 100 volte a CITTADELLA ma come manico ha un tecnico tra i più scarsi

  4. Cesena Mio certo è vero, ma gli alti e bassi ci sono sempre nella storia delle società, il Cesena esiste dal 1940, il Cittadella è molto più recente, noi credo che siamo stati il modello di società provinciale sana al quale hanno attinto in tanti, negli anni

  5. Tutto vero senza dubbio, ma onestamente negli ultimi anni questa cosa purtroppo si sta lentamente spegnendo. Il settore giovanile viene smembrato addirittura a partire dagli Allievi purtroppo..

  6. Quanti anni di serie A ha fatto il Cesena nella sua storia? Quanti di B? Quanti giocatori importanti ha lanciato? E il suo settore giovanile mi pare essere stato un esempio per tante altre squadre… Dunque, ora certo la situazione non è rosea, ma a mio parere siamo noi l esempio da seguire, anzi, siamo proprio il modello di riferimento per queste società

  7. Venturato e Inzaghi non hanno dovuto lavorare con la rosa completamente cambiata ogni 6 mesi. Con un po’ di continuità hai tempo di creare un buon gioco di squadra.

  8. La differenza è tutta societaria, senza soldi non si fanno miracoli, però si valorizzano i giovani del vivaio anziché regalarli ad atalanta e sassuolo

  9. La differenza tra CESENA CITTADELLA VENEZIA e il manico CASTORI ha fatto un bel lavoro ma non ha niente ha che fare col gioco di mister VENTURATO è mister super PIPPO

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