“Il Cesena di oggi? 50 sfumature di grigio”

Cesena-Pro Vercelli
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TIFOSI – Continua la rubrica dedicata ai tifosi del Cesena: oggi tocca a Riccardo, sfegatato tifoso bianconero che ha vissuto la prima partita al Manuzzi dal…settore ospiti

L’intervista di oggi della nostra rubrica cade nel giorno di San Valentino: cosa c’è di più bello?! Si tratta sempre di amore, no? La passione per una squadra, l’attaccamento e la fedeltà ai colori della propria squadra, nella buona e nella cattiva sorte: se non è amore questo! Allora andiamo a conoscere insieme il protagonista di oggi…si chiama Riccardo Valente e ascoltiamo cosa ha da raccontarci…

Ciao Riccardo, benvenuto a Cesena Mio: parlaci un po’ di te…
Grazie a voi per quest’opportunità che mi avete dato. È sempre un piacere parlare della mia passione più grande. Vivo a Forlì, lavoro come merchandiser per una grande multinazionale e ho passato più di 30 anni in giro per campi da calcio, come giocatore, allenatore e infine come tifoso...”.

Quindi, essendo tu molto giovane, sei cresciuto a pane e calcio… questo avrà contribuito sicuramente ad avvicinarti al Cavalluccio!
È proprio così! La mia passione per il Cesena iniziò nel lontano 1996 in curva ferrovia in un Cesena-Reggina. Vi chiederete: perché curva ferrovia? La risposta è semplice: ci accompagnò il babbo di un mio amico perché amava stare tranquillo nel guardare la partita, non voleva attorno a sè troppa confusione e visto che in curva ospiti di tifosi venuti da fuori ce ne erano veramente pochi, per lui fu l’ideale! Io invece passai più tempo ad osservare la Curva Mare davanti a me con la sua bellissima coreografia, i cori continui piuttosto che i giocatori in campo. Fui letteralmente folgorato, altro che tranquillità! Nel cuore della nostra curva abita tutta la passione bianconera. Da quel momento iniziò la “mia voglia matta” di tifare Cesena“.

Se ti chiedessi un ricordo indimenticabile cosa risponderesti?
Un solo ricordo bello è difficile da trovare, ce ne sono davvero tanti, faccio fatica a dirtene solo uno. Forse il fischio finale di Piacenza con la promozione in serie A: è stato qualcosa di intenso, indimenticabile! Ricordo la tensione prima della partita, poi lo stato di ansia durante tutti i 90 minuti e dopo il fischio finale “bolgia” fino alla mattina. Quanto vorrei poter rivivere quei momenti! A volte mi chiedo se ricapiterà mai più, se riusciremo ancora ad ubriacarci di soddisfazione e gioia per aver conquistato di nuovo la serie A. Sognare non costa nulla!“.

C’è invece un momento che vorresti cancellare dalla tua memoria?
In questo caso invece ti dico sicuramente la retrocessione pesante ad Empoli perdendo per 0-2 nel 1997 con uno squadrone in campo…“.

Ti piace andare in trasferta o sei più un tifoso “casalingo”? 
Di trasferte ne ho fatte tante, su e giù per l’Italia. Una però che ricordo con particolare affetto è una vittoria per 0-1 a Venezia con gol di Emiliano Salvetti all’88′. Rimanemmo all’interno dello stadio per circa un’ora dopo il fischio finale e uscimmo a bordo di vaporetti con cori di sfottò rivolti alla tifoseria avversaria che si trovava sulla terra ferma. Che spettacolo!“.

Qual è il nome di un calciatore bianconero che hai urlato e incitato di più?
Forse è scontato, come me tanti altri, ma sicuramente ho amato tanto Dario Hübner: è stato un giocatore fondamentale per il Cesena negli anni dal 1995 al 2000. Era un giocatore tosto, di carattere, apparentemente pesante in campo ma imponente al punto giusto per farci sognare alla grande“.

E un mister in panchina che rimpiangi ancora oggi?
“Io ho apprezzato tanto Giampaolo, come tecnico e come persona ma purtroppo si è trovato a parer mio nel posto sbagliato al momento sbagliato. Di mister Castori posso solo dire che rispecchia bene la piazza di Cesena. In questo momento non facile per noi certe sue scelte tattiche possono risultare incomprensibili ma a parer mio, vista la rosa di calciatori che ci troviamo, sta facendo miracoli!“.

E tu Riccardo che tifoso sei?
“Io sono un tifoso abbastanza tranquillo che vive la partita intensamente, concentrato sul pezzo, naturalmente sempre in Curva Mare insieme ai miei amici e mio figlio che ovviamente è già malato di calcio. Questo Cesena ci fa soffrire con pochissima qualità ma siamo vivi e con gran carattere portiamo a casa punti fondamentali per la lotta per la salvezza. Ad oggi direi che il Cesena assomiglia un po’ a “50 sfumature di grigio”: speriamo di riprendere presto un po’ di colore!“.


Immagine tratta dal sito cesenacalcio.it

About Simona Buda

“Avevo 5 anni e fu amore a prima vista. Per i miei genitori la domenica era fatta di partite e di calcio, niente zoo, niente gite fuori porta: si andava solo allo stadio. Il nostro vecchio stadio, con i suoi gradini di legno così alti per una bambina come me, senza copertura dove si bruciava col sole e ci si bagnava con la pioggia. Le canzoni, il tifo, le urla, gli improperi gridati all’ avversario, gli striscioni… Tutto così emozionante, tutto così divertente! E così ho imparato anno dopo anno a vivere il mio Cesena, a leggere La Gazzetta o Il Corriere Stadio prima di Topolino o del Corriere dei Piccoli: imparavo a memoria le formazioni e mi piaceva discutere a scuola i post partita. Ne ho sempre saputo di più dei miei amici maschi… Ho nel cuore tutti i giocatori che hanno regalato un po’ di se stessi per la mia squadra”. Mamma e moglie, Simona festeggia i suoi 35 anni d’amore per il Cesena con una nuova sfida: raccontare e provare a trasmettere ai lettori di Cesena Mio tutta la sua passione per il Cavalluccio!

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