Grande festa bianconera, ma la Juventus passa sul Cesena

Tifosi alla Fiorita per Cesena-Juventus
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BIANCONERO VINTAGE – Il Cesena affronta per la prima volta in Serie A alla Fiorita la Juventus, con i torinesi che si impongono per 0-2

I giornali dell’epoca riportavano “Benvenuta Vecchia Signora! Tutti vogliono assistere, allo scontro dei Bianconeri!”.
Le dichiarazioni del Presidente Manuzzi nella settimana prima della partita furono eloquenti: “Le relazioni fra Cesena e Juventus sono sempre state ottime, ma la duplice necessità di affrontare i bianconeri sul campo e sul piano della tattica crea la necessità di qualche inevitabile contrasto pre-partita, e più si avvicina infatti il momento più sale la voglia di esprimere sul campo il nostro carattere!“. È la domenica 7 Aprile 1974, il Cesena affronta, per la prima volta in serie A, dentro la Fiorita la Juve, che nel girone d’andata era stata fermata dai romagnoli con uno storico 2-2 esterno. Tutta La Romagna è entusiasta e i tifosi per il grande evento vivono emozioni uniche, sperando di conquistare la meritata salvezza dopo una grande impresa sportiva. La Fiorita viene blindata e monitorati i biglietti per sopportare il massiccio esodo di spettatori, richiamati dal blasone dell’ospite e dalla passione per questo Cesena che sa dare tanta soddisfazione.

Le Formazioni

La Juventus di Vcypalek, con campioni di grosso calibro, poteva contare su Zoff, Causio, Anastasi, Bettega e il pubblico avrebbe pagato il biglietto anche solo per vederli dal vero. Se si contava il valore dei singoli, non c’era confronto con i calciatori del Cesena: basti pensare alle seconde linee come Gentile, Capello, Morini Altafini, che creavano una squadra nella squadra. Il mister Vcypalek voleva il massimo della posta in palio e fece scendere in campo la sua Juve con l’intenzione di vincere la partita: la corsa scudetto era giunta al momento giusto. L’autoparlante della Fiorita annunciò questa formazione: Zoff, Spinosi, Longobucco, Gentile, Morini, Salvadore, Causio, Cuccureddu, Anastasi, Capello, Bettega. In panchina a disposizione il portiere Vitolo, Altafini che sostituì Bettega al 18’ del secondo tempo e infine Viola.

Mister Bersellini, sapeva che non sarebbe stata una partita facile, non poteva sorprendere i bianconeri come all’andata, ma contava sui suoi ragazzi. Le assenze erano importanti: Ceccarelli, Bertarelli e Braida non erano a disposizione e così pensò di dare una grande opportunità in attacco a Tombolato, che avrebbe fatto di tutto per dare il massimo contro una difesa di grande qualità come quella piemontese. Ed ecco la formazione dei romagnoli per questo unico scontro a tinte bianconere: 1 Boranga, 2 Danova, 3 Ammoniaci, 4 Festa, 5 Zaniboni, 6 Cera (cap.), 7 Orlandi, 8 Brignani, 9 Tombolato, 10 Savoldi II, 11 Toschi. In panchina 12 Mantovani, 13 Frosio e 14 Catania che sostituì Ammoniaci al 1’ del Secondo Tempo.

Anche l’arbitro era quello delle grandi occasioni: Concetto Lo Bello da Siracusa, un fischietto di primo ordine. Tutti lo vedevamo in tv arbitrare i derby o le partita di cartello, e il pensiero di vederlo nel nostro stadio, in Romagna, ci faceva sentire tutti importanti e orgogliosi del nostro Cesena.

La cronaca

Pomeriggio caldo, una bella giornata di sole con un terreno in ottime condizioni che faceva da palcoscenico al grande evento; fra lo sventolio di bandiere lo stadio era solo di due colori, il bianco e il nero. Molti dei presenti erano emozionati quando le squadre entrarono in campo e fu davvero una cosa “speciale”: la Juventus era stato annunciata con la divisa ufficiale, ma a sorpresa si presentò in divisa completamente azzurra. Il Cesena invece scese in campo in divisa ufficiale, in maglia bianca bordi neri e pantaloncini neri. Lo stadio era pieno fino all’inverosimile con gli spettatori arrampicati anche sugli alberi. Tutti non volevano perdersi il grande spettacolo. Si comincia velocissimi e poi al 5° la botta che gela l’ambiente ed annebbia le idee dei romagnoli. Sulla sinistra quasi all’altezza del calcio d’angolo Tombolato ferma fallosamente un’avanzata di Longobucco; la conseguente punizione è battuta da Causio. Boranga esce goffamente respinge a pugni chiusi in maniera approssimativa e lestissimo Anastasi infila la rete. Reagisce il Cesena e all’8° Savoldi II su punizione colpisce la parte superiore della traversa. Continua a premere il Cesena; la Juventus non si sbilancia e tenta un’azione di alleggerimento Gentile al 16°, ma il suo tiro vola alto. Due minuti dopo stupenda azione juventina: se ne va possente sulla destra Gentile, il suo cross a mezza altezza è stupidamente girato di testa da Anastasi, questa volta Boranga non si lascia sorprendere e blocca con sicurezza. Si fa vivo Tombolato al 21° con una violenta girata di destro che costringe Zoff ad una difficile parata a terra.

