Cesena sprecone in casa della Lazio capolista

Chinaglia e Ammoniaci in Lazio Cesena 1974
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BIANCONERO VINTAGE – Qualche rammarico per il Cesena che esce battuto 2-0 dall’Olimpico contro una bella Lazio, non a caso capolista del campionato

Era il 10 marzo 1974, il campionato di serie A era giunto alla 20^ giornata ed il Cesena faceva visita alla capolista Lazio. L’incontro si disputava allo Stadio Olimpico di Roma ed i bianconeri, come un po’ tutte le matricole, volevano a tutti i costi sfatare tradizione che li vedeva perdenti quando giocavano in un grande stadio. I giornali dell’epoca riportavano l’affermazione del Presidente Dino Manuzzi: “Non è la prima volta che la Lazio suda freddo di fronte a noi”. L’ambiente bianconero era carico e, forse per mitigare la paura di affrontare una “grande” che quell’anno dettava legge candidandosi alla vittoria di uno storico scudetto, esternava un pizzico di spavalderia. C’era però un fondo di verità nelle parole del Presidente perché fra campionato e Coppa Italia, la Lazio contro il Cesena aveva subito una sconfitta ed ottenuto due pareggi sofferti. Nel girone d’andata, infatti, i romagnoli avevano tenuto testa ai biancocelesti ed in quella circostanza fu la difesa a prendersi tutti i meriti, in particolare un super Paolo Ammoniaci in versione domatore sul bomber Giorgio ‘Long John’ Chinaglia (vedi Quella volta che il Cesena fermò ‘Long John’ Chinaglia). Però questa volta sarebbe stata più dura, una prova tutta in salita vista la forza del collaudato collettivo di una Lazio che esprimeva un gioco spumeggiante, finalizzato brillantemente dal suo goleador.

Nella partita precedente la Lazio aveva ottenuto un buon pareggio contro la fortissima Fiorentina, 1-1 con un rigore realizzato da Chinaglia: questo risultato le permetteva di consolidare il comando della classifica con 28 punti, tre lunghezze di vantaggio sul Napoli di Luis Vinicio. Il Cesena invece, dopo la brillante vittoria 2-0 contro il Foggia, aveva 17 punti ed era pienamente consapevole di quanto fosse difficile rimanere in zona salvezza.

Le formazioni

L’allenatore biancoceleste Tommaso Maestrelli doveva correre ai ripari per ovviare all’assenza del motore propulsivo Re Cecconi e dei due terzini titolari di grande movimento Martini infortunato e Petrelli squalificato. Il mister conosceva e temeva il gioco del Cesena e per non mettere in difficoltà la sua difesa puntò tutto sul reparto offensivo con Garlaschelli, Chinaglia e D’Amico, assistiti dai magici piccoletti del centrocampo Nanni, Frustalupi e Manservisi. Questa formazione della Lazio: Pulici, Polentes, Inselvini, Wilson (cap), Oddi, Nanni, Garlaschelli, D’Amico, Chinaglia, Frustalupi, Manservisi. In panchina il portiere Moriggi, Borgo che sostituì D’Amico al 75′ e Facco.

Eugenio Bersellini era anche lui nei pasticci senza il cardine del gioco di fascia del grande Ceccarelli e la concomitante assenza anche del difensore tuttofare Frosio. L’allenatore bianconero pensò allora di inserire Zaniboni al centro della difesa, spostando Danova a terzino: nessuna alchimia, nessuna illusione, salvo questa variante, la stessa formazione vincente contro il Foggia, con Orlandi scalpitante in panchina. E poi una piacevole novità, il ritorno in panchina del portierone Mantovani recuperato dall’infortunio. Questa la formazione dei romagnoli per contrastare la corazzata biancoceleste: 1 Boranga, 2 Danova, 3 Ammoniaci, 4 Festa, 5 Zaniboni, 6 Cera (cap.), 7 Catanìa, 8 Brignani, 9 Bertarelli, 10 Savoldi II, 11 Toschi. In panchina 12 Mantovani, 13 Orlandi che sostituì Festa al 62′ e 14 Braida.

La cronaca

La giornata era buona, niente vento e terreno in ottime condizioni. Le squadre scesero in campo con le divise ufficiali: la Lazio in maglia celeste con bordi bianchi e pantaloncini bianchi, il Cesena in maglia bianca con bordi neri e pantaloncini neri.

Il primo gol, realizzato da Chinaglia

Fin dalle prime battute si vide una Lazio in gran forma ed un Cesena organizzato e ben sistemato in campo. La Lazio, anche se priva dei suoi migliori uomini  di movimento Re Cecconi, Martini e Petrelli, era ugualmente incisiva in prima linea, soprattutto per merito di un Chinaglia davvero in grande giornata, ma anche dei centrocampisti Nanni, D’Amico e Frustalupi, vero direttore d’orchestra in grado di caricars la squadra sulle spalle. Tuttavia, per 34 minuti il Cesena non ebbe problemi nel resistere all’assedio della Lazio che dimostrava fermamente di volere la vittoria: i romagnoli si opposero validamente alla capolista, sebbene in alcune occasioni dovettero ricorrere alle maniere forti per fermare le incursioni di Chinaglia e D’Amico. Alla mezz’ora il Cesena ebbe anche una grande occasione per portarsi in vantaggio: bella manovra con spunto finale di Bertarelli che si involò sulla fascia sinistra mettendo in mezzo un cross che la difesa laziale in affanno respinse sui piedi di Toschi. Il suo tiro al volo costrinse alla deviazione il portiere avversario Pulici con palla che si andò a stampare sulla traversa. Peccato veramente… Dopo questo campanello d’allarme, la Lazio si lanciò con ancora più decisione verso la porta del Cesena. Prima un gran tiro dal limite di Nanni venne parato in due tempi da Boranga, ma poi il portiere bianconero capitolò sessanta secondi, battuto da Chinaglia: il centravanti della Nazionale fu servito con un preciso cross in area di Frustalupi e realizzò la rete riuscendo a sfruttare l’indecisione di Ammoniaci e Boranga. In quella situazione il portiere bianconero non uscì deciso, traendo in inganno il compagno che fermandosi lasciò a Chinaglia a tu per tu con la porta. Lazio in vantaggio 1-0.

