Dopo la fiera delle rarità, comincia il campionato del Cesena

Cesena-Spezia il rigore di Ciano una rarità
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OPINIONI DI UN DIVANO – Un rigore per il Cesena, la porta inviolata nel finale di partita, la seconda vittoria consecutiva e tutte le altre rarità di Cesena-Spezia

Spezia è una rarità già a partire dal suo nome. Intanto ci sono una valanga di ipotesi sull’origine del nome (e nessuna riguarda la parola “spezia” intesa come prodotto esotico) e non si sono ancora messi d’accordo. Poi c’è la questione dell’articolo… Sono pochissime le città che hanno il permesso di usare l’articolo (L’Aquila, Los Angeles, Le Mans, Il Cairo e poche altre) ed il privilegio è stato ripristinato solo nel 1930, dopo che era stato eliminato nel 1815. Quindi La Spezia è una vera rarità. Una città un po’ bislacca e anche vagamente buffa per via del quartiere che si chiama Chiappa (naturalmente ci sono una valanga di ipotesi  anche sul significato di questo nome, ma nessuna riguarda quello che pensate voi…). Adesso passiamo alla squadra. Il La Spezia, suona male. Lo Spezia, va in conflitto con il femminile di La Spezia. La Spezia, sembra che si parli della città. Lo La Spezia? Fa schifo. Il Spezia? Orrendo. Lasciamo perdere, guardiamo la formazione. Anche qui è un casino per il povero commentatore sportivo: Migliore è Maggiore di Piccolo? Oppure Piccolo è Migliore di Maggiore? Non fanno niente per aiutare il cronista, questo è certo.

Sulla carta, questo articolo era un po’ complicato, ma nella realtà non è stato così difficile. Rigore (questa sì che è una rarità) per il Cesena, espulsione di Sciaudone, superiorità numerica, catenaccio, un po’ di panico (con la p minuscola), un po’ di manfrine e tre punti. Non abbiamo preso il solito gollonzo a due decimi dal fischio finale, altra rarità. Abbiamo vinto due partite consecutive. Rarità. Mi restano molte perplessità sul rapido abbandono del 4-3-3, ma quando uno vince, ti tocca star zitto perché la riprova non c’è. Meglio così.

Gagliarda prestazione che ribadisce come la differenza fra le squadre di alta e bassa classifica quest’anno sia praticamente nulla. Non tutto, però, è stato raro. Ad esempio, la breve ma intensa esibizione di Pipper Pan Rodriguez ha mostrato il solito repertorio di palle sbagliate, tuffi per terra e palle perse; completamente sfiatato,  fuori della manovra e svogliato. Clamorosa la palla passata a Chichizola con due compagni liberi e solitari in area nemica. Non rara neppure la solita litigata fra Garritano ed il gol. Il ragazzo si impegna ma non segna. Si è visto ancora il famoso colpo di tacco a vanvera di Cocco. Che brutto vizio! Renzetti ha perso più volte contatto con il proprio uomo, come da tradizione ormai consolidata. Nel finale, tentativi di frittata difensiva: non proprio una novità! Per fortuna Ciano è stato il solito chirurgo dal dischetto.

E allora!! Come auspicato, siamo qua a respirare meglio, la puzza di zolfo dell’inferno ha lasciato spazio ad aria più leggera. E tanto basta per sperare che finalmente il campionato che dovevamo disputare, cominci. Con grande soddisfazione anche del mio cardiologo…


Foto di Caterina Neri per cesenamio.it

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About Alberto Neri 70 Articles
Alberto Neri (Wolf) è nato parecchi anni fa a Cesena, ma all’età di 5 anni è stato "deportato" a Faenza al seguito della famiglia. Da allora il Cesena è stato il legame identitario con la sua città di origine, dove ora abita nuovamente. Da ragazzino veniva in treno da Faenza, prendeva la bici del nonno Ermenegildo (Gildìn) e si fiondava allo stadio. Così Gildìn, grande tifoso, ma ormai anziano, in cambio di 100 Lire, riceveva una cronaca vivace della partita. Da lui Wolf ha imparato che il Cesena è come una malattia cronica: se ce l’hai te la tieni finchè campi. Ma, in questo caso, non ti dispiace.