Per il Cesena, 323 trasferte e non sentirle !

Maurizio 323 trasferte
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TIFOSI – Dedichiamo quest’oggi la nostra rubrica ad un Tifoso con la T maiuscola, un uomo che potrebbe scrivere un libro sulle trasferte, tante ne ha fatte

Le 300 trasferte al seguito del Cesena superate all’inizio dello scorso campionato (impresa per la quale ha anche ottenuto un riconoscimento), dato ora aggiornato a 323 dopo quella breve, per lui brevissima, di Carpi pochi giorni fa. Parliamo di Maurizio, tifosissimo bianconero classe 1960, nato e cresciuto a Cesena, dove tuttora vive con la famiglia.

“In 45 anni di stadio non ho mai fischiato un giocatore, nemmeno quando se lo sarebbe meritato”

Ciao Maurizio, sono molto felice che tu oggi sia il protagonista della nostra rubrica, perché da raccontare ne avresti davvero tante sul Cavalluccio… Com’è nata questa passione per il calcio?
“Beh e’ venuto tutto molto naturale. Nella mia famiglia si respirava aria da stadio fin da quando io e mia sorella Marina eravamo molto piccoli. Entrambi i miei genitori erano appassionatissimi del Cesena”.

A che anno risale la tua “prima volta” alla Fiorita?
“Mi portò mio padre nella stagione 1972/73, quella della mitica promozione in serie A! In tutti questi anni ne ho viste di retrocessioni e di promozioni, ma quella che ricordo più di tutte è sicuramente quella di Lumezzane e di Super Castori. Rimane per me la più emozionante!”.

Attualmente qual è il tuo posto allo stadio?
“Ovviamente la Curva Mare. E’ la mia casa, fatta di amici, di condivisione, di gioie e di sofferenze”.

Che tifoso sei?
“Una volta entrato in clima partita, mi sale l’adrenalina e a quel punto canto, partecipo attivamente alle iniziative del tifo, mi arrabbio. Ma in 45 anni non ho mai fischiato un giocatore, nemmeno quando se lo sarebbe meritato… Non sono il tipo di tifoso che dà addosso alla squadra nel momento di difficoltà e, anche se a volte vengo preso dallo sconforto, cerco di non perdere la speranza. Io sostengo i ragazzi nel bene e nel male”.

“Il tifo è come un matrimonio… Nella buona e nella cattiva sorte…”

Sei una specie di recordman delle trasferte, vero?
“Già… Amo andare in trasferta! Con quella di Carpi sono arrivato alla numero 323. Mi piace esserci sempre e,
compatibilmente con gli impegni di lavoro o familiari, se posso vado! Partire con gli amici, mangiare insieme e portare il nostro sostegno alla squadra: sono giornate di festa sempre e comunque”.

Non dev’essere facile trovare l’entusiasmo per affrontare con continuità le trasferte, soprattutto quando si torna a casa con l’amaro in bocca, come accaduto in queste prime giornate di campionato…
“Devo essere sincero e parlo per me, ma non mi ha mai sfiorato l’idea di non andare, di non partire… In fondo è come un matrimonio, nella buona e nella cattiva sorte”.

Com’è andata a Carpi?
“La trasferta è iniziata di prima mattina, per poi proseguire con il pranzo insieme ai ragazzi del coordinamento. Quest’anno purtroppo però non pioveva… Le altre due trasferte al Cabassi, sotto acquazzoni torrenziali, le avevamo sempre vinte. Questa volta col sole è andata male! Purtroppo i soliti errori in difesa e poca cattiveria in avanti. Nel secondo tempo abbiamo giocato ad una sola metà campo, ma non tiriamo mai in porta. Né da dentro l’area e soprattutto mai da fuori. È dura, sono decisive le prossime immediate partite, ma sono convinto che alla fine riusciremo a raggiungere la salvezza. Sono troppo ottimista? Io ci credo e non mollo…”.


Immagine tratta dal profilo www.facebook.com/maurizio.mazzoli

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