Cesena rimontato a Torino: ancora l’arbitro protagonista

Graziani in Torino-Cesena 1974
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BIANCONERO VINTAGE – Ancora una volta l’arbitro danneggia il Cesena: rigore fischiato da una parte, ma non dall’altra. Bianconeri ko 2-1 a Torino

Iniziava il girone di ritorno ed il campionato di serie A riproponeva lo scontro fra il Torino e il Cesena. Era il 03 febbraio 1974, una giornata freddissima con vento e pioggia battente: allo Stadio Comunale di Torino il maltempo fu il vero protagonista della partita, condizionando lo spettacolo e soprattutto il gioco che le due squadre sapevano sviluppare. I giornali dell’epoca titolavano: “Non c’è due senza tre!”. I sostenitori romagnoli confidavano quantomeno in un pareggio, ma dovevano fare i conti con un Torino carico a palla. In quella stagione i bianconeri avevano già affrontato i granata ben due volte: all’esordio in campionato fra le mura amiche e poi in Coppa Italia, pareggiando in entrambi i casi. Nella partita precedente il Torino aveva vinto di rapina in casa del Verona con gol di Francesco ‘Ciccio’ Graziani, il centravanti alla ribalta che al suo pubblico prometteva il primo gol casalingo proprio contro il Cesena… Il Toro aveva 16 punti in classifica e si trovava in una posizione tranquilla, il Cesena aveva raccolto 3 punti in meno ed aveva appena subito la rapina casalinga 0-1 per mano dell’Inter (e soprattutto da parte del direttore di gara) e non voleva rovinare con un’altra sconfitta il buon lavoro fatto.

Le formazioni

L’allenatore granata Gustavo Giagnoni era carico, conscio del grande momento che stava attraversando la sua squadra. Claudio Sala era il leader e le sue giocate incantavano gli spettatori del Comunale, mettendo in secondo piano il grande capitano Ferrini, ormai sul viale del tramonto. In attacco il giovanissimo Ciccio Graziani aveva di prepotenza portato via il posto di titolare al gigante Bui. Era destino, il Cesena faceva da testimone alla nascita della coppia di attaccanti Graziani-Pulici. Ma non era tutto qui, la vera forza della squadra granata era il poter contare su elementi affidabili in tutti i reparti: in difesa, i centrali Zecchini e Cereser ed i terzini Lombardo e Salvadori davano sicurezza e solidità; a centrocampo, il mediano Agroppi in collaborazione con Rampanti, la regia di Mascetti ed il faro Sala garantivano i rifornimenti alle Graziani e Pulici che di lì a poco sarebbero diventati “i gemelli del gol”. Questa la formazione granata scesa in campo quel giorno al Comunale: Castellini; Lombardo (futuro bianconero), Salvadori, Zecchini (altro futuro bianconero), Cereser; Agroppi, Rampanti, Mascetti, Sala; Graziani, Pulici. In panchina il portiere Sattolo, Fossati che sostituì Rampanti al 55′ e la punta Bui.

Il mister del Cesena Eugenio Bersellini, aveva grossi problemi a centrocampo ed un dubbio in attacco. Prima l’infortunio a Brignani e poi l’indisponibilità del sostituto Catania (per lui esordio in serie A rimandato), fecero nascere un Cesena guardingo con Danova spostato davanti alla difesa. Come difensore centrale fu scelto Zaniboni con il difficile compito di fermare Graziani, mentre ad Ammoniaci toccò l’altra temibile punta Pulici, detto “Puliciclone”. Di conseguenza, Festa veniva spostato in avanti ad affiancare i centrocampisti e doveva dare una mano nel raddoppio a Ceccarelli, il quale doveva contrastare Sala sulla fascia. Viste le condizioni meteo ed il terreno che sarebbe stato pesante, per l’attacco Bersellini scelse la coppia Bertarelli-Braida con il piccolo Toschi, ex dal dente avvelenato, che partì nuovamente dalla panchina. La formazione dei romagnoli: 1 Boranga, 2 Ceccarelli, 3 Ammoniaci, 4 Danova, 5 Zaniboni, 6 Cera, 7 Orlandi, 8 Festa  Brignani, 9 Bertarelli, 10 Savoldi II, 11 Braida. In panchina 12 Moscatelli, 13 Frosio e 14 Toschi che sostituì Zaniboni al 75′.

La cronaca

Tipica giornata invernale: sembrava una strana coincidenza, ma il Torino contro il Cesena incontrava sempre freddo, acqua e vento. Il verde terreno dello stadio torinese all’inizio era in perfette condizioni, ma vista la fitta pioggia incessante, col passare dei minuti avrebbe lasciato il posto al fango. Il Cesena scese in campo in maglia bianca con bordi neri e pantaloncini neri, mentre il Torino con la tradizionale in maglia granata, ma insoliti pantaloncini neri.

Il Torino partì con grinta e velocità, ma la retroguardia dei romagnoli, orchestrata da capitan Cera, non lasciava spazi ai veloci attaccanti granata: nel primo tempo si vide quindi un Cesena affrontare l’avversario a viso aperto, giocando di rimessa e