L’eroico Boranga ferma il grande Gigi Riva

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BIANCONERO VINTAGE – L’allenatore del Cagliari Chiappella dopo la partita pareggiata 0-0 col Cesena: “Boranga ha parato tutto, sembrava matto!”

Una partita difficile in trasferta: 11^ giornata di campionato, 30 dicembre 1973, Stadio Sant’Elia per Cagliari-Cesena. I giornali dell’epoca: “Imperativo fermare Gigi Riva!”. Nella partita precedente il Cagliari aveva vinto in casa contro la Juventus, con lo stesso punteggio (2-1) che il Cesena aveva ottenuto contro la Sampdoria. In classifica il Cesena aveva 10 punti e precedeva di un punto il Cagliari a quota 9.

Le formazioni

Il mister degli isolani Giuseppe Chiappella aveva costruito, come i suoi predecessori del resto, la squadra attorno a Gigi Riva. Il Cagliari non era più quello dello scudetto, ma con un attaccante così a disposizione, la partita poteva cambiare in qualsiasi momento. Da non dimenticare poi che il portiere Albertosi, il libero Tomasini, il centrocampista Brugnera e la punta Gori riuscivano a dare ad ogni reparto un valido contributo. Questa la formazione che scese in campo: Albertosi, Mancini, Poli, Butti, Dessi, Tomasini, Gori, Nenè, Brugnera, Nobili, Riva. In panchina a disposizione Coparoni, Roffi e Marchesi che sostituirà Brugnera al 85′.

Eugenio Bersellini, faceva i conti con le indisponibilità di Zaniboni e Mantovani, ma recuperava capitan Cera in veste di grande ex con il dente avvelenato. Bloccare Riva era il grande obiettivo del mister e pensò quindi di affidarlo all’agilità ed al tempismo di Danova, mentre Ammoniaci avrebbe tenuto a bada l’altra punta Gori. Tuttavia fece pretattica fino alla fine e non svelò la formazione fino all’annuncio degli altoparlanti, per non dare vantaggi  agli avversari. Fece scendere in campo questi undici: 1 Boranga, 2 Ceccarelli, 3 Ammoniaci, 4 Festa, 5 Danova, 6 Cera, 7 Orlandi, 8 Brignani, 9 Bertarelli, 10 Savoldi II, 11 Toschi. In panchina 12 Mantovani, 13 Frosio, 14 Braida che sostituirà l’infortunato Toschi al 33’.

La cronaca

Nel primo tempo fu solo noia, con un Cesena che si adeguava al ritmo blando imposto dal Cagliari. Forse l’errore dei romagnoli fu quello di preoccuparsi troppo di non lasciare spazio a Riva, rinunciando alla solita dinamicità ed aggressività, dimostrata invece in altre occasioni. Mancò infatti la velocità degli attaccanti, l’incrociarsi dei giocatori nei vari reparti e le aperture precise ed improvvise sulle fasce laterali che caratterizzavano solitamente il gioco del Cesena. Il Cagliari non dimostrò di essere squadra pericolosa e, tolto Riva, era modesto ed il Cesena avrebbe dovuto osare di più per chiudere il primo tempo con un punteggio diverso. Diversamente da come aveva pensato Bersellini, solo per undici minuti Danova giocò sul bomber cagliaritano, ma visto che faticava parecchio a contenerne l’azione dirompente, la marcatura fu spostata su Gori con Ammoniaci che si piazzò alle costole della punta della Nazionale. Al 9’ una fiammata del Cagliari. Lungo cross di Nobili dal lato sinistro per la testa svettante di Gigi Riva: schiacciata violenta, ma Boranga, stupendo nell’allungarsi in tuffo, deviò la sfera di pugno. La risposta del Cesena solo al 39’: preparazione molto bella ed azione ben articolata Orlandi-Savoldi II-Orlandi e palla a Braida tutto solo sul discetto del rigore. Ma l’ariete bianconero nel tentativo di aggiustarsi la palla cincischiò troppo e perse l’attimo, dando la possibilità di recuperare al difensore avversario Mancin che gli tolse la sfera. Da rilevare che lo stesso Braida era entrato da pochi minuti avendo rilevato Toschi, uscito per un leggero infortunio.

Nella ripresa i venti minuti più brutti del Cesena di questo scorcio di stagione. Un Cesena arruffone che sbagliava anche le cose più elementari, che faticava a contenere l’offensiva del Cagliari e che da un momento all’altro sembrava essere sul punto di capitolare. I cagliaritani ci hanno provarono in tutti modi, ma si trovarono davanti un grande Boranga, bravo e determinante in tre occasioni, in una delle quali i tifosi isolani avevano già gridato al gol… Al 3′ del secondo tempo Riva nell’area di rigore del Cesena lasciò partire la sua solita bomba: sembrava un rigore in movimento, ma Boranga attento gli uscì incontro per chiudere la visuale e con la punta del piede riuscì a deviare in calcio d’angolo. Al 17’ Festa fece una frittata nella sua trequarti campo consegnando la palla sui piedi di Riva: altra bomba di sinistro ed altra risposta prodigiosa di Boranga con palla deviata verso la bandierina del calcio d’angolo. Gori spostato sulla linea di fondo riuscì a recuperare la palla e, vedendo Boranga a terra, lasciò partire un pallonetto verso la porta sguarnita: sulla linea intervenne di testa Danova a sventare il pericolo. Ancora Riva al 24′ impegnò Boranga in una difficilissima deviazione che mise in condizione Nenè di battere nuovamente a rete, ma come un gatto l’estremo difensore bianconero si rialzò intercettando il tentativo del centrocampista cagliaritano.

Le dichiarazioni

L’allenatore del Cagliari Giuseppe Chiappella: “Boranga ha parato tutto, sembrava matto! Ma matti siamo stati noi a non metterla dentro”Gigi Riva: “Un grande Boranga, ma ha avuto dalla sua anche tanta fortuna! Se avessimo segnato un gol, avremmo fatto una goleada”. Il mister dei romagnoli Eugenio Bersellini: “Un punto sofferto Purtroppo abbiamo avuto uno sbandamento pauroso, non era mai successo. Quei venti minuti sono stati terribili e me la sono vista brutta. Il pareggio 0-0 del Cesena è meritato, ma rimane il rammarico di non averci provato, anche se Braida…”. Il presidente Dino Manuzzi: “Un altro punto per la nostra classifica”.

Il commento

Boranga fu l’eroe incontrastato del Sant’Elia, bravo a chiudere la saracinesca su tutti i tentativi avversari, diventando il protagonista assoluto di questo pareggio. Anche Cera fu tra i migliori in campo ed il Cesena, uscendo indenne contro il Cagliari fresco mattatore della Juventus, dimostrò ancora una volta la sua solidità difensiva ed allontanò ancora di più i dubbi che inevitabilmente accompagnano le matricola in serie A. Il Cesena era vivo, difficile da superare. E tutti si impegnavano per un unico scopo, come in una grande famiglia… Gli avversari erano avvisati!


Il campionato di serie A 1973/74 rivissuto e raccontato da chi in quegli anni indossava la maglia bianconera delle squadre giovanili, Andrea Santi che ogni settimana arricchisce la nostra sezione Bianconero Vintage con episodi entrati a far parte della leggenda del club.

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