“Il Cesena seppellisce il Livorno dei record”

Cesena Livorno 1997 1998
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FLASHBACK – Recentemente è stato celebrato il 20° anniversario di una delle partite più incredibili della storia bianconera: Cesena 4-0 Livorno il 9/11/1997

Il campionato di serie B 1996/97 fu senza dubbio uno dei più tribolati e deludenti nella storia del Cesena. Nonostante una rosa che annoverava tantissimi giocatori che già avevano o che avrebbero giocato in serie A con buoni risultati come Fiori in porta, Bonomi in difesa, Dolcetti, Piangerelli e Salvetti a centrocampo, Agostini, Bianchi e Hubner in attacco, quella squadra non ingranò mai la marcia e retrocesse mestamente in serie C con il 18° posto in un campionato tutto sommato di livello mediocre. A nulla valse sostituire Tardelli con Marchioro (9^ giornata) e poi questi con Benedetti (20^ giornata), il Cesena comunque accompagnò Cremonese, Palermo e Cosenza in terza serie.

Ma la storia che voglio raccontare oggi non è questa, questo ne è solo l’antefatto…. Nella stagione 1997/98 il Cesena tornava quindi in serie C dopo oltre trent’anni, gettando la città nello sconforto e facendo temere che potesse trattarsi di un addio al calcio che conta. Come spesso accade nella storia del cavalluccio, nemmeno quell’estate ci si poté permettere grandi acquisti, anzi bisognava spendere il meno possibile per una squadra che andava rifondata completamente o quasi. In panchina venne confermato il compianto Corrado Benedetti, al quale venne offerta la possibilità di riscattare gli errori (ovviamente non solo suoi) della stagione precedente, mentre tra i giocatori già affermati restarono Emiliano Salvetti, il condor Massimo Agostini e l’esperto Alessandro Bianchi. A questi venne aggiunto qualche giocatore di categoria come Parlato, Longhi e Gadda ed infine si puntò su tanti giovani da lanciare come Tamburini, Albonetti, Teodorani, Chiaretti e Comandini. Ed infine la ciliegina sulla torta, il funambolico Masitto che arrivò in extremis, ma risultò determinante in quella stagione.

L’obiettivo dichiarato dall’allora presidente Edmeo Lugaresi era la qualificazione ai playoff, visto che la squadra era rinnovata, non conosceva la categoria e tra le avversarie c’erano squadre molto temibili ed attrezzate come Livorno, Lumezzane, Cremonese e Modena. Inevitabilmente c’era diffidenza e preoccupazione tra addetti ai lavori e tifosi, ma pian piano tutto venne spazzato via perché la squadra crebbe partita dopo partita ed anzi finì in trionfo (primo posto in classifica con tre sole sconfitte). Dopo una sola stagione all’inferno, il Cesena tornava dunque a casa, in serie B. Alla fine mister Benedetti ebbe a dichiarare: “Non eravamo la squadra più forte in estate, lo siamo diventati grazie al lavoro e alla determinazione di tutti. Aver vinto nella propria città, con una squadra costata molto poco al mercato, è una sensazione bellissima”.

Col senno di poi, ricordo che lo snodo cruciale di quella stagione fu la 10^ giornata, il big match dell’intero campionato. Il Cesena era partito piuttosto bene e dopo 9 partite aveva già conquistato 20 punti (6 vittorie, 2 pareggi e 1 sconfitta), ma c’era un Livorno che stava letteralmente volando, ancora a punteggio pieno (27 punti) ed un passo inarrestabile. Il 9 novembre 1997 era in programma Cesena-Livorno, il momento della verità, una partita da non perdere per non scivolare a -10 in classifica, uno svantaggio che sarebbe stato probabilmente irrecuperabile. La sfida era ovviamente molto sentita, da Livorno arrivarono in 8.000 e ci furono anche incidenti tra tifosi prima del via. Sembrava serie A, quasi 20.000 spettatori allo stadio, tra i quali il sottoscritto, appostato al solito posto della Curva Mare in piena trepidazione, preoccupato dal valore dell’avversario, ma speranzoso per un’impresa che pareva quasi impossibile.

