Elpis Castori esce dal vaso: playoff nel mirino

Fabrizio Castori (4)
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OPINIONI DI UN DIVANO –  La speranza è l’ultima a morire: lo sapevate che questa massima deriva dal leggendario vaso di Pandora? Ma Castori, che c’entra?

Di fronte alla tremenda situazione del Cesena, ultimo in classifica e con clamorose rotture di giocatori importanti, chi di noi non ha pensato che la speranza è l’ultima a morire? Il senso di questa frase è chiaro, ma vi siete mai chiesti di che cosa è ultima la speranza? Aiutiamoci con il detto originale: “spes ultima dea”. Speranza ultima dea. La storia è intrigante. Zeus (capoccia degli dei e famoso donnaiolo) aveva regalato a Pandora un bellissimo vaso, raccomandandole di non aprirlo. Si può essere più bastardi di così? La ragazza, femminilmente curiosa (dote donatale dal dio Ermes), non resistette. Non che i maschi siano esenti da questa caratteristica, basta pensare ai video per paganelli che girano in rete dal titolo “guarda che cosa succede” o “lo sapevi che sono lesbiche?” o il famoso “squalo attacca gondola”… Comunque sia, Pandora aprendo incautamente il vaso liberò tutti i mali del mondo, che erano gli spiriti maligni della vecchiaia, della gelosia, la malattia, la pazzia e il vizio… Pandora tentò disperatamente di richiudere il recipiente, ma ci riuscì troppo tardi: sul fondo era rimasta solo la speranza, che i greci chiamavano Elpis (non Elvis, Elpis… !). Prima dell’apertura del vaso, gli uomini erano immortali, come gli dei, e se la spassavano alla grande. Dopo, lo sapete come è andata a finire, guardatevi intorno… Ma fate finta che sia niente al confronto di come si stava allora, con tutti i mali in giro a fare danni e la speranza imbottigliata nell’orcio. A quel punto, rimaneva solo una cosa da fare, liberare anche lei e farla girare per il mondo. Pandora fece proprio così e gli uomini, di riffe o di raffe, ripresero a vivere.

In città si respira, assurdamente, un’aria di moderato ottimismo e grande curiosità per vedere cosa farà Elpis Castori e se riuscirà a ridare vita al Cavalluccio. Il nostro Castori, novello Elpis, era in fondo al vaso di Pandoro Foschi e adesso che è uscito, siamo, nonostante tutto, un po’ fiduciosi. Forse la forma arrotondata del nostro vecchio-nuovo allenatore è dovuta proprio alla permanenza in fondo al vaso… Chissà.

Intanto, come primo effetto, un nostro lettore (che si firma Stefano, ma non è Manzi…) ci ha segnalato che siamo a soli 6 punti dai playoff. E quindi rimbocchiamoci le maniche. Lo Spezia, con quello scherzetto di due anni fa mai dimenticato, è la vittima ideale per la nostra enorme voglia di riscatto.


Foto di Luigi Rega tratta dal sito www.cesenacalcio.it

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Alberto Neri (Wolf) è nato parecchi anni fa a Cesena, ma all’età di 5 anni è stato "deportato" a Faenza al seguito della famiglia. Da allora il Cesena è stato il legame identitario con la sua città di origine, dove ora abita nuovamente. Da ragazzino veniva in treno da Faenza, prendeva la bici del nonno Ermenegildo (Gildìn) e si fiondava allo stadio. Così Gildìn, grande tifoso, ma ormai anziano, in cambio di 100 Lire, riceveva una cronaca vivace della partita. Da lui Wolf ha imparato che il Cesena è come una malattia cronica: se ce l’hai te la tieni finchè campi. Ma, in questo caso, non ti dispiace.

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