Contro l’Inter, un arbitraggio scandaloso scatena la violenza

Cesena Inter 1974
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BIANCONERO VINTAGE – L’Inter vinse con un lampo di Mazzola, ma fece parecchio discutere l’arbitraggio di Toselli che scatenò la furia dei tifosi bianconeri

15^ giornata di campionato, l’ultima partita del girone d’andata, i bianconeri si preparavano ad un altro grande avvenimento: era il 27 gennaio 1974 e, per la prima volta in serie A, il Cesena ospitava l’Inter alla Fiorita. I giornali dell’epoca titolavano: “A Cesena tutti attendono la fidanzata del Mago!”. Infatti l’Inter, anche se non era più la squadra che aveva dominato il mondo, aveva in Romagna molti estimatori: tra questi, il vecchio tifoso capace di commuoversi al ricordo delle grandi sfide di Coppa dei Campioni, ma capace di restare imparziale nel gustarsi la partita, onorando alla fine il vincitore, ma anche chi, ad un certo punto della partita getterà la maschera e si schiererà da una parte o dall’altra… Il presidente Dino Manuzzi caricava l’ambiente: “Contro l’Inter voglio la folla, il sole e la vittoria!”. Di sicuro il primo dei suoi obiettivi era il più facilmente raggiungibile, visto che i biglietti andarono a ruba ed alla Fiorita si realizzò il pienone.

Arrivava a Cesena un’Inter un po’ acciaccata, ma non per questo arrendevole, con il carattere del “mago” Helenio Herrera e la presenza di tanti campioni come Burgnich, Facchetti, Mazzola e Boninsegna a calamitare l’interesse della Romagna sportiva. Nella partita precedente l’Inter aveva perso di misura in casa contro il Cagliari e cercava il riscatto per non perdere troppo terreno dalla prime, visto che si trovava a 15 punti, 6 in meno dalla Lazio capolista. Anche il Cesena aveva perso di misura 0-1 contro la Roma e con 13 punti si trovava a metà classifica, ma a solo 6 punti dalla Sampdoria ultima… Attenzione a non incappare in passi falsi!

Le formazioni

Herrera pretendeva la massima concentrazione dai suoi per questo difficile incontro. Sapeva che il Cesena aveva nel dinamismo e nella grinta le sue armi migliori, per cui preparò tatticamente la partita per dare al suo centrocampo quantità e qualità: inserì il mediano Scala vicino a Bedin per garantire il giusto supporto a Mazzola e Massa, i quali avevano invece il compito di fornire quanti più palloni possibili in area a Boninsegna, spalleggiato da Mariani, altro attaccante di tutto riguardo. L’esperta difesa era diretta da Burgnich, ma anche dal leggendario Facchetti, il grande capitano della nazionale campione d’Europa e vice campione del mondo in Messico, un campione che, solo a guardarlo, già dava sicurezza! Questa la formazione scesa in campo alla Fiorita: Bordon, Fedele, Facchetti, Scala, Giubertoni, Burgnich, Massa, Mazzola I, Boninsegna, Bedin, Mariani. In panchina a disposizione Martina, Bini e Moro che sostituì Mariani (entrambi futuri bianconeri) al 57’.

Per quanto riguarda il Cesena, mister Bersellini, dopo aver sistemato le marcature, voleva un punto di riferimento nella difesa nerazzurra e schierò la solita formazione con una variante di peso, Braida al posto di Bertarelli: 1 Boranga, 2 Ceccarelli, 3 Ammoniaci, 4 Festa, 5 Danova, 6 Cera, 7 Orlandi, 8 Brignani, 9 Braida, 10 Savoldi II, 11 Toschi. In panchina 12 Moscatelli, 13 Zaniboni e 14 Bertarelli che sostituì Toschi al 77′.

La cronaca

La giornata era grigia con una leggera foschia ed il terreno era in perfette condizioni. Le squadre scesero in campo con le classiche divise: Inter in maglia a strisce verticali nerazzurre con pantaloncini neri e Cesena in maglia bianca con bordi e pantaloncini neri. Subito dopo il fischio di inizio si capirono le marcature ed i tatticismi preparati dagli allenatori: Facchetti su Braida, Giubertoni su Toschi, Fedele su Savoldi II da una parte; dall’altra Ammoniaci su Bonisegna, Danova anima e corpo su Mariani, mentre Ceccarelli, l’indomabile corridore di fascia, fece il difensore su Massa. A centrocampo marcature a zona con inizialmente Orlandi a prendersi cura di Scala, Brignani su Mazzola e Festa su Bedin.

