Alla Fiorita applausi e fischi per il grande ex Gigi Radice

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BIANCONERO VINTAGE – Cesena-Fiorentina, ovvero il ritorno a Cesena da avversario di Gigi Radice, il mister della storica promozione in serie A

Alla 13^ giornata la Romagna calcistica stava per vivere un altro grande evento, il primo derby tosco-romagnolo. Era il 13 gennaio 1974 ed allo stadio La Fiorita si trovarono di fronte per la prima volta in serie A Cesena e Fiorentina. I giornali dell’epoca titolavano: “Romagna, amore ed odio, tutta contro Radice”. I sostenitori del Cesena si aspettavano un’ennesima bella partita dei bianconeri di mister Eugenio Bersellini, ma la Fiorentina del grande ex Gigi Radice arrivava minacciosa e pronta a dare battaglia. Nella partita precedente i viola avevano vinto in casa contro il Cagliari con un perentorio 4-1 e questo bastava a comprendere che era una squadra in buona salute. Il Cesena invece, con tanto rammarico, aveva pareggiato in casa con il coriaceo Vicenza ed in classifica aveva 12 punti, mentre la Fiorentina era terza con 15, a 4 dalla capolista Lazio.

Le formazioni

Il mister viola Radice aveva le idee chiare e gestiva un gruppo di ragazzi di buone prospettive, orchestrati dal grande capitano “Picchio” De Sisti e dopo la convincente vittoria contro il Cagliari, la classifica si faceva interessante e non bisognava perdere punti con le matricole. Almeno sulla carta… La Fiorentina poteva contare su due punte come Saltutti e Desolati e disponeva di un centrocampo dai piedi buoni: oltre al capitano De Sisti, Merlo e Caso aggiungevano qualità, da affiancare al grande lottatore della mediana Beatrice (futuro bianconero). La difesa era imbattibile per fisicità con Della Martira e Galdiolo che sulle palle alte erano vere e proprie torri, mentre il libero Brizi ed il portiere Superchi fornivano esperienza al reparto. A margine, una nota storica: in panchina Radice portò il giovane centrocampista Giancarlo Antognoni, un predestinato per capacità e classe genuina. Questa la formazione gigliata: Superchi, Galdiolo, Roggi, Beatrice, Brizi, Della Martira, Caso, Merlo, Saltutti, De Sisti, Desolati. In panchina, a disposizione, Favaro, Guerini, Antognoni che sostituì Caso al 61’.

Bersellini, dal canto suo, non aveva dubbi: la squadra non si cambia! Ecco i nostri magnifici undici: 1 Boranga, 2 Ceccarelli, 3 Ammoniaci, 4 Festa, 5 Danova, 6 Cera, 7 Orlandi, 8 Brignani, 9 Bertarelli, 10 Savoldi II, 11 Toschi. In panchina 12 Moscatelli, 13 Frosio che sostituì per infortunio Savoldi II al 65′, 14 Braida.

La cronaca

Poche ore prima della partita una fitta nebbia fece presagire il rinvio della partita, ma per fortuna si sollevò una leggera brezza che lasciò posto ad uno splendido sole, come giusta cornice a questo atteso avvenimento sportivo. Le squadre scesero in campo con le loro classiche divise: il Cesena in maglia bianca con bordi neri e pantaloncini neri, mentre gli ospiti si presentarono con la classica maglia viola e pantaloncini bianchi.

Il vero protagonista, alla fine il migliore in campo, fu il portiere viola Superchi: nel primo tempo al 3’ neutralizzò un tentativo di Ammoniaci appena entrato in area, al 8’ volò con grande slancio a neutralizzare un tiro cross di Bertarelli, al 22’ si oppose con esperienza all’intesa Savoldi IIBertarelli ed al 44’ si superò con bravura sull’ennesimo tentativo del centravanti bianconero Bertarelli, vera spina nel fianco della difesa viola. Ma il vero e proprio capolavoro il portiere della Fiorentina lo compì al 33’ della ripresa: Toschi, dopo uno slalom mozzafiato, imbeccò dalla sinistra Bertarelli che con reattività aveva intuito l’intenzione del compagno e di testa indirizzò la palla verso l’angolino destro di Superchi. Ma lui, implacabile come negli altri interventi, con un colpo di reni balzò sul palo e negò ancora una volta la gioia del gol al centravanti romagnolo… E così, mentre i difensori della Fiorentina abbracciavano il loro eroico portiere, dagli spalti si alzò un lunghissimo “nooooo”. In mezzo a tutte queste azioni d’attacco del Cesena, una sola palla gol per i gigliati: minuto 39, protagonista l’attaccante Saltutti che come un gladiatore si liberò con forza della marcatura di Ammoniaci, ma colpì la palla dal basso verso l’alto spedendola sopra la traversa. Boranga e la Fiorita tirarono un bel sospiro di sollievo…

