“Una sola fede, quella bianconera: sempre forza Cesena”

Tifosi del Cesena - Curva Mare - Stadio Dino Manuzzi
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TIFOSI – La passione per il Cesena non è circoscritta alla Romagna: oggi incontriamo Gerardo, avellinese col bianconero nel cuore che lavora in Alto Adige

E’ evidente come questa rubrica abbia come filo conduttore la passione per il Cesena. Settimanalmente incontriamo infatti tifosi provenienti da ogni angolo della Romagna, pronti a raccontare le loro storie con entusiasmo ed emozione. Ma si sa, la passione non conosce confini ed il nostro Cavalluccio è amato un po’ dappertutto, basta cercare bene… Oggi lasciamo che sia Gerardo a raccontare la storia di come, quando e perchè si è innamorato del Cesena.

Vai Gerardo, presentati…
“Salve a tutti i lettori di Cesena Mio, sono Gerardo, lo strano tifoso cesenate nato ad Avellino. Ho 20 anni e, oltre al Cesena, le mia grande passionie è la ristorazione, visto che lavoro in un bellissimo hotel in Alto Adige. Fino a 7 anni fa, il calcio non mi appassionava molto, però un giorno mi sono ritrovato casualmente, a guardare una partita del Cesena, per la precisione Palermo-Cesena. La fortuna volle che mi trovassi davanti ad una delle partite più emozionanti della storia del Cavalluccio. Conosciamo tutti il racconto di quel match (vedi Il Cesena e quella rimonta shock contro il Palermo): pronti via e doppio svantaggio per il Cesena, il quale fu poco brillante per tutti i 90 minuti e, per di più, all’80’ perse anche Von Bergen per espulsione diretta! Ma poi i furono 6 minuti di recupero e nel secondo di essi un calcio d’angolo per i bianconeri: deviazione e gol sotto porta di Parolo! Si riapre tutto! Il Palermo riesce a contenere gli attacchi dei 10 giocatori cesenati rimasti. Quasi… 95’50”: lancio di Santon, sponda di Pellegrino per Giaccherini che, ad un solo secondo dal termine, infila di destro Sirigu e fa impazzire tutti i tifosi del Cesena, compreso me, che in quell’istante, con immagini di abbracci, risate, pianti e addirittura risse davanti ai miei occhi, sentivo nascere l’amore per quella squadra, oggi parte integrante della mia vita”.

Ma come fai ad assistere alle partite?
“Spesso ho seguito il Cesena dal vivo, perlopiù nelle trasferte per me più fattibili, considerando che devo organizzare il viaggio autonomamente ed Avellino non è molto collegata, non avendo la stazione, sono stato quindi a Frosinone, Latina, Salerno, Bari, Lanciano, Roma in Coppa Italia, naturalmente ad Avellino. E poi, ogni qualvolta i biancoverdi giocano al Dino Manuzzi, riesco ad imbucarmi, così da venire in Curva Mare”.

E la squadra della tua città?
“Io  ho una sola fede, quella bianconera. Dirò di più, la difendo sempre, solo contro tutti, non mi tiro indietro per dibattiti e discussioni con i tifosi avellinesi, come mio padre ad esempio”.

Qual è stato il campionato che ti ha coinvolto di più?
“L’annata che ricordo con piacere è quella del 2013/14, nella quale non mi sono perso una partita e che, come sappiamo, si è conclusa con una delle più grandi soddisfazioni sportive a cui una piccola squadra può ambire. Ricordo anche diversi giocatori con molto piacere, naturalmente Giaccherini, dato che se non fosse stato per lui adesso non sarei qui a fare questa intervista, ma anche il cigno Succi, grazie al quale ci salvammo nella stagione 2012/13, ma anche Defrel, D’Alessandro, Jimenez e molti altri. Per quanto riguarda l’allenatore, sono l’unico che sostiene un ex che a Cesena ha passato davvero poco tempo, Domenico Di Carlo. Con una squadraccia, in serie A è riuscito a regalarci qualche piccola soddisfazione, ad esempio contro il Parma, la Juventus e soprattutto contro la Lazio. Penso che se fosse rimasto l’anno seguente, con gente come Kessie, Sensi, Ciano, Ragusa, saremmo tornati subito in A”.

E di Fabrizio Castori cosa ne pensi?
“Castori mi ha fatto imprecare per ogni  partita a causa delle strane formazioni messe in campo, ma alla fine ha fatto molto per noi. Anche se non lo capirò mai, lo ringrazio lo stesso, ci ha portato alla salvezza ed è tutto quel che conta!”.

Il futuro del Cesena pare piuttosto incerto…
“Esatto, non vedo un futuro così roseo a livello societario. La cosa fondamentale è non morire ed anche se non siamo proprio su una buona strada, le premesse per azzerare il debito ci sono! Il Cesena ed il suo pubblico meritano palcoscenici migliori, ma sono certo che li percorrerà. Ed io sarò lì, sempre al fianco del Cavalluccio a prescindere da tutto: ormai è la mia vita e senza di lui mi sentirei vuoto. Forza Cesena, sempre!”.


Immagine tratta dal sito corriere.it

About Simona Buda

“Avevo 5 anni e fu amore a prima vista. Per i miei genitori la domenica era fatta di partite e di calcio, niente zoo, niente gite fuori porta: si andava solo allo stadio. Il nostro vecchio stadio, con i suoi gradini di legno così alti per una bambina come me, senza copertura dove si bruciava col sole e ci si bagnava con la pioggia. Le canzoni, il tifo, le urla, gli improperi gridati all’ avversario, gli striscioni… Tutto così emozionante, tutto così divertente! E così ho imparato anno dopo anno a vivere il mio Cesena, a leggere La Gazzetta o Il Corriere Stadio prima di Topolino o del Corriere dei Piccoli: imparavo a memoria le formazioni e mi piaceva discutere a scuola i post partita. Ne ho sempre saputo di più dei miei amici maschi… Ho nel cuore tutti i giocatori che hanno regalato un po’ di se stessi per la mia squadra”. Mamma e moglie, Simona festeggia i suoi 35 anni d’amore per il Cesena con una nuova sfida: raccontare e provare a trasmettere ai lettori di Cesena Mio tutta la sua passione per il Cavalluccio!

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4 Comments on ““Una sola fede, quella bianconera: sempre forza Cesena””

  1. Io di anni ne ho 46…36 spesi dietro al cesena…ma sono pugliesemolisanoabruzzese…a 400km da Cesena…se volete vi racconto la mia di storia…😁

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