Il Cesena partì fortissimo e già al 1’ Toschi calciò a rete, ma ne uscì un tiro risultò senza pretese. Tre minuti dopo Braida si meritò gli applausi dei sostenitori grazie ad un bel colpo di testa che il portiere nerazzurro Bordon bloccò in presa alta. Al 8’ altra palla gol per Braida che sprecò clamorosamente a porta vuota un cross di Ceccarelli. Boranga operò il suo primo intervento al 10’ respingendo un tiro, Mazzola arrivò per primo sulla respinta e da buona posizione cercò la rete, ma per fortuna Ammoniaci in spaccata salvò a porta vuota. Appena un minuto dopo, lo stadio scoppiò d’entusiasmo, subito smorzato: il Cesena andò in rete con Festa che aveva indovinato il corridoio giusto per piazzare la palla alle spalle di Bordon, ma l’arbitro Toselli annullò per un presunto fallo, una spinta di Braida al centro dell’area su Burgnich. L’Inter pareva alle corde e il Cesena macinava a piacimento il gioco, però non riusciva a piazzare il colpo giusto… Al 15’ Braida, sempre lui, molto attivo, sparò alle stelle. Al 21’ sempre Braida in mezza rovesciata, mandò di poco alto sopra la traversa di Bordon su cross dell’instancabile Ceccarelli. Al 25’ ancora Braida, vero punto di riferimento in avanti come aveva voluto Bersellini, provò a sfruttare una punizione di Savoldi II, ma la sua cannonata fece gridare solo per un attimo al gol visto che la traettoria si perse a lato. Al 35’ Festa si allargò troppo e non riuscì a sfruttare un’altra buona occasione. Al 44’ Brignani lasciò partire un forte tiro, ma Bordon ancora una volta disse di no, accartocciandosi sul pallone. Finì il primo tempo con il Cesena che uscì tra gli applausi ed i canti di gioia dei sostenitori bianconeri.

Al 11’ della ripresa l’arbitro Toselli negò un sacrosanto rigore al Cesena: Brignani infilò un passaggio in profondità per Braida che in piena corsa dentro l’area fu toccato da Facchetti, ma l’arbitro fece cenno di proseguire. L’Inter si rivide appena un minuto dopo con Boninsegna: da punizione ricevette il tocco laterale di Mazzola, ma la sua cannonata finì contro la barriera bianconera. A quel punto Herrera sostituì Mariani con Moro e la mossa si rivelò azzeccata poiché da quel momento in poi il centrocampo nerazzurro soffrì meno, certamente anche per il calo di rendimento dei romagnoli. Subito dopo si segnalò un altro salvataggio in extremis di Ammoniaci su Boninsegna lanciato a rete. Un minuto dopo Cera lanciò Braida in profondità che sulla corsa si trovò in vantaggio su Facchetti, ma l’arbitro Toselli fischiò un fuorigioco inesistente. Lo stadio divenne una bolgia con le proteste che continuarono a lungo dentro il campo e sugli spalti. Al 17’ Toschi ubriacò di dribbling Giubertoni, ma il suo tiro non impensierì il portiere avversario. Subito dopo Orlandi, dopo aver superato Scala, ci provò anche lui, ma anziché tirare a rete passò la palla a Braida che sfoderò un tiro potente, ma lontanissimo dalla porta. Al 24’, purtroppo, il gol di Mazzola: Fedele servì Moro che con un tocco da campione fece un assist a Mazzola in area di rigore, tocco velenoso del “baffo” in diagonale, nell’angolo dove Boranga non poteva arrivare. Cesena zero, Inter uno. Il lampo dell’Inter fece calare la notte sullo stadio e tagliò letteralmente le gambe ai bianconeri che nuovamente videro riaffiorare i fantasmi di sette giorni prima con la Roma. Un’Inter blindata in difesa fino alla fine non concesse nulla o quasi, solo due sterili tentativi di Braida ed Orlandi finiti fra le mani dell’ottimo Bordon.

