Gessa: “Cesena avversario temibile, Castori valore aggiunto”

Andrea Gessa
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INTERVISTA –  Andrea Gessa, l’attuale team manager del Pescara, ha militato nel Cesena nella stagione 2012/13. Con lui anticipiamo i temi di Cesena-Pescara

Si preannuncia elettrizzante l’anticipo di venerdì pomeriggio all’Orogel Stadium tra Cesena e Pescara, squadre che, figlie della mentalità dei loro tecnici Castori e Zeman, segnano e subiscono reti con la stessa grande facilità. Il Cavalluccio ha il chiaro intento di tornare a conquistare bottino pieno, ma dovrà fare i conti con un Delfino un po’ affannato, ma certamente mai domo. In vista del delicato incontro, interpelliamo Andrea Gessa, 37enne ex centrocampista bianconero nella stagione 2012/13, che ha appeso le scarpe al chiodo nel giugno 2015 ed ora è il team manager della compagine abruzzese. Queste le dichiarazioni del team manager Gessa a Cesena Mio:

Andrea, partiamo dalla tua parentesi cesenate: che ricordi conservi di quell’annata travagliata?
“A Cesena sono arrivato al posto giusto, ma nel momento sbagliato. Infatti conservo buoni ricordi, anche se ho attraversato momenti difficili. Nella prima parte di campionato l’ambiente era poco sereno, la squadra non ingranava e la società, in difficoltà economica, stava passando di mano da Campedelli a Lugaresi. All’andata, sia Nicola Campedelli che Bisoli mi hanno dato fiducia e credo di aver fatto bene, poi però le cose sono cambiate”.

Cos’è accaduto in corso d’opera?
“Bisoli e la società hanno fatto scelte differenti ed io mi sono ritrovato inaspettatamente sul mercato: sono infatti stato inserito in uno scambio col Grosseto, nel quale io approdavo in Maremma e Delvecchio in bianconero, ma un problema burocratico fece saltare il trasferimento. Ne ho pagato le conseguenze, perché restando a Cesena ero praticamente un separato in casa, però apprezzai il fatto che mi venne riconosciuta la professionalità e la voglia di mettermi a disposizione”.

Però poi, dopo alcuni problemi fisici, nel corso del girone di ritorno, hai ritrovato il campo in una fase cruciale del campionato…
“Gli infortuni furono diversi ed erano dovuti più a motivi psicologici che fisici. Riuscii a rimettermi in sesto giusto in tempo per dare il mio contributo: venni chiamato in causa per la decisiva sfida salvezza contro la Juve Stabia e, nonostante un infortunio patito in avvio gara, sono rimasto in campo, fornendo l’assist per il gran gol in rovesciata di Succi. Una rete che valse la salvezza. Mi sono sentito comunque protagonista, perché quell’assist mi ha ripagato di tante sofferenze”.

Lasciato il Cesena, Gessa è passato al Frosinone e quindi ha chiuso la carriera nel Pescara, squadra con la quale è nato un feeling speciale…
“Sono nato a Milano, ma sono pescarese d’adozione (ho anche uno stabilimento balneare). Con il presidente Sebastiani ho sempre avuto un gran rapporto di stima reciproca e questo mi ha permesso di entrare a far parte del suo giovane team di lavoro”.

Con 21 punti state viaggiando al di sotto delle aspettative, concordi?
“Non eravamo partiti per vincere il campionato, sebbene abbiamo costruito un’ottima squadra che sta cercando di trovare la giusta continuità di rendimento e l’affiatamento. Veniamo da un periodo un po’ complicato, però abbiamo tutte le carte in regola per fare bene in quest’annata. Abbiamo uno degli organici più giovani del torneo e serve pazienza”.

Si vocifera che la panchina di Zeman sia un po’ traballante…
“Assolutamente no. L’andamento della squadra è importante, però noi abbiamo un progetto che non bada solamente ai risultati, ma incentrato principalmente sulla valorizzazione dei giovani per creare un futuro e Zeman è una garanzia per lavorare coi giovani, quindi non è in discussione”.

Quindi il Pescara sta lavorando in particolar modo in prospettiva…
“I nostri obiettivi, ripeto, sono stati fin da subito quello di puntare sui giovani. Nel frattempo abbiamo fatto investimenti importanti per garantirci un futuro migliore: proprio in questi giorni abbiamo acquistato il centro sportivo di allenamento Poggio degli Ulivi ed un hotel che servirà per il ritiro della squadra. E poi abbiamo posto le basi per la costruzioni dello stadio nuovo”.

Con l’avvento di Castori il Cesena ha cambiato testa e marcia…
“Castori è una garanzia a livello morale, riesce sempre a trasmettere quel qualcosa in più alle sue formazioni sotto l’aspetto della determinazione e della mentalità”.

Quali sono i bianconeri che possono creare maggiori pericoli?
“Sicuramente il trio Jallow, Laribi, Dalmonte è temibile, inoltre conosco benissimo Cascione, mio ex compagno al Pescara, so che è alle prese con un problema fisico. Il Cesena, oltre a poter contare su ottimi calciatori, ha questa spinta morale del suo tecnico che è un valore aggiunto ed è perciò un avversario da prendere con le molle”.

In base alla filosofia dei due allenatori si prevedono gol ed emozioni domani al Dino Manuzzi…
“Si affrontano due formazioni che creano e segnano con regolarità, anche se con tipologie di gioco differenti: i bianconeri fanno dell’aggressività e delle ripartenze le loro prerogative principali, mentre noi adottiamo un calcio più tecnico e di qualità. Speriamo sia una sfida avvincente, come dicono le premesse della vigilia”.


Immagine tratta dal sito www.sportag.it

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Ivan Zannoni frequenta da sempre il mondo del calcio, dapprima come giocatore poi come allenatore e dirigente. Ha collaborato con La Voce di Romagna per la quale seguiva i campionati dilettantistici ed ultimamente lo si è anche potuto seguire su Telerimini nel ruolo di opinionista per la trasmissione Dilettanti nel Pallone. Da buon romagnolo, segue con apprensione le vicende del Cesena Calcio e scrivendone, riesce a dar sfogo alla sua passione.

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