Ferreira Pinto: “Cesena mi è rimasta dentro”

Adriano Ferreira Pinto
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Intervista ad Adriano Ferreira Pinto, amato ex bianconero che ha giocato nel Cesena nella stagione 2005/06, con Fabrizio Castori in panchina

Il calcio regala spesso storie di calciatori passati inosservati o altri che a distanza di anni rievocano positivi ricordi: Adriano Ferreira Pinto ha militato in maglia bianconera una sola stagione, quella del  2005/06, però sono bastati quei dodici mesi per lasciare il segno in riva al Savio. Fu l’anno della Serie A svanita ingiustamente ai playoff contro il Torino e la squadra allora guidata da mister Fabrizio Castori, con l’ausilio di Massimo Gadda, esprimeva un calcio tra i migliori della cadetteria.  Purtroppo, dodici anni dopo, la qualità non è più la stessa e nemmeno le ambizioni bianconere, ma è sempre piacevole fare un tuffo indietro nel passato.

In quell’emozionante stagione, la freccia brasiliana aveva deliziato la platea del Dino Manuzzi con 11 gol in 39 partite ed incalcolabili scorribande sulla corsia di destra, impreziosite inoltre da assist e numeri d’alta scuola. Ferreira Pinto, passato in seguito all’Atalanta, è ora già da un quadriennio al Pontisola, club bergamasco di Serie D ed abbiamo avuto il piacere di sentirlo qualche tempo fa. Ecco le dichiarazioni  dell’indimenticata ala sudamericana raccolte da Cesena Mio:

Ciao Adriano, nella tua lunga carriera ha disputato una stagione strepitosa a Cesena, alle dipendenze di Fabrizio Castori che ti volle fortemente: ripercorriamo insieme quei momenti …
“Dopo l’esperienza di Perugia ero disoccupato e stavo svolgendo la preparazione da solo a casa. Mi chiamò Castori, mio ex allenatore al Lanciano. Mi piaceva il suo modo di giocare, in più era squalificato e voleva giocatori fidati che potessero dargli una mano in campo. Mi convinse ed arrivai a Cesena. In bianconero ho disputato il miglior campionato in assoluto della carriera. Segnai infatti 11 reti e giocai tante buone prestazioni che consentirono di consacrarmi e di raggiungere il mio sogno, arrivare in Serie A, passando all’Atalanta”.

Il legame con la Romagna è rimasto forte anche a distanza di tempo. Cosa ne pensi della piazza cesenate?
Cesena è stata speciale, mi è rimasta dentro. Per il feeling che si era creato con tutti la sento un po’ come casa mia. Conservo ancora diversi amici in Romagna ed appena ho qualche giorno libero vengo a trovarli. Sono molto legato a questa città. Ho avuto un bel rapporto anche con Giorgio Lugaresi. Il presidente dedica gran parte del suo tempo a questa società e spero davvero che un giorno riesca a riportarla in A, perché questa piazza se lo merita”.

Se dovessi scegliere, quali sono stati i momenti da ricordare di quella stagione?
Sicuramente il mio primo gol in bianconero in occasione del sentito derby casalingo contro il Rimini vinto 2 a 1. Soprattutto però ricordo la doppietta al Manuzzi nella vittoria con la Ternana in un giorno particolare, perché era venuta a mancare la nonna di mia moglie da poche ore”.

Cosa ne pensi del Cesena di nuovo affidato al tuo vecchio mister Castori?
Il calore del Manuzzi è un’arma fondamentale. I bianconeri devono trovare equilibrio e mentalità giusta per affrontare i momenti cruciali. Quello di Serie B è un campionato lunghissimo, bisogna sempre essere al meglio fisicamente e psicologicamente fino al rush finale, quando arrivano le cosiddette partite che contano”.

Tu, dopo Atalanta, Varese e Lecce, stai disputando la quarta stagione col Pontisola in serie D e, nonostante le 38 primavere alle spalle, stai ancora stai facendo faville…
Sono felice di aver fatto questa scelta. Siamo una squadra giovane, mi diverto,  è un ambiente tranquillo e finché ci sono queste componenti continuo con piacere”.

Per chiudere, un saluto al popolo bianconero da parte dell’indimenticato Adriano Ferreira Pinto:
Un abbraccio a tutti e sempre forza Cesena !”.

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