“Mi manca commuovermi per il Cesena che in campo mette l’anima”

Cesena-Pro Vercelli
Invia l'articolo agli amici

TIFOSI – Nel mondo bianconero c’è chi ha la fortuna di unire l’amore per il Cesena al quotidiano del proprio lavoro. Conosciamo Elisabetta, figlia d’arte di un noto giornalista sportivo bianconero

Devo ammettere che dopo la trasferta di Venezia l’aria che si respira su Cesena è grigia e densa come la nebbia di questi giorni.
Un’altra partita che ha lasciato davvero nei tifosi l’amaro in bocca per quello che si è visto in campo e trovare entusiasmo in questi giorni non è così scontato. Proviamo allora a distrarci e a tirarci un po’ su di morale ascoltando la storia di un’affezionatissima tifosa, Elisabetta Zandoli di Cesena, “figlia d’arte” e cognome ben conosciuto nell’ ambiente giornalistico cesenate.

Ciao Elisabetta, è davvero un piacere averti come protagonista della nostra rubrica oggi, raccontaci un po’ di te…
Ho la fortuna di fare un lavoro che mi appassiona tantissimo: sono giornalista professionista e lavoro nella redazione di Teleromagna e TR24. È un’occupazione che mi stimola continuamente, amo davvero quello che faccio! Ma siccome non si vive di solo lavoro ho diversi hobbies che mi appassionano...”.

Ad esempio? Parlacene un po’…
Per esempio adoro viaggiare. Ho girato in lungo e in largo, visitato tante città e paesi, ma il viaggio più bello in assoluto l’ho vissuto lo scorso anno a Bali e Singapore…indimenticabile! E poi arriva il Cesena…“.

Mi racconti come hai iniziato a seguire il Cavalluccio?! Cosa ti lega Cesena?!
Tifo bianconero fin da bambina, ero piccolissima quando mio padre mi portò allo stadio la prima volta ed è stato subito amore! La passione per la squadra della mia città è nata fin da subito. Penso sia difficile non affezionarsi a questi colori quando cresci in un ambiente che mastica calcio, in una cittadina che conta un abbonato circa ogni dieci abitanti“.

Quindi deduco che anche crescendo hai continuato a seguire le sorti altalenanti del Cavalluccio?
Assolutamente sì, come dicevo prima in casa si parlava tanto di Cesena e anno dopo anno cresceva a pari passo anche la mia grande passione per il giornalismo, e al Liceo ho cominciato a scrivere articoli per Il Resto del Carlino, seguendo le orme di mio padre Daniele Zandoli, un grande esempio per me. Ora a Teleromagna, oltre che di cronaca e di attualità, continuo a parlare del proprio del Cesena. Cosa posso chiedere di più? Lavoro e passione insieme…un binomio perfetto!”.

Quindi continui ad andare allo stadio?
Cerco di non perdere neanche una partita al Manuzzi, mi piace troppo assistere in prima persona alla gara. Mi piace l’ambiente fatto ormai di volti familiari, parlare, discutere, soffrire fino all’ultimo minuto con gli amici di tribuna“.

Riesci a seguire la squadra anche in trasferta?
Ho iniziato ad andare fuori casa a vedere il Cesena già durante gli anni dell’università a Bologna: tra un esame e l’altro ne approfittavo per riprendere fiato e nonostante i chilometri da percorrere ho sempre trovato molto divertente seguire le partite fuori casa“.

C’è qualche giocatore del passato di cui hai ancora un ricordo positivo?
Per fortuna ce ne sono tanti del passato di cui sono stata orgogliosa, che ho stimato molto e che poi ho ritrovato in grandi squadre. Il Cesena fino a poco tempo fa lanciava talenti apprezzati e cercati da tutti, mi piacerebbe rivedere in campo giovani con quella grinta, con quella voglia di spaccare tutto, adesso come non mai ne avremmo bisogno. Uno su tutti che ricordo con piacere è però Marco Parolo. Un po’ per la sua allegria anche davanti ai taccuini dei giornalisti, un vero gentleman, sempre disponibile ed educato, e un po’ perché è legato ad una fantastica promozione in Serie A che non possiamo dimenticare. Il suo gol a Piacenza, che regalò a Cesena la massima serie, è indimenticabile“.

Quale formazione del passato ti ha fatto letteralmente sognare?
Sicuramente quella del ritorno in Serie A dopo 19 anni, nel 2009/10. Il Cesena veniva dal salto dalla C, una promozione in massima serie era impensabile, risultò tanto bella quanto inaspettata. Centrata da un dream team, da un monumento come Antonioli alla ‘scheggia’ Giaccherini. La trasferta di Piacenza del 30 maggio 2010 è tra le emozioni più grandi vissute da tifosa, oltre che da giornalista: ricordo quei quattro lunghissimi minuti di suspense a fine partita, con i giocatori abbracciati in campo in attesa delle notizie via radio dall’Euganeo, e noi sugli spalti insieme a seimila tifosi a sperare. Poi la festa e i caroselli per la città… spettacolo! Quanto mi mancano quei momenti, emozionarsi e commuoversi per la tua squadra che mette l’anima e il cuore in vere e proprie “missioni impossibili”! Speriamo di rivivere presto giornate come quella… ce ne sarebbe bisogno, la Romagna ne ha bisogno“.


Immagine tratta dal sito cesenacalcio.it

About Simona Buda

“Avevo 5 anni e fu amore a prima vista. Per i miei genitori la domenica era fatta di partite e di calcio, niente zoo, niente gite fuori porta: si andava solo allo stadio. Il nostro vecchio stadio, con i suoi gradini di legno così alti per una bambina come me, senza copertura dove si bruciava col sole e ci si bagnava con la pioggia. Le canzoni, il tifo, le urla, gli improperi gridati all’ avversario, gli striscioni… Tutto così emozionante, tutto così divertente! E così ho imparato anno dopo anno a vivere il mio Cesena, a leggere La Gazzetta o Il Corriere Stadio prima di Topolino o del Corriere dei Piccoli: imparavo a memoria le formazioni e mi piaceva discutere a scuola i post partita. Ne ho sempre saputo di più dei miei amici maschi… Ho nel cuore tutti i giocatori che hanno regalato un po’ di se stessi per la mia squadra”. Mamma e moglie, Simona festeggia i suoi 35 anni d’amore per il Cesena con una nuova sfida: raccontare e provare a trasmettere ai lettori di Cesena Mio tutta la sua passione per il Cavalluccio!

View all posts by Simona Buda →

2 Comments on ““Mi manca commuovermi per il Cesena che in campo mette l’anima””

  1. tutto il suo tempo ma vi ricordate il CESENA di ALBERTINO BIGON quando ci siamo salvati col VERONA gol di AGOSTINI in conferenza stampa BIGON si mise a piangere altri tempi

Comments are closed.