“Babbo bolognese, mamma cesenate: il mio cuore batte solo per il Cesena!”

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TIFOSI – Il nostro tifoso di oggi è cresciuto tra Bologna e Cesena, ma ha vinto il grande amore per il Cavalluccio, ora il suo unico grande amore…

Ed eccoci arrivati ultima settimana di campionato di una stagione incredibile. Quante emozioni contrastanti partita dopo partita: rabbia, delusione, poi ancora speranza e finalmente un po’ di luce in fondo al tunnel. Poi però ancora attesa, sofferenza, passione. Insomma, siamo ancora qui ad aspettare la scritta The Endche decreti un finale positivo per il nostro Cesena. Attraverso questa rubrica, ho avuto l’immenso piacere di conoscere tanti tifosi bianconeri che, nonostante l’altalenante andamento della squadra, non hanno mai mollato, mai smesso di sostenerla e mai smesso di crederci… Oggi incontriamo Davide, che come ciascuno di noi ha la sua bella storia da raccontare:

Ciao Davide, è un vero piacere averti con noi. Cosa racconti?
“Grazie a voi dell’ospitalità! Sono molto contento di poter raccontare la mia passione più grande, naturalmente il Cesena! Beh, posso dire che la mia storia di tifoso è probabilmente uguale a tante altre, ma vi assicuro che me la sono guadagnata…”.

Cioè?
“Basta dire che mio babbo è di Bologna, non solo nato e cresciuto in quella città, ma proprio un tifoso scatenato dei rossoblù! Poi però ha conosciuto mia mamma all’università e, dopo essersi sposati, si sono trasferiti in Romagna, dove sono nato io”.

Sarà stato difficile per te scegliere quale squadra tifare…
“A casa il calcio era il pane quotidiano. Non ti dico cosa fosse convivere con un babbo bolognese che continuava a seguire la sua squadra ed una mamma cesenate che non si perdeva una partita alla Fiorita… Una battaglia continua! Ognuno a modo suo, cercava di portarmi dalla sua parte… Per i compleanni e a Natale, puntualmente ricevevo una maglia rossoblù ed una divisa bianconera oltre a gadget dell’una e dell’altra squadra… Una volta per uno mi portavano al Dall’Ara o al Manuzzi: devo confessare che ad un certo punto ho pensato di darmi al tennis… Non ne potevo più!”.

Alla fine però sei diventato un tifoso bianconero…
“Si, ha vinto il cuore di mamma… Scherzi a parte, senza nulla voler togliere alle altre tifoserie, quando entri in Curva Mare non puoi che subirne il fascino, non si rimane indifferenti alla magia del nostro tifo. Il babbo mi minacciava simpaticamente, dicendo che se osavo cantare “chi non salta è un bolognese” mi avrebbe fatto fare le valige, ma è troppo bello vedere il Dino Manuzzi oscillare quando tutti saltano ed io, ovviamente, ho sempre saltato! Poi ho anche iniziato a giocare nelle giovanili del Cesena e non me ne sono più andato”.

Quindi il calcio ha un ruolo importantissimo nella tua vita…
“Direi proprio di sì, ho sempre giocato, fino a quando, purtroppo, per un problema di salute mi sono dovuto fermare. Ma ho continuato a lavorare nel mondo dello sport”.

C’è stato un giocatore che hai preso come esempio?
“Tanti calciatori mi hanno conquistato, dal condor Massimo Agostini, a Dario Hubner. E poi Graffiedi e quindi Parolo. Ma in assoluto il mio preferito è Manolo Pestrin: un vero mastino in campo, incaxxato quanto basta, picchiava duro, ma aveva anche un gioco di qualità. Un grande!”.

E tra i mister, invece?
“Sarò scontato, ma Fabrizio Castori è e sarà sempre uno di noi! Quest’anno per un po’ non l’ho riconosciuto, non ho ritrovato il mister di Lumezzane (ero presente e quel giorno rimarrà sempre impresso in me): a volte non ho capito le sue scelte, ma non ho mai perso la fiducia in lui. Detto questo, anche Massimo Drago mi è piaciuto tanto ed ho apprezzato molto il suo lavoro, nonostante i risultati del secondo anno: è un professionista serio, mi dispiace sia finita così con il Cesena”.

Veniamo all’attualità: siamo a pochi giorni dall’ultima partita della stagione…
“Sono in ansia, come tutti i tifosi del Cavalluccio. Abbiamo due risultati su tre da centrare, ma fino a quando non sentirò il fischio finale e non saremo matematicamente salvi, non dormirò tranquillo! Venerdì sera vorrei vedere lo stadio pieno, raccolto attorno alla squadra, tutti uniti per una salvezza che, diciamocelo, meritiamo tutta!”.


Immagine tratta dal sito www.gazzetta.it