Inizia la ripresa ed al 5° si presenta per la Juventus l’occasione per raddoppiare: Anastasi si beve la difesa romagnola e si presenta davanti a Boranga in disperata uscita. Il pallonetto del guizzante centravanti va a sbattere contro la testa del portiere romagnolo e il pericolo si sfuma. Reclama il rigore il popoolo cesenate al 9°, quando Festa, lanciato da Savoldi II, fila veloce verso la porta di Zoff: il portiere juventino gli si tuffa tra i piedi e con le mani interviene sulle gambe facendolo cadere. È fallo da rigore, ma l’arbitro Lo Bello col ditino alzato dice che non è il caso di discutere. Lo stesso fallo si ripete al 18°, ma questa volta è Boranga che atterra fallosamente Anastasi lanciato a rete. Lo Bello compensa l’errore di prima non fischiando nemmeno in questo caso. Al 22° la Juventus raddoppia ed il gol è una cosa stupenda: da Causio la palla viaggia verso Capello che appoggia lateralmente sulla destra per Altafini, grande diagonale del tutto fuori della portata di Boranga. 2 a 0 per la Juventus e non c’è proprio più nulla da aggiungere. The end.

Le dichiarazioni

Brusco ma non scostante, forse un po’ stringato oltre all’essenziale, Bersellini si presenta ai cronisti una ventina di minuti dopo la fine della partita: “Nel calcio valgono i risultati e i gol: loro hanno fatto l’uno e gli altri quindi hanno avuto ragione loro. Forse certe partite nascono in un determinato modo e poi non c’è verso di raddrizzarle. Il rigore non ce l’hanno dato e allora è rimasto tutto come prima. La Juventus, bella squadra, ottimi singoli, tutte cose note e arcinote“.

Viene Festa ai microfoni: “Il rigore c’era, ma dico scherziamo. mi ha attanagliato le gambe mentre stavo per calciare a rete! Il regolamento parla chiaro, quello è rigore”. È la volta infine del Presidente Manuzzi: “La Juventus, pur avendo fruito del non trascurabile vantaggio di quel gol a freddo e delle molte assenze dei nostri, ha meritato questa vittoria. È una squadra fresca che gioca sull’anticipo e dispone gli uomini che si smarcano con frequenza e facilità. Noi ne stiamo stati al di sotto, soprattutto per quanto riguarda il gioco avanzato: peccato! In settimana contavo davvero di acciuffare un pareggio pure con i piemontesi“.

Il Commento

Con due zampate a sfruttare l’ingenuità avversaria, con grande mestiere la “Vecchia Signora” era riuscita a far sua l’importante contesa. Non aveva però lasciato quell’impressione di irresistibilità, come il punteggio che era tanto severo ai danni dei romagnoli. Sgombriamo subito il campo dalle possibili scusanti per i cesenati sottolineando la segnatura verificatasi 5 minuti dopo il fischio d’inizio, ricordando pure quel rigore evidentissimo su Festa che Lo Bello ha ignorato e le assenze di Bertarelli, Braida e Ceccarelli, ma tutti noi avemmo l’impressione che in campo non si era visto il solito Cesena. Sicuramente la Juventus, da grande squadra impose il suo gioco: a noi tutti nel dopo partita non dispiaceva la sconfitta, che con la Juve, si sa, ci poteva stare, ma ci dispiaceva il fatto che il Cesena non fosse riuscito ad esprimersi e ad entusiasmarci come ci aveva abituati nelle partite casalinghe. Una cosa era certa: i 22 punti conquistati non erano ancora sufficienti per gridare alla “salvezza”. A questo Cesena, a questo punto, occorrevano punti e non era certa la vittoria in trasferta, nel prossimo incontro, contro la Sampdoria ultima in classifica, ma dentro di noi sapevamo il valore dei nostri beniamini e potevamo gridare, fino alla fine: Forza Cesena!