Con la volontà ed il bel gioco, il Cesena è salvo !

Fiorentina-Cesena 1974
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BIANCONERO VINTAGE – Fiorentina 0-0 Cesena, il Presidente Dino Manuzzi: “Usciti a testa alta dal Comunale. Cesena salvo con la volontà ed il bel gioco”

Il Cesena era partito alla volta di Firenze dopo aver archiviato con tanta amarezza l’ultima partita di Coppa Italia, che aveva cancellato in un lampo tutti i sogni di una incredibile e storica finale. I romagnoli erano quindi costretti a pensare solo a concludere dignitosamente quel campionato, che li aveva ormai laureati sicuri partecipanti alla massima divisione anche per la futura stagione. La 28^ giornata di campionato, domenica 5 maggio 1974, prevedeva per gli uomini di Bersellini la partita contro i gigliati, molto importante e ricca di significati per diverse ragioni. In primis la  presenza del grande ex, mister Radice che era al timone della Fiorentina, poi la vicinanza delle due Regioni che amplificava il significato della contesa ed accendeva gli entusiasmi degli sportivi toscani e romagnoli, tanto da intitolarla “il derby dell’Appennino”. Infine non andava dimenticato che i viola avevano perso le ultime due partite consecutivamente e non potevano assolutamente permettersi un ulteriore risultato deludente. C’era poi attesa per la risposta di mister Bersellini, che in caso di salvezza matematica avrebbe firmato per un nuovo campionato alla guida del Cesena, una situazione da tempo in sospeso. Da Firenze si attendono quindi notizie positive, tutte legate al risultato che solo il campo poteva fornire: l’incontro era aperto a qualsiasi soluzione, anche se era prevedibile un ritorno in forza dei viola e nessuno nel clan bianconero si faceva eccessive illusioni di trovarsi di fronte una squadra deconcentrata o avvilita.

Le formazioni

La Fiorentina non aveva reso ciò che i suoi sostenitori speravano, ma restava un complesso di tutto riguardo, con atleti di classe capaci di determinare un risultato anche con spunti isolati: Antognoni, Caso, Merlo e Desolati erano nomi sufficienti a chiarire il difficile compito che attendeva i romagnoli. I viola di Gigi Radice si presentarono con questa formazione: Superchi, Galdiolo, Roggi, Beatrice, Brizi, Della Martira, Guerrini, Merlo, Saltutti, De Sisti, Desolati. A disposizione Favaro, Parlanti e Rosi che subentrò al 60′ al posto di Guerrini. Mister Eugenio Bersellini conosceva le difficoltà e preparò la trasferta in terra Toscana all’insegna di quello che ormai era il motto dei bianconeri: conquistare la salvezza matematica! Soprattutto, avrebbe voluto tanto poter disputare in piena tranquillità le ultime due gare del torneo contro Roma alla Fiorita ed Inter a San Siro, ma per far ciò occorreva uscire imbattuti dall’incontro di Firenze. I bianconeri erano attesi da 90 minuti di lotta accanita, durante i quali Boranga ed i compagni di reparto avrebbero dovuto guardarsi dalle insidie di un attacco che aveva già messo in difficoltà difese note per la solidità e l’ermetismo. Faceva ben sperare il cammino bianconero, che aveva sì registrato immancabili sconfitte, ma che non aveva accusato crisi vere e proprie, testimoniando una preparazione coscienziosa ed altamente curata. Dopo il definitivo provino sostenuto in Coppa Italia, Ceccarelli faceva il suo rientro in campionato: era un recupero prezioso per la compagine di Bersellini, perché il forte terzino, oltre alle qualità difensive, permetteva un gioco di spinta offensiva. Bersellini decise la formazione solo dopo il riscaldamento e scelse questi 1 Boranga, 2 Ceccarelli, 3 Ammoniaci, 4 Festa, 5 Danova, 6 Cera (c), 7 Orlandi, 8 Catanìa, 9 Bertarelli, 10 Savoldi II, 11 Braida. In panchina 12 Mantovani, 13 Frosio, 14 Brignani che al 89′ subentrò ad Orlandi.

