“Grazie al Cesena mi sono ammalato per il calcio”

Cesena: trasferta ignorante a Catania 2015
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TIFOSI – Nonostante la sosta, i nostri tifosi non vanno in vacanza ed anzi attendono con impazienza la ripresa del campionato dell’amato Cesena: oggi incontriamo Agostino

Non potevamo aprire il nuovo anno della nostra rubrica con un protagonista migliore: oggi ospitiamo infatti Agostino, un fedelissimo appassionato della maglia bianconera che attualmente collabora con il Coordinamento Clubs Cesena, ma che è stato il mio predecessore qui a Cesena Mio…

Ciao Agostino, presentati…
“Sono cesenate doc e vivo a Pievesestina. Ovviamente, se sono qua, è perché sono tifosissimo del Cesena. Le mie passioni sono facili da raccontare, calcio , calcio e calcio… Ma ho anche un hobby che mi appassiona da sempre, ovvero collezionare le figurine dei calciatori: quest’ anno il Cesena l’ho già completato!”.

Com’è nata questa grande passione per il Cesena?
“Casualmente, nel 2010: ero a casa mia, a pranzo con amici e per pura casualità, facendo zapping, capitai su ‘Diretta Gol’ proprio negli attimi finali di Piacenza-Cesena e Padova-Brescia. Fui subito rapito dall’adrenalina che si respirava in quei match ed al fischio finale il Cesena salì in serie A: iniziai così ad interessarmi al calcio, uno sport che prima di allora non apprezzavo. Se solo ripenso a quanto mi innervosiva assistere ad una partita in tv ed invece a quanto amo ora questo sport, mi viene da sorridere per l’enorme cambiamento. Ora non ne potrei più fare a meno!”.

Quando hai deciso di andare allo stadio?
“La prima partita che ho seguito al Dino Manuzzi è stata nella stagione 2012/13, Cesena-Modena 1-0 con gol del cigno Davide Succi. Nella stagione successiva acquistai il mio primo abbonamento ed iniziai anche ad andare in trasferta, curiosamente ancora la stessa partita, Modena-Cesena, addirittura due volte, l’ultima di campionato e la prima dei playoff: da quel momento non mi sono perso nemmeno una partita, né in casa, né in trasferta”.

Che tifoso sei?
“Mi definirei tranquillo, visto che riesco a controllarmi abbastanza bene anche nei momenti più tesi. Ho imparato a tenere questo atteggiamento grazie ad un bellissimo progetto dalla Lega B a cui ho partecipato lo scorso anno ed anche grazie anche al Coordinamento Clubs Cesena, che mi ha fatto conoscere le tifoserie avversarie nell’ottica ‘avversari in campo, amici fuori’. Con molti di questi tifosi nascono momenti di condivisione pacifica davvero piacevoli, sia in casa che in trasferta”.

A proposito di trasferte, ce n’è qualcuna che ricordi con particolare piacere?
“Ce ne sono due che amo ricordare. La prima è Catania-Cesena, un’uscita fantastica: fu una vera avventura, eravamo in 13 in volo da Fiumicino ed in attesa del volo di ritorno dormimmo in una situazione paradossale, in Sicilia, all’aeroporto, al freddo, in agosto…”. Roma-Cesena invece la ricordo perché al gol di Garritano sono scoppiato a piangere perché mai avrei creduto ad una partita del genere contro la corazzata Roma piena di titolari. In più, durante questa trasferta ho avuto l’occasione di fermarmi qualche giorno in un paesino vicino a Roma, a Sezze presso la famiglia di un giocatore del Cesena: voglio ancora ringraziare tutti quanti per l’ospitalità”. (Al proposito, vedasi Il talento di Peppe, l’uomo che pressa anche le bandierine del corner).

C’è qualche giocatore che rimpiangi?
“Nessuno in modo particolare, anche se mi piace ricordare un ragazzo che ho avuto modo di conoscere, Hordur Magnusson che quest’anno giocherà i Mondiali in Russia con la sua Islanda. E poi una menzione per il romagnolo Valzania, che sta dimostrando le sue doti a Pescara: uno dei tanti giovani che andava aspettato”.

E nel Cesena di oggi, c’è qualcuno che apprezzi particolarmente?
“Uno in cui credo molto, ma che purtroppo finora ha giocato poco, è Giuseppe Panico. Un ragazzo generoso e determinato, sempre pronto a dare il massimo quando viene chiamato in causa, come ha spesso dimostrato quando è subentrato, tipo ad Empoli l’anno scorso in Coppa Italia o quest’anno contro il Foggia: il fatto che sia un buon giocatore lo dimostrano anche i brillanti risultati con le Nazionali U19 e U20. Spero davvero che la sua carriera possa decollare”.

Agostino, siamo ai saluti…
“Vorrei esprimere un ringraziamento speciale al Coordinamento Clubs, perché grazie a loro mi sono avvicinato ulteriormente al Cesena. E ovviamente anche a tutti voi di Cesena Mio: continuate così!”


Immagine tratta dal sito www.cesenacalcio.it

About Simona Buda

“Avevo 5 anni e fu amore a prima vista. Per i miei genitori la domenica era fatta di partite e di calcio, niente zoo, niente gite fuori porta: si andava solo allo stadio. Il nostro vecchio stadio, con i suoi gradini di legno così alti per una bambina come me, senza copertura dove si bruciava col sole e ci si bagnava con la pioggia. Le canzoni, il tifo, le urla, gli improperi gridati all’ avversario, gli striscioni… Tutto così emozionante, tutto così divertente! E così ho imparato anno dopo anno a vivere il mio Cesena, a leggere La Gazzetta o Il Corriere Stadio prima di Topolino o del Corriere dei Piccoli: imparavo a memoria le formazioni e mi piaceva discutere a scuola i post partita. Ne ho sempre saputo di più dei miei amici maschi… Ho nel cuore tutti i giocatori che hanno regalato un po’ di se stessi per la mia squadra”. Mamma e moglie, Simona festeggia i suoi 35 anni d’amore per il Cesena con una nuova sfida: raccontare e provare a trasmettere ai lettori di Cesena Mio tutta la sua passione per il Cavalluccio!

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