Il secondo gol, realizzato da Nanni

Il successo venne poi messo al sicuro appena sei minuti dopo dal centrocampista Nanni: da Frustalupi a Manservisi, tocco dentro l’area per Nanni che con un’abile finta si liberò di Festa, palla dal sinistro al destro e potente rasoterra che supera inesorabilmente l’incolpevole Boranga. Primo gol in campionato per Nanni e Cesena che ne pagava le spese… Lazio-Cesena 2-0. Il primo tempo si chiuse con il brillante spunto di Catanìa che dopo essersi liberato di due avversari, Oddi e capitan Wilson, lasciò partire un bellissimo tiro di sinistro da fuori area che fece gridare al gol, ma purtroppo la palla sorvolò di poco la traversa e l’occasione sfumò.

Nella ripresa la partita non fu altrettanto brillante con poche emozioni. Da evidenziare solo uno spunto di Garlaschelli, servito magistralmente da Frustalupi, che di testa sfiorò il montante alla destra di Boranga ed un’azione personale di Savoldi II che sprecò l’occasione per dimezzare lo svantaggio. Il piccolo fantasista si bevve tre avversari alla sua maniera e superò in velocità il portiere Pulici in uscita, però la palla si spostò troppo sulla sinistra e quando la mezzala bianconera indirizzò la palla verso la porta sguarnita, cercò troppo la precisione e così la scarsa potenza del tiro permise il recupero di capitan Wilson sulla linea di porta. Solo allo scadere Garlaschelli cercò di arrotondare il punteggio quando fu lesto a raccogliere la corta respinta di Danova su una punizione battuta Frustalupi: il suo siluro dal basso verso l’alto impegnò severamente Boranga che riuscì a deviare la palla oltre la traversa. Una parata da applausi.

Le dichiarazioni

Eugenio Bersellini: “Il risultato è troppo largo per i vincitori, che si sono visti servire la prima rete da una nostra incertezza. Il Cesena ha giocato sempre con la stessa volontà ed impegno, tentando fino alla fine di ridurre lo svantaggio”. Il portiere Boranga: “Malinteso sul primo gol, ma bravissimi loro sul secondo. Gran bella squadra la Lazio”. È la volta di “roccia” Ammoniaci: “Sul primo gol credevo che Boranga uscisse ed ho perso per un attimo Chinaglia cha ne ha approfittato da campione”.

Il commento

Il Cesena si è forse fatto impaurire dell’inizio folgorante della Lazio, paura passata solo dopo l’intervallo. La ripresa è stata infatti giocata con maggior convinzione e fiducia nei propri mezzi, pur senza toccare i livelli abituali: merito della Lazio che ha dimostrato di essere una grande squadra impedendo che gli avversari raggiungessero un qualche pratico traguardo. Questo Cesena sa giocare a calcio, ma in questa occasione ha regalato solo qualche sprazzo. Tra i singoli, Cera, Catania, Bertarelli sono sembrati a posto, appena sotto Boranga, Festa, Ammoniaci, Savoldi II, e Toschi. E’ però vero che la forza del Cesena, il collettivo, senza la sua anima Ceccarelli è rimasto negli spogliatoi… La trasferta si conclude quindi con una sconfitta tutt’altro che disonorevole, visto che la partita è stata affrontata con volontà e coraggio e la sconfitta propiziata da una erta dose di sfortuna.

Ma non c’è tempo per recriminare, perchè per la partita successiva il Bologna arriverà per la prima volta in Romagna! Il primo derby regionale potrà essere la grande occasione di riscatto e si dovrà urlare senza esitazione “Forza Cesena!!!”.


Il campionato di serie A 1973/74 rivissuto e raccontato da chi in quegli anni indossava la maglia bianconera delle squadre giovanili, Andrea Santi che ogni settimana arricchisce la nostra sezione Bianconero Vintage con episodi entrati a far parte della leggenda del club.

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Andrea Santi nasce a Forlì nel 1958, si laurea in Architettura a Firenze nel 1984 e dal 1985 svolge l’attività di architetto libero professionista nel comprensorio forlivese. Rimasto legato al suo passato di calciatore nelle giovanili del Cesena dal 1973 al 1976, ha sempre coltivato un grande interesse per il gioco del calcio. L’amore per la scrittura gli ha aperto nuovi orizzonti e fornito motivazioni per raccontare e condividere le sue passioni. “Romagna Bianconera, il Cesena di Dino”, uscito nel 2015, è stato il suo primo romanzo che ha dato il via ad un progetto editoriale destinato a descrivere agli appassionati le annate calcistiche del Cesena Calcio dagli anni '70 in poi. Nel frattempo ha deciso di raccontare le sue storie sul blog tematico Cesena Mio ...