Dopo Vicenza, vicinissima la prima storica salvezza in serieA

Bertarelli in Vicenza-Cesena
Invia l'articolo agli amici

BIANCONERO VINTAGE – Come sperato, a Vicenza un pareggio a reti bianche che ha il sapore di salvezza per il Cesena di Eugenio Bersellini

Prima di questa difficile trasferta, Eugenio Bersellini temeva giustamente la formazione di Puricelli. Il Vicenza si presentava infatti con una solida difesa (l’ex Berni sempre in evidenza), punte esperte in contropiede quali Damiani e Vitali, nonché l’autentico stato di grazia dei biancorossi dopo il successo colto la domenica precedente contro la Fiorentina di Gigi Radice. Comprensibile quindi la cura dedicata dal mister del Cesena nel valutare il miglior schieramento da far scendere in campo: Braida era apparso in buona forma dopo la lunga squalifica ed il suo impiego era quasi d’obbligo, visto che Toschi era febbricitante; conferma anche per Frosio (Zaniboni non era ancora al 100%), con il compito di sorvegliare il temibile Sormani; mentre è rimandato il rientro di Ceccarelli alla successiva trasferta di Firenze. Si sapeva che i veneti avrebbero giocato cercando l’intera posta in palio, per mettersi matematicamente al sicuro in classifica, quindi Bersellini si aspettava una loro azione decisa, tendente alla conquista sollecita di un vantaggio poi difficile da colmare. I biancorossi avevano infatti disputato un formidabile girone di ritorno e nella fase discendente del torneo avevano conquistato gli stessi punti della Lazio capolista, togliendosi dalla zona critica della classifica. Prima dell’incontro valido per la 27^ giornata, il Vicenza condivideva con Cesena e Cagliari  quota 24 punti, ormai vicinissime alla salvezza.

Le formazioni

Questa la formazione decisa da Puricelli: Sulfaro, Volpato, Longoni, Gorin, Ferrante, Berni, Damiani, Bernardis, Sormani, Faloppa, Vitali. A disposizione Bardin, Fontana e Speggiorin. I bianconeri arrivavano al Menti caratterizzato da un’atmosfera carica di entusiasmo ed erano ben consapevoli di dover fronteggiare un vero e proprio assalto. Bersellini chiese la massima concentrazione e schierò questi undici: 1 Boranga, 2 Danova, 3 Ammoniaci, 4 Festa, 5 Frosio, 6 Cera, 7 Catania, 8 Brignani, 9 Bertarelli, 10 Savoldi II, 11 Braida. A disposizione 12 Mantovani, 13 Zaniboni, 14 Orlandi.

La cronaca

Il tanto atteso confronto si presentava difficile anche per le condizioni del tempo: la giornata era fredda con pioggia e vento ed il terreno di gioco si presentava allentato. Le due squadre entrarono in campo con la divise ufficiali, il Vicenza maglia biancorossa a righe verticali, pantaloncini e calzettoni bianchi, il Cesena in maglia bianca con bordi neri e pantaloncini neri.

Contrariamente alle attese, fu il Cesena a prendere in mano la partita con il primo tiro della partita effettuato da Catania al 6′, seguito al 20′ da un bolide di Bertarelli che finì fuori a fil di palo. Ancora Bertarelli, in grande giornata, al 28′ impegnò da fuori area il portiere Sulfaro che deviò in corner con una autentica prodezza; sul cross dalla bandierina si elevò la testa di Braida, ma la palla sorvolò la traversa. Primo sunto icentino al 30′, quando segnò Vitali, ma l’arbitro Benedetti di Roma non ebbe dubbi ed annullò per un tocco di mano. Nel secondo tempo, al 47′ Sormani calciò una potente punizione che finì fuori di poco, poi al minuto 66 su cross di Frosio la rovesciata di Catania egregiamente bloccata a terra da Sulfaro. Poi la partita si spense e nient’altro da segnalare fino al termine ed al fischio finale fu Vicenza 0-0 Cesena. I pochi episodi ed il risultato potrebbero far pensare ad un incontro privo di emozioni, invece fu una bella partita ed una vera e propria lotta, soprattutto a centrocampo: il Vicenza ha faticato a lungo prima di mettere il naso fuori, tenuto egregiamente a freno da un Cesena che dopo una breve fase di studio ha capito di poter controllare l’avversario, tant’è che i romagnoli sono stati per lunghi tratti padroni della situazione, mostrando un centrocampo dinamico e ben amalgamato. Ciononostante, Sormani e Vitali hanno trovato comunque modo di creare scompiglio nelle retrovie romagnole, pur senza fruire dell’appoggio dei colleghi di reparto. Insomma, il Cesena si è dimostrato più squadra, costruendo con chiarezza azioni a ripetizione, nonostante il terreno pesante, ma un dubbio sorge spontaneo: se avessero osato di più, i bianconeri avrebbero maturato un meritato vantaggio?

