Contro l’Hellas Verona vogliamo la partita… del rettilineo!

Giuseppe Panico partita Cesena-Trapani
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OPINIONI DI UN DIVANO – Il nostro usato e consunto opinionista, il divano, non vuole un’altra partita della svolta, ma un rettilineo che porti gol e punti

Sarebbe stato bello, ma non è successo. I topolini non si sono trasformati in cavalli e la zucca non ha messo su quattro ruote. Agliardi non si è tramutato in Donnarumma e Di Roberto non si è trasformato in Ragusa, il centrocampo ha continuato ad essere un luogo selvaggio e tendenzialmente desertico… Babbo Natale, destinatario della toccante letterina di Cesena Mio (vedi Caro Babbo Natale), ha risposto un po’ ingrugnito, bofonchiando che lui i miracoli non li può fare, che ha una certa età ed ha troppe richieste a mezzo. Però i tre punticini alla fine li abbiamo portati a casa dopo un’ora di panico e pochi minuti di Panico. Era vitale, anche se non c’era Vitale e comunque non posso fare sempre le stesse battute, che fra l’altro fanno anche abbastanza cagare.

Adesso, prima dell’Hellas, svettiamo (si fa per dire) in quindicesima posizione, ma allo stesso tempo il bar che nessuno vorrebbe frequentare è lì, due passi dietro di noi. Sì, proprio lui, il Bar…atro. Spaventoso. Va bene, smetto con le cazzate. Saranno stati i tre punti, sarà stato un bicchiere di troppo, sarà stata l’abbuffata natalizia (“quest’anno faccio poco”, aveva promesso la cuoca), però anche sul divano la tensione si è allentata e si fantasticava di calciomercato. I sogni di nuovi goleador e prodigiosi portieri svaniranno certamente molto prima dell’alba, ma a fine dicembre, sognare non costa niente (almeno quello…).

Adesso l’Hellas Verona. Ricordo perfettamente, un paio di mesi fa, di avere letto su faccialibro i commenti tronfi di alcuni tifosi scaligeri: siamo illegali per voi, lottate tutti per i posti di rincalzo, siamo già in serie A. Insomma, “fatece largo che passamo noi”. Poi beccarono nove gol in due partite e abbassarono leggermente i toni. Non voglio negare che il Verona sia una squadra con un organico di alto livello, ma la serie B è strana e io ricordo bene perfino una Juventus che per buona parte del campionato la promozione in serie A se la dovette sudare, Del Piero e Buffon se lo ricorderanno anche loro. Quindi andiamo a Hellas (o a Verona, che poi è lo stesso) con spirito lieve. Tutti ci danno per spacciati? Benissimo! La condizione ideale per un bello scherzo alla “corazzata” degli “illegali”. Niente panico, ma un po’ di Panico. Quella su Vitale invece ve la risparmio…

Solo un favore vi chiedo: non facciamo nessuna partita della svolta, finora ha portato una sfiga madornale. Facciamo la partita del rettilineo: diritti in gol e portiamo a casa quel bottino che ormai ci saremmo anche meritati! Facile NO, possibile SI.


Immagine tratta dal sito www.legab.it

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Alberto Neri (Wolf) è nato parecchi anni fa a Cesena, ma all’età di 5 anni è stato “deportato” a Faenza al seguito della famiglia. Da allora il Cesena è stato il legame identitario con la sua città di origine, dove ora abita nuovamente. Da ragazzino veniva in treno da Faenza, prendeva la bici del nonno Ermenegildo (Gildìn) e si fiondava allo stadio. Così Gildìn, grande tifoso, ma ormai anziano, in cambio di 100 Lire, riceveva una cronaca vivace della partita. Da lui Wolf ha imparato che il Cesena è come una malattia cronica: se ce l’hai te la tieni finchè campi. Ma, in questo caso, non ti dispiace.