Il conte Alberto Rognoni, fondatore del Cesena Calcio

Cesena conte Rognoni
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FLASHBACK – Parlando del Cesena non si può non nominare il fondatore del Cavalluccio, il conte Alberto Rognoni, personaggio carismatico ed irripetibile

Non si può parlare del Cesena senza ricordare la gigantesca e affascinante figura del Conte Alberto Rognoni, che non ne fu solo il cofondatore nel 1940 insieme a Renato Piraccini e ad Arnaldo Pantani, ma ne fu poi Presidente per ben 24 anni fino al 1964, anno in cui dopo esserne diventato Presidente Onorario proseguì la sua brillante carriera come giornalista. In seguito diventò direttore del mitico Guerin Sportivo e ancora oggi è ricordato come uno dei più illuminanti ed ironici esponenti del giornalismo sportivo italiano. A volte ci chiediamo come una piccola società come il Cesena possa godere di un così grande credito nel mondo del calcio italiano.

Ciò è sicuramente dovuto a diversi importanti fattori: dalla passione e dal calore di una tifoseria unica, alla competenza di una dirigenza che, a parte la triste ed amara parentesi Campedelli, ha sempre dimostrato serietà e capacità, ma non si può negare che gran parte di questo credito sia l’ eredità lasciata da un personaggio carismatico ed irripetibile come il Conte Rognoni. Famose ed indimenticabili sono le sue battute, le sue definizioni al fulmicotone, i suoi paradossi che denotavano in lui un’intelligenza ed un’ironia sopra le righe. La sua fantasia e il suo immenso amore per il Cesena e per la nostra terra arrivarono fino al punto di fargli elaborare bizzarre ed affascinanti teorie sul fatto che il calcio fosse stato inventato in Romagna addirittura 2000 anni fa dai Legionari Romani di Giulio Cesare accampatisi qui prima di passare il Rubicone.

Per capire chi era il Conte Rognoni e la considerazione di cui godeva presso i grandissimi che hanno fatto la storia di questo paese, chiudo con il ritratto che fece di lui il grande Enzo Ferrari in un suo libro: “Conte Alberto, principe di Romagna, Signore del paradosso, imperatore del sogghigno. Essere graffiati dal suo bruciante sberleffo è passaporto per la notorietà. Prototipo di quella razza eletta, lui, ferrarese di nascita, per la quale o sei romagnolo o non sei nessuno. Tollerati i sudditi emiliani , il resto è barbarie. Con me è sempre stato tenero perché vanto appendici romagnole con mia madre, che era di famiglia forlivese. Sapone all’olio d’oliva. Insomma, la fantascienza sportiva e politica di Rognoni, all’insegna del paradosso, mi diverte molto. L’ intelligenza merita riconoscimento“.
E tutto iniziò da qui…forza bianconeri!

Se ti sei perso la prima parte del racconto, puoi leggere Il Cesena ricomincia da Villa Silvia – Parte #1


Immagine tratta dal sito amazon.it

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