Non passò certo inosservato il ritorno a Cesena di Gigi Radice, l’eroe della storica promozione di qualche mese prima: da sportivo riconoscente, provai enorme dispiacere nel sentire i fischi che lo accolsero appena entrò in campo. Chi conosce bene l’allora mister viola, sa che è freddo e distaccato e che può anche apparire presuntuoso, ma arrivare a gridargli impietosamente “Duce” fu davvero troppo! Decisamente meglio fecero i suoi ragazzi Ceccarelli, Ammoniaci e Festa, quelli che erano con lui nel favoloso anno della promozione: prima andarono a salutarlo con affetto poi con grande sportività cercarono di battere sul campo la sua nuova squadra. Non certo per irriverenza, ma per rispetto e per dimostrare che erano ancora forti, anzi, ancora più forti di quando li guidava lui.

Le dichiarazioni

Gigi Radice al fischio finale prese rapidamente la via del sottopassaggio senza alzare lo sguardo verso la tribuna. Raggiunto però dai giornalisti che gli chiedevano degli insulti ricevuti, rispose: “Purtroppo non si può essere amici di tutti. Cambiamo discorso, non ne vale la pena”. “Comunque il Cesena è una squadra aggressiva e quando premono vanno forte”Bertarelli, il migliore in campo, visibilmente contrariato: “Superchi è stato super: avevo schiacciato la palla molto bene. Avevo visto già il gol, ma ci è arrivato con il palmo della mano. Che  peccato!”. Il mister dei romagnoli Eugenio Bersellini: “Il risultato è sostanzialmente giusto, la Fiorentina è una bella squadra”.

Il commento

A rovinare la festa dei romagnoli fu la mancanza del gol, l’ospite più importante che avrebbe premiato questo Cesena, questi ragazzi, questa bella squadra! Intendiamoci, non che la Fiorentina sia stata surclassata, ma guardando al bilancio delle conclusioni, il Cesena avrebbe meritato molto di più. Chi era allo stadio ha visto i bianconeri prendere alla svelta le misure al difficile ed illustre avversario, chiudendo tutti i varchi con intelligenza e prontezza, senza prestare il fianco al micidiale contropiede viola.

Senza infamia e senza lode si chiuse quindi il sipario su questo speciale mini derby. L’avventura successiva sarebbe stata contro la Roma allo Stadio Olimpico! Il piccolo grande Cesena marciava quindi su Roma: perché non provare il colpaccio?


Il primo storico campionato di serie A nella stagione 1973/74 rivissuto e raccontato da chi in quegli anni indossava la maglia bianconera delle squadre giovanili, Andrea Santi che ogni settimana arricchisce la nostra sezione Bianconero Vintage con episodi entrati a far parte della leggenda del club.

About Andrea Santi

Andrea Santi nasce a Forlì nel 1958, si laurea in Architettura a Firenze nel 1984 e dal 1985 svolge l’attività di architetto libero professionista nel comprensorio forlivese. Rimasto legato al suo passato di calciatore nelle giovanili del Cesena dal 1973 al 1976, ha sempre coltivato un grande interesse per il gioco del calcio. L’amore per la scrittura gli ha aperto nuovi orizzonti e fornito motivazioni per raccontare e condividere le sue passioni. “Romagna Bianconera, il Cesena di Dino”, uscito nel 2015, è stato il suo primo romanzo che ha dato il via ad un progetto editoriale destinato a descrivere agli appassionati le annate calcistiche del Cesena Calcio dagli anni '70 in poi. Nel frattempo ha deciso di raccontare le sue storie sul blog tematico Cesena Mio ...

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