Blindato fu anche l’arbitro Toselli, costretto dentro lo stadio per ben due ore dopo la partita: i tifosi bianconeri erano fuori ad aspettarlo inferociti, a causa del suo arbitraggio a senso unico che aveva negato ai romagnoli la rete, oltre a non aver concesso un rigore evidentissimo. Purtroppo ci fu anche la rabbia di qualche teppista che creò tafferugli e procurò danni fuori dallo stadio per i quali si temette anche la squalifica del campo. Amarezza e rabbia univano i sostenitori del Cesena, che vedeva sfumare l’imbattibilità casalinga che durava da quasi tre anni, dal 24 marzo 1971 quando alla Fiorita, nel campionato di serie B, passò il Como allenato proprio da Bersellini.

Le dichiarazioni

L’avvocato Prisco dalla sponda nerazzurra: “Non ci aspettavamo un Cesena tanto scatenato e continuo. Tanto di cappello al Cesena, comunque l’Inter con esperienza ha felicemente risolto questo difficile incontro. Nel calcio contano i gol e noi ne abbiamo fatto uno in più”. Il Presidente Manuzzi non le mandò certo a dire: “Vogliono farci retrocedere! Però si deve sapere che la squadra gioca bene e se non ci intralciano, noi ci salveremo lo stesso”. Mister Bersellini: “Un risultato bugiardo. Un esito che grida vendetta. Il Cesena è caduto in piedi e resta più che mai vivo e vitale”.

Il commento

Il Cesena ha perso, viva il Cesena! Ai romagnoli non piace piangersi addosso, però nel gioco del calcio esistono anche i furbi. Questo grande momento di sport dovrà essere dimenticato per i fatti antisportivi successi dentro il campo e poi anche per l’assedio all’arbitro nel dopo partita che farà condannare Cesena da parte dell’opinione pubblica come se fosse una città violenta. Al triplice fischio finale, avvenuto addirittura un minuto prima della fine del tempo, peraltro con il Cesena in pieno arrembaggio, un folto gruppo di tifosi ha fatto muro davanti ai cancelli dello stadio al grido: “Toselli la pagherai. Siamo stanchi di essere derubati. Sei dentro e ci resterai”. Gli atti di teppismo e la violenza attorno allo stadio sono atti sconsiderati che vanno condannati e che coloro che mettono passione i questo sport non accettano. Ma bisogna anche chiedersi, perché la gente di Romagna in un sol colpo ha trovato rifugio nella violenza?

Lo storico arrivo della blasonata Inter in Romagna coincise con la più grande delusione che gli appassionati potessero attendersi, ma il bilancio della prima metà del campionato restava assai positivo. Passata la rabbia e la delusione a Cesena si fecero subito due conti: due sconfitte consecutive inevitabilmente invitavano a guardarsi dietro le spalle, ma fortuna volle che anche Sampdoria e Genoa uscirono sconfitte dai rispettivi incontri, mentre Verona e Lanerossi Vicenza guadagnarono solo un punto. La classifica non aveva quindi subito grandi modifiche e la si poteva leggere con relativa tranquillità.

Tranquillità che però non aveva mister Bersellini che doveva preparare la squadra per il prossimo incontro in trasferta, contro il Torino che stava andando a mille. Ma si sa, il Toro va preso per le corna…


Il campionato di serie A 1973/74 rivissuto e raccontato da chi in quegli anni indossava la maglia bianconera delle squadre giovanili, Andrea Santi che ogni settimana arricchisce la nostra sezione Bianconero Vintage con episodi entrati a far parte della leggenda del club.

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Andrea Santi nasce a Forlì nel 1958, si laurea in Architettura a Firenze nel 1984 e dal 1985 svolge l’attività di architetto libero professionista nel comprensorio forlivese. Rimasto legato al suo passato di calciatore nelle giovanili del Cesena dal 1973 al 1976, ha sempre coltivato un grande interesse per il gioco del calcio. L’amore per la scrittura gli ha aperto nuovi orizzonti e fornito motivazioni per raccontare e condividere le sue passioni. “Romagna Bianconera, il Cesena di Dino”, uscito nel 2015, è stato il suo primo romanzo che ha dato il via ad un progetto editoriale destinato a descrivere agli appassionati le annate calcistiche del Cesena Calcio dagli anni ’70 in poi. Nel frattempo ha deciso di raccontare le sue storie sul blog tematico Cesena Mio …