Il Cesena aveva infatti appena subito la sua prima sconfitta stagionale, un 1-0 a Lecco non del tutto meritato, maturato nel finale su calcio di rigore, mentre il Livorno di Stringara stava sbriciolando tutti gli avversari che si paravano sul suo cammino: il pronostico era ovviamente tutto per i labronici, ma io ero sicuro che i nostri non sarebbero rimasti a guardare… Come previsto, il primo tempo scorre via equilibrato, con le due filosofie calcistiche a contrapporsi: il Livorno gioca a memoria ed in rapidità, il Cesena replica con una difesa solidissima ma una scarsa capacità offensiva. L’unica vera occasione capita su piedi di Gadda che al 38′ spreca malamente una bella iniziativa sulla fascia del neo acquisto Masitto: i più perdono pazienza e speranza “abbiamo avuto la nostra chance e l’abbiamo sprecata, ora la pagheremo”. Si va al riposo sullo 0-0, con il Livorno che resta quindi a +7 in classifica e medita il colpaccio. Nella ripresa però le mie preghiere al Dio del calcio si avverano e “Il Cesena seppellisce il Livorno dei record”, come titolò Il Resto del Carlino del giorno successivo. Al 4′ Salvetti porta in vantaggio i bianconeri sugli sviluppi di una punizione calciata da Gadda con l’evidente complicità del portiere Palmieri che si lascia passare la palla sotto il corpo: la curva impazzisce, mezzo stadio è in visibilio, l’altro mezzo è invece incredulo. Poi al 15′ il Livorno protesta per un rigore che probabilmente c’era (Parlato su Bonaldi), ma l’arbitro non fischia e, sul ribaltamento di fronte, il rapido quanto folle Masitto s’invola e serve ad Agostini la palla 2-0: Stringara e tutta la panchina livornese si infuriano, il Cesena invece esulta. A quel punto gli ospiti vanno in tilt e Masitto, il migliore in campo, fa uno dei suoi numeri scartando con una magia tre avversari in un fazzoletto e battendo a rete per il 3-0: ora il gigante ha i piedi d’argilla e sta per crollare. L’apoteosi arriva nel finale quando Agostini verticalizza per Serra che fa addirittura 4-0 e completa l’impresa titanica. Ormai non c’è più distinzione tra coloro che ci credevano dall’inizio (tra cui io) e coloro che invece avevano iniziato a crederci man mano: la festa è di tutti, in ogni settore si versano lacrime di gioia, mentre pacche ed abbracci si propagano all’infinito. Un Cesena celestiale ha letteralmente demolito ed umiliato l’avversario più forte, rifilandogli 4 gol in un solo tempo come solo nei segni proibiti può accadere. I punti di svantaggio si riducono a 4 soltanto, ma in quel momento nessuno ci pensa, perché sembra l’ultimo dell’anno o il carnevale di Rio…

Quel pomeriggio nacque la consapevolezza che il Cesena fosse la squadra più forte ed il Livorno non faceva più tanta paura. Alla fine i bianconeri furono promossi in serie B, mentre i toscani disputarono i playoff (perdendo in finale con la Cremonese) mentre noi eravamo già in vacanza da qualche settimana. Con la convinzione (ahimé sbagliata) che con la serie C avessimo chiuso per sempre…


Foto tratta dall’archivio storico di www.cesenainbolgia.net

About Stefano Manzi

Impiegato e padre di famiglia, perdo ancora tempo come blogger ed eterno aspirante giornalista: dopo aver scritto per Il BiancoNero Magazine e la Federazione Italiana Sostenitori Squadre di Calcio, da settembre 2014 sono nella redazione zona sport di Destrosecco. Recentemente ho aperto il blog Cesena Mio e talvolta mi si può ascoltare come opinionista sportivo a UniRadio Cesena. Oltre all'amato Cesena calcio, seguo con immensa passione il ciclismo professionistico ed il rugby union, sport dei quali ho scritto per anni su Facebook, nonché sui siti web chorse.it e freeforall.it.

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3 Comments on ““Il Cesena seppellisce il Livorno dei record””

  1. Mirko Lippi ti ricordi???
    Era la mia prima partita (e finora unica) vista in Curva Mare!!!
    Che spettacolo Masitto!!!
    Quel giorno sembrava Messi!!! 🔝🔝🔝

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