Dalla Fiorita al Manuzzi, cinquant’anni con te !

Fiorita Cesena-Juventus
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TIFOSI – Dal “Processo al Calcio” del Conte Rognoni ad oggi, dalla Fiorita al Manuzzi: mezzo secolo di passione per il calcio e, soprattutto, per il Cesena

Post-partita di Cesena-Pescara, adrenalina ancora in circolo, entusiasmo che ancora fuoriesce da tutti i pori… Euforia e diversi altri sentimenti che non provavo più da tempo assistendo ad una partita del Cesena. Sull’onda di questo delirio di emozioni, mi siedo al pc per raccontare come tutte le settimane la storia di un tifoso bianconero: sfoglio mentalmente la lista dei nomi possibili, ma poi lo sguardo si posa su colui che mi è seduto davanti sul divano e che per la decima volta col tasto rewind rivede le parate di Fulignati ed i gol di Moncini, ovviamente sbraitando come e più che allo stadio un’ora prima! La scelta è allora presto fatta, oggi racconto la storia di questo super tifoso bianconero, che per inciso è anche mio marito… Gianni, classe 1963, forlivese di nascita e cesenate d’adozione che ha iniziato a frequentare lo stadio ai tempi della vecchia Fiorita.

Allora Gianni, sei bello carico dopo la partita contro il Pescara, ti sei divertito eh…
“Beh, chi non si è divertito? Io ho rischiato l’infarto! Per assistere alle partite del Cesena bisogna avere nervi saldi, perché ogni volta è un patema d’animo. Ho perso completamente la voce, ho visto la squadra che piace a me: grinta, capacità di reazione, verticalizzazioni spettacolari. Certo, rimane qualche problemino individuale in difesa, ma pur avendo la massima stima di Camplone, ritengo Castori l’uomo adatto per questa squadra e per questa piazza. E’ uno vero, uno che da tutto e che lo trasmette alla squadra; con gli anni è anche diventato più sagace tatticamente ed anche più riflessivo: a Frosinone, il Castori di Lumezzane avrebbe preso altri due anni di squalifica…”.

Chi ti ha colpito di più stasera?
“Fulignati su tutti: appena arrivato a Cesena non gli è stata data la necessaria fiducia, anzi… Credo che questo sia stato un po’  l’atteggiamento di tanti tifosi nei suoi confronti. Purtroppo, quando il portiere si sente così sotto esame, perde sicurezza, aumentano le sue paure e l’ansia da prestazione e questo va a gravare sul rendimento di tutta la difesa. La figura del portiere è determinante e dopo le ultime partite tanti si sono dovuti ricredere su di lui”.

Facciamo un passo indietro, raccontaci com’è nata la tua passione per il Cesena?
“Sicuramente ereditata da mio babbo Germano, ex arbitro e malato di calcio da sempre. In casa si parlava solo di questo e quindi, fin da piccolo, sono cresciuto a suon di racconti di partite spettacolari e di personaggi protagonisti di questo mondo, nonché in mezzo a giornali e libri sportivi. Negli anni ’70 mio padre partecipava regolarmente al ‘Processo al Calcio’ il grande spettacolo teatrale messo in piedi dal mitico Conte Rognoni, che lui conosceva personalmente, e così, ogni volta che rientrava a casa, mi raccontava le storie dei grandi che partecipavano allo show, giocatori, allenatori, giornalisti. Era uno spettacolo originale ed appassionante ed io ascoltavo affascinato. Cose di altri tempi, calcio di altri tempi”.

La passione sfrenata di tuo padre avrà inciso molto sulle vostre abitudini familiari…
“Direi proprio di sì. Pensa che per il suo viaggio di nozze, scelse come meta la costa ligure, vendendola a mia madre come luogo incantato ed unico dove festeggiare il matrimonio. Solo una volta raggiunta Genova, lei scoprì che si trovavano lì solo perché la domenica successiva si giocava Sampdoria-Bologna…  Mia madre capì allora cosa le sarebbe aspettato in futuro! Eh già, mio padre tifava Bologna e questo per me, tifoso cesenate, era un grande  problema”.

Com’è proseguita la tua passione per il Cesena?
“La mia prima partita alla Fiorita fu Cesena-Lazio, ho ancora vivo il ricordo di un Giorgione Chinaglia subissato dai fischi. Era il Cesena eroico del primo anno in serie A, con uomini che hanno fatto la storia del Cavalluccio. Poi, crescendo, ho vissuto il passaggio dalla vecchia cara Fiorita al nuovo e bellissimo Stadio Dino Manuzzi. Come ben sai, con l’attività commerciale abbiamo come clienti tanti tifosi bianconeri, così come giocatori ed addetti ai lavori:  in passato abbiamo anche creato un club, il Cuore Romagnolo, che ci ha regalato tanti bei momenti e tanti bei ricordi. Poi, visti i tanti impegni di lavoro, il progetto è pian piano scemato, ma nel frattempo siamo diventati sponsor della squadra ed ora sono molto orgoglioso di far parte di questa famiglia. Da tifosi, negli ultimi anni stiamo soffrendo per raggiungere gli obiettivi, ma io cerco sempre di avere un atteggiamento lucido ed obiettivo, oltre ad essere sempre fiducioso. Essere tifoso del Cesena è una mission…”.


In copertina un’immagine scattata alla Fiorita in occasione di Cesena-Juventus nel campionato 1973/74.

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4 Commenti

  1. Purtroppo non riesco a rintracciare video di questi mitici spettacoli teatrali. Il “Processo al Calcio” del Conte Rognoni doveva essere qualcosa di ASSOLUTAMENTE originale. Non è che qualcuno riesce a postare qualche spezzone di video o qualche foto?

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