La foto di Fabrizio Castori come profilo WhatsApp

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TIFOSI –  Oggi incontriamo Paolo, un grande tifoso che nell’arrivo di mister Castori vede finalmente una speranza di salvezza

Il protagonista della rubrica di questa giornata riguarda naturalmente un super tifoso bianconero: stiamo parlando di Paolo Montalti, sfegatato tifoso bianconero che, dall’arrivo sulla panchina bianconera di Castori, ha impostato come immagine profilo WhatsApp la faccia del mister con la scritta “Ben tornato Fabrizio!“. Conosciamo meglio Paolo e facciamoci raccontare il suo grande amore per il Cavalluccio…

Ciao Paolo, benvenuto nel nostro spazio bianconero. Raccontaci qualcosa di te…
Mi chiamo Paolo, vivo a Forlì e lavoro presso l’Istituto Oncologico Romagnolo. Ho due grandissime passioni che riempiono la mia vita: la musica e il calcio. Sono circondato da donne nella mia famiglia, mia moglie Katia e le mie figlie, che sopportano pazientemente e amorevolmente i miei deliri calcistici e il mio secondo lavoro da DJ“.

E’ appena trascorsa la partita che potrebbe rappresentare la svolta. Cosa ne pensi di quello che sta succedendo in casa bianconera?!
Ammetto di aver atteso il match contro lo Spezia con l’adrenalina in corpo, curioso di vedere cosa avesse portato di positivo in campo l’arrivo di mister Castori. Per carità, il bel gioco è ancora un miraggio, ma almeno ho visto “11 operai” mettersi un po’ più in discussione, provare finalmente a costruire qualcosa di nuovo, correre e non “vagare e pascolare” senza senso come avevamo fatto nelle prime partite…da paura. Ho visto come già detto un bel “palla lunga e pedalare” che non fa mai male“.

Ti aspettavi una vittoria sabato scorso?
Ci speravo, assolutamente confidavo nel fatto che una settimana di allenamenti col nuovo mister avrebbe provocato una sorta di risveglio nei ragazzi almeno sotto l’aspetto psicologico. Volevo una vittoria e anche se a fatica i 3 punti li abbiamo conquistati, anche se guardare la classifica oggi è abbastanza deprimente. Siamo tutte lì, la media delle altre squadra non è altissima, spero davvero in una risalita e in un po’ di fortuna che non guasta mai“.

Come è incominciata questa passione per il Cesena?
Quando ero ragazzino adoravo seguire gli allenamenti in prima persona, l’emozione di vedere i giocatori da vicino, erano dei miti per me. Mi piaceva sentirli ridere, parlare di gioco e tattiche e devo ammettere che scherzosi si sono sempre prestati a fare due chiacchiere volentieri con noi tifosi che eravamo lì per loro, sotto la pioggia o col sole a picco sul coppetto, respirando il tanto intenso odore di canfora attorno agli spogliatoti. Non mi scrollerò mai più di dosso quelle sensazioni uniche. Erano gli anni ’70, era un altro calcio!“.

Qual è stata la tua annata preferita da quando segui il Cavalluccio?
Sicuramente è legata a quegli anni magici per me… La prima promozione in Serie A del 1972/73, difficile rendere a parole le emozioni che provai in quei momenti. Ricordo positivamente anche la formazione che arrivò in Coppa UEFA, uno spettacolo di uomini prima che calciatori. Quelli sì che sputavano sangue in campo!“.

Che tipo di tifoso sei Paolo?
Troppo tifoso… da star male! Vivo le partite emozionalmente al massimo direttamente dalla tribuna laterale“.

Cosa vedi nel futuro del nostro Cavalluccio?
Purtroppo non vedo chiarezza a livello societario e la cosa mi innervosisce, mi preoccupa. Vorrei trasparenza, finalmente prese di posizione chiare, decise e risolutorie. Forse solo utopie… non so! E poi abbiamo bisogno di giovani, dei nostri giovani… ragazzi però col pelo sullo stomaco, che diano corpo e anima per questa squadra e per noi tifosi. E’ necessario non mollare, tenere botta e crederci sempre! Sento che ancora una volta con sofferenza ci salveremo, me lo auguro con tutto il cuore“.


Foto di Luigi Rega tratta dal sito cesenacalcio.it

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