Fra Horror e Aladdin, non ce la possiamo fare. Il Genio evapora dopo due minuti e Ligi butta il pareggio

Il Genio evapora

OPINIONI DI UN DIVANO – Nonostante Peter Pan(cotto), il Genio che evapora dopo due minuti e Ligi-horror, il Cesena meriterebbe un pari che però non arriva

Quando si perde una partita dominata per gran parte del secondo tempo con qualcuno te la devi prendere, se no scoppi. Al termine di Entella-Cesena, in effetti, i divanisti sono esplosi di rabbia e frustrazione. Gettonatissimo l’arbitro che ha fischiato la fine della partita un minuto prima del tempo, mentre il Cesena si spingeva in un ultimo disperato assalto (però…). Molto in alto nella speciale classifica dei capri espiatori anche  Peter Pan Rodriguez, ribattezzato per la sua solida prestazione Peter Pancotto. Secondo il tuttologo è il giocatore più pagato della storia del calcio. Due minuti, un colpo di tacco a servire Crimi-gol e poi è evaporato. Ma allora non è Peter Pan, è il Genio della lampada. Due minuti e prende lo stesso la paga… A Cartoonia lo aspettano.

Schiavone, di nome Andrea, vince il premio per la peggior regia dell’anno. Il passaggio più audace che si ricorda è una palla rimandata a chi gliela aveva passata. Distanza: 3 metri. Aveva più fantasia e iniziativa il bionico Di Roberto (in arte: Di Robot) al novantesimo, dopo aver calpestato la fascia laterale fino a massacrarla e dopo aver finito l’ossigeno, anche quello di riserva. Ligi invece è decisamente un Maestro dell’horror. Altro che Shining o Saw l’Enigmista. Ogni volta che una palla passa dalle sue parti i divanisti smettono di respirare e istintivamente chiudono gli occhi. Ci sarà un perché, se lo fanno, ma l’interrogativo più grosso riguarda la sua forma fisica. Ogni giocatore che passa dalle sue parti, lo passa in tromba e lui gli arranca dietro con quelle due gambe monoblocco, rigide e tinche al punto che sembrano mancare di rotule. Va detto che spesso viene chiamato incomprensibilmente anche ad impostare la manovra, attività per la quale si sente portato, ma che gli si addice come il ricamo a Rambo. E che dire del povero Ciano? Saltabeccando a sinistra, a destra e al centro, ricorda quei politici con la M maiuscola che passano da una formazione all’altra, ma con la poltrona ben attaccata al sedere. Lui la poltrona non ce l’ha, anzi si sbatte come pochi, ma si allontana sempre più dalla porta e dalla possibilità di segnare.

Un pensiero conclusivo, il più amaro di tutti.  E’ già dura perdere, ma per un gol di Catellani è insopportabile. Catellani nel corso di Cesena-Carpi dell’andata ci ha regalato un dito medio che non dimenticheremo facilmente, ma almeno aveva perso. Dopo Entella-Cesena, l’amicizia con questo gentiluomo si consolida ulteriormente, ma è tutta roba che non conta niente. Infatti, dietro di noi, mentre Ligi arranca, Schiavone balbetta e il Genio evapora, le Ternane e i Trapani volano! Dobbiamo accontentarci di una prestazione volenterosa e di un centrocampo che fa la partita con la corsa di Di Robot e le personalità di Crimi e di un Vitale in crescita sul piano offensivo (esatto, la penso proprio così). Cose che non fanno classifica, ma lasciano ancora sperare di evitare col Frosinone la dichiarazione di morte presunta.


Il famoso dito medio di Cattelan (non è parente di Catellani) tratta dal sito www.immagini.quotidiano.net

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About Alberto Neri 45 Articles
Alberto Neri (Wolf) è nato parecchi anni fa a Cesena, ma all’età di 5 anni è stato "deportato" a Faenza al seguito della famiglia. Da allora il Cesena è stato il legame identitario con la sua città di origine, dove ora abita nuovamente. Da ragazzino veniva in treno da Faenza, prendeva la bici del nonno Ermenegildo (Gildìn) e si fiondava allo stadio. Così Gildìn, grande tifoso, ma ormai anziano, in cambio di 100 Lire, riceveva una cronaca vivace della partita. Da lui Wolf ha imparato che il Cesena è come una malattia cronica: se ce l’hai te la tieni finchè campi. Ma, in questo caso, non ti dispiace.

2 Commenti

  1. Lo psicanalista servirebbe al mister, oppure, se si vuole risparmiare, potrebbe anche solo bastare del valium prima di ogni partita.
    Ma è mai possibile che non riesce mai a dare tranquillità alla squadra, fa della mimica e atteggiamento la cosa più odiosa che un giocatore dal campo possa vedere, mentre dovrebbe dare l’esempio… rispetta e sarai rispettato.
    Dico io…. hai parlato nello spogliatoio… hai dato le tue dritte… ma stai tranquillo!!!
    In panchina se proprio si deve parlare, perché non pensare ad incentivare il gruppo, incitandoli e cercando di non rompere i “così detti” a tutti.
    Magari, se c’è bisogno, impiegare le energie a pensare come apportare variazioni tattiche in campo, forse domenica è mancato proprio questo, più tosto che rilasciare sempre le stesse interviste facendo pensare che i polli sono stati i giocatori.
    Non so se ci vorrà ancora tutto il campionato di ritorno per capire che, con questi calciatori, la palla vuole giocata, altro che cattiveria e fame, e gli uomini di centrocampo sono di fondamentale importanza, non ci si può limitare a giocare sempre e solo sui i laterali.
    Scusate, ma ci vuole un assunzione di responsabilità.

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