La partita

La giornata non era delle migliori con il cielo coperto ed il terreno di gioco leggermente pesante e scivoloso. Le squadre entrarono in campo con le divise classiche: maglia completamente viola con calzoncini bianchi per la Fiorentina, maglia bianca con bordi neri e calzoncini neri per il Cesena. La Fiorentina si presentò in campo molto nervosa, pronta a chiudere subito l’incontro, ma il troppo nervosismo e la poca testa, la trasformò in una squadra sciupona e dal calcio troppo maschio con tante scorrettezze commesse dai sui calciatori più fisici. Di tutto questo ha saputo approfittare il Cesena che, senza cadere nella provocazione, è stato sempre molto concreto nelle sue azioni, magari meno fluido del solito, ma per niente innervosito dal nome della più altolocata avversaria. I padroni di casa hanno impensierito la retroguardia cesenate, in virtù di alcune individualità di valore che hanno portato i viola vicinissimi alla realizzazione: in particolare, Roggi ha colpito la traversa a Boranga battuto, e Desolati smarcatissimo ha tirato a botta sicura ma il portiere cesenate da campione ha fatto il miracolo. Sono state comunque azioni staccate dal contesto di una partita che ha visto i bianconeri più scatenati e resistenti degli spenti avversari, una Fiorentina stanca e nervosa, ma decisa ad archiviare in fretta alla meno peggio un campionato che non le prometteva più nulla. Anche le durezze ricorrenti di Galdiolo, Guerrini e Beatrice hanno sottolineato quello stato di cattiva forma e di nervosismo. I bianconeri invece hanno avuto il merito di non scomporsi di fronte alle iniziative gigliate, conservando ordine e chiarezza di idee anche in virtù della miglior forma atletica che ha permesso loro di finire in buone condizioni di freschezza. Su tutti i bianconeri è emerso Cera, ottimo come interdizione e rilanci, da elogiare poi anche il rientrante Ceccarelli che ha egregiamente bloccato Merlo, come pure Ammoniaci alle prese con Saltutti e Danova impegnato a tenere Desolati. Nella fascia centrale del campo ha brillato Catanìa, autore di una gara intelligente e continua. In difficoltà solo le punte Bertarelli e Braida, anche a causa delle dure entrate viola. Una prova improntata alla praticità senza eccessive pretese, ma nel contempo esente da difetti e cedimenti: consapevole della pericolosità degli avanti toscani, i romagnoli si sono preoccupati di chiudere la via del contropiede e così per i padroni di casa non c’è stata la possibilità di gareggiare con un avversario dinamico e continuo. Inevitabile quindi lo 0-0, ma gloria per il Cesena che si conferma in serie A !

Le dichiarazioni

Logica soddisfazione negli spogliatoi cesenati. Il primo a parlare è il raggiante Presidente Dino Manuzzi: “Bella partita, combattuta senza pause. I miei atleti hanno profuso impegno e gioco, meritando ampiamente il pareggio. Da notare la freschezza dei bianconeri che hanno finito a pieno ritmo”. Interviene Savoldi II: “Un punto prezioso, scaturito da una piacevole contesa; soprattutto il primo tempo è stato veloce e combattuto. Noi abbiamo retto bene di fronte alle offensive viola”. La parola a mister Bersellini: “Una prova positiva del Cesena uso esterno. Ci premeva soprattutto bloccare il loro contropiede, ci siamo riusciti e adesso posso dire che la squadra è salva in virtù di un bel gioco e di uno stato di forma che si è mantenuto eccellente per tutto il torneo. All’inizio è stata un pò dura, ma poi trovato il passo, le cose sono andate meglio”. Alla domanda circa la sua permanenza in Romagna, il mister ha risposto: “Mi riservo di parlare al presidente nei termini stabiliti”.  E’ la volta di Festa: “Con questo pareggio possiamo brindare a champagne!”. Da parte viola, mister Radice proferisce parole ricche di significato e sportività: “Da ex mi congratulo con il Cesena che ha impostato la gara in maniera intelligente: voleva un punto e se lo è preso! Devo ammettere che in ben due nostre occasioni clamorose ha avuto fortuna, ma riconosco che alla fine il punto conquistato è pienamente meritato”.

Il commento

E’ passata la trasferta fiorentina per un Cesena che ha ribadito le proprie capacità, conquistando con un certo anticipo la sicurezza di restare in serie A. Anche contro i viola, gli uomini di Bersellini hanno espresso la validità degli schemi, la maturità dei singoli e la resistenza alla fatica, tutte doti emerse nel corso di un’intera stagione che hanno dato frutti cospicui e soddisfazioni notevoli ai tifosi della Romagna intera. Emblematica la dichiarazione dell’attaccante bianconero Braida: “Abbiamo ottenuto quello che volevamo, ora possiamo terminare in scioltezza il campionato”. Per sempre forza Cesena!


Il campionato di serie A 1973/74 rivissuto e raccontato da chi in quegli anni indossava la maglia bianconera delle squadre giovanili, Andrea Santi che sovente arricchisce la nostra sezione Bianconero Vintage con episodi entrati a far parte della leggenda del club.

About Andrea Santi

Andrea Santi nasce a Forlì nel 1958, si laurea in Architettura a Firenze nel 1984 e dal 1985 svolge l’attività di architetto libero professionista nel comprensorio forlivese. Rimasto legato al suo passato di calciatore nelle giovanili del Cesena dal 1973 al 1976, ha sempre coltivato un grande interesse per il gioco del calcio. L’amore per la scrittura gli ha aperto nuovi orizzonti e fornito motivazioni per raccontare e condividere le sue passioni. “Romagna Bianconera, il Cesena di Dino”, uscito nel 2015, è stato il suo primo romanzo che ha dato il via ad un progetto editoriale destinato a descrivere agli appassionati le annate calcistiche del Cesena Calcio dagli anni '70 in poi. Nel frattempo ha deciso di raccontare le sue storie sul blog tematico Cesena Mio ...

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