Di Carlo: “Scenderemo in campo per dare il massimo e proseguire la corsa playoff”

Domenico Di Carlo

INTERVISTA – Parla Domenico Di Carlo, il tecnico dello Spezia che domani sera (20:30) affronterà il Cesena al Dino Manuzzi nella 36^ giornata di serie B

Domenico Di Carlo rappresenta uno di quegli esempi costruttivi, sempre più rari nel mondo del calcio moderno, nei quali un allenatore viene apprezzato dall’ambiente e dai tifosi, nonostante non abbia raggiunto l’obiettivo prefissato. L’attuale tecnico dello Spezia ha infatti guidato il Cesena nel corso sua ultima avventura in serie A, nel 2015, e, sebbene non sia riuscito ad evitare la retrocessione, in Romagna ha lasciato un ottimo ricordo. A poche ore dalla sfida del Dino Manuzzi, in qualche modo rivincita dell’amaro spareggio playoff dello scorso anno, abbiamo avuto il piacere di ascoltare le sue sensazioni in proposito, oltre a qualche ricordo relativo alla sua esperienza sulla panchina del Cavalluccio. Queste le dichiarazioni di Domenico “Mimmo” Di Carlo a Cesena Mio:

Buongiorno mister, che tipo di partita ti aspetti domani sera?
“Sarà una bella gara tra formazioni rinfrancate dai rispettivi ultimi successi, che hanno le qualità per poter vincere. Entrambe hanno ben chiaro l’obiettivo da raggiungere: il Cesena vuol dar seguito alla vittoria di Pisa, ma anche noi stiamo bene dopo le vittorie su Verona e Bari”.

La squadra di Andrea Camplone può mettervi in difficoltà?
“Il Cesena propone un buon calcio. A centrocampo ed in attacco ha qualità importanti: Cocco, Ciano, Schiavone, Crimi e Garritano sono giocatori di livello. Per il gioco espresso, i bianconeri non meritano questa classifica, perciò ci sarà da mettere in campo determinazione, attenzione e… pedalare”.

Quanto potrà pesare l’assenza del vostro bomber Granoche?
“Granoche per noi significa molto, si è caricato il gruppo sulle spalle ed è un punto di riferimento. In sua assenza cercheremo di sfruttare al meglio le caratteristiche degli altri attaccanti a disposizione tipo Giannetti, magari cambiando anche qualcosina sotto l’aspetto tattico”.

Dopo Cesena sarete attesi da una serie di scontri diretti decisivi per i playoff…
“Arrivati a questo punto del campionato i punti di distacco si azzerano ed ogni partita è storia a sé, perché tutte le compagini producono il massimo sforzo per avvicinare i traguardi prefissati. Dunque, anche se ci sono 12 punti di differenza, considero a tutti gli effetti uno scontro diretto anche quello di Cesena”.

Cosa è cambiato a La Spezia dalla contestazione di inizio aprile ad oggi?
“Quest’anno in diverse occasioni c’è andato tutto contro, ma non bisogna trovare alibi, perché sono convinto che  tutto torni nell’arco di una stagione. Abbiamo passato un mese difficile perché le prestazioni c’erano ma non arrivavano i risultati. Una situazione simile a quella vissuta dal Cesena. Ho dovuto variare il sistema di gioco perché venivamo punti al minimo errore, ma le cose ora stanno andando meglio”.

Domani sera al Dino Manuzzi firmeresti per un pareggio?
“No, nessun allenatore gioca per il pari: scenderemo in campo per dare il massimo e proseguire la nostra corsa playoff. Poi, se alla fine arriverà un pareggio, andrà accettato”.

Di Carlo, facciamo una passo indietro nel tempo. Cosa ti ha lasciato l’esperienza cesenate del 2015?
“Io e il mio staff ricordiamo con piacere ogni giorno della parentesi cesenate: abbiamo trovato un ottimo ambiente, gente competente a cui piace un calcio propositivo, una società con cultura sportiva che fa sacrifici economici notevoli e, valore aggiunto, tifosi eccezionali. Arrivai con la squadra in palese difficoltà e totalmente sfiduciata: ci siamo subito messi a lavorare per ridare fiducia e stimoli. Siamo riusciti a mettere in campo una formazione equilibrata che subiva pochi gol e davanti sfruttava le qualità di Defrel, Brienza e Djuric”.

Quando arrivasti, l’8 dicembre 2014, il Cesena arrancava con appena 8 punti in 14 giornate, ma grazie al vostro lavoro ha poi terminato a quota 24: qualche rimpianto?
“Ai giocatori non posso rimproverare nulla perché hanno dato tutto. Ce la siamo giocata fino a 4-5 gare dal termine. Resta il dispiacere perché c’è stato un momento in cui credevamo nuovamente alla salvezza, ma tra rigori non dati ed episodi sfortunati abbiamo pareggiato partite che meritavamo di vincere e perso quelle dove si poteva pareggiare”.

In effetti, molto spesso la fortuna vi ha voltato le spalle: ricordi un momento che rappresenti questa circostanza?
“Lo scontro diretto casalingo pareggiato contro l’Atalanta 2-2 è stato l’emblema con l’eurogol in rovesciata di Pinilla e quel gol fallito da Perico da due passi nel finale che probabilmente ci avrebbe consegnato meritatamente il bottino pieno. Era una sfida spartiacque: vincendo avremmo alimentato le speranze avvicinando sensibilmente i bergamaschi, ma questi episodi furono estremamente negativi. La sintesi di un’annata storta”.

Però, nonostante tutto, ci avete regalato giornate memorabili come le vittorie su Parma, Lazio ed Udinese, oltre ai pareggi contro Inter, Juventus e l’incredibile rimonta di Verona…
“Sì, specialmente contro la Juventus in casa e a San Siro contro l’Inter disputammo prove superlative, impeccabili, creando grattacapi a ben più blasonati avversari”.

Malgrado la retrocessione, in Romagna hai lasciato un buonissimo ricordo…
“Mi fa piacere che sia stato apprezzato il nostro lavoro. Abbiamo provato a fare il possibile ed inserito anche qualche giovane. Resta il rammarico di non aver raggiunto la salvezza”.


Immagine tratta dal sito tuttosport.com

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About Ivan Zannoni 224 Articles
Ivan Zannoni frequenta da sempre il mondo del calcio, dapprima come giocatore poi come allenatore e dirigente. Ha collaborato con La Voce di Romagna per la quale seguiva i campionati dilettantistici ed ultimamente lo si è anche potuto seguire su Telerimini nel ruolo di opinionista per la trasmissione Dilettanti nel Pallone. Da buon romagnolo, segue con apprensione le vicende del Cesena Calcio e scrivendone, riesce a dar sfogo alla sua passione.

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