Le dichiarazioni

Ai microfoni dei giornalisti prima Eugenio Bersellini: “Abbiamo disputato un buonissimo primo tempo con varie conclusioni sbagliate di un soffio, poi nel secondo tempo ci siamo comportati in maniera più conservativa dal punto di vista atletico. Dobbiamo finire bene il campionato perché la squadra gira ancora forte!”. La parola poi al Presidente Dino Manuzzi: “Stiamo andando come all’inizio e questo è indubbiamente buon segno”. Tocca poi a capitan Pierluigi Cera: “Il Cesena oggi ha giocato una partita saggia e dinamica anche dal punto di vista della concretezza: siamo andati più vicini al gol dei vicentini”. La parola passa all’allenatore del Vicenza Puricelli: “Tutte e due le squadre hanno avuto paura di vincere! Mi aspettavo un Cesena forte e così è stato. Il risultato è giustissimo ed ora, a quota 25, la salvezza dovrebbe essere ormai conquistata. Anche perché domenica prossima si scontreranno Foggia e Verona e da questo confronto dovrebbe venire fuori almeno una vittima”. Infine Savoldi II, uno dei protagonisti di giornata: “Anche questa volta la classifica si è mossa e con pieno merito del Cesena. Mi sembra quindi che anche oggi lo scopo sia stato pienamente raggiunto. Adesso serve concentrazione per arrivare al prossimo incontro con la Fiorentina a Firenze”.

Il commento

Tutto sorridente, il Presidente Dino Manuzzi, a microfoni spenti, disse che il punto ottenuto era prezioso per la classifica e sarebbe stato utilissimo al Cesena per il morale ed il prestigio, infatti lui e tutti i bianconeri pensavano già al successivo incontro con la Fiorentina, visto che, in caso di risultato positivo, si sarebbe celebrata la prima storica salvezza in serie A del Cesena! Un altro fattore importantissimo era poi Gigi Radice, il grande ex, l’indimenticato mister della promozione. Lui aveva portato il Cesena nell’Olimpo del calcio e, conoscendo la sua grinta, sicuramente non avrebbe fatto sconti. Ma per fortuna del Cesena, ci sarebbe stato il rientro del grande terzino Giampiero Ceccarelli!


Il campionato di serie A 1973/74 rivissuto e raccontato da chi in quegli anni indossava la maglia bianconera delle squadre giovanili, Andrea Santi che sovente arricchisce la nostra sezione Bianconero Vintage con episodi entrati a far parte della leggenda del club.

Ricerca personalizzata
About Andrea Santi 32 Articles

Andrea Santi nasce a Forlì nel 1958, si laurea in Architettura a Firenze nel 1984 e dal 1985 svolge l’attività di architetto libero professionista nel comprensorio forlivese. Rimasto legato al suo passato di calciatore nelle giovanili del Cesena dal 1973 al 1976, ha sempre coltivato un grande interesse per il gioco del calcio. L’amore per la scrittura gli ha aperto nuovi orizzonti e fornito motivazioni per raccontare e condividere le sue passioni. “Romagna Bianconera, il Cesena di Dino”, uscito nel 2015, è stato il suo primo romanzo che ha dato il via ad un progetto editoriale destinato a descrivere agli appassionati le annate calcistiche del Cesena Calcio dagli anni ’70 in poi. Nel frattempo ha deciso di raccontare le sue storie sul blog tematico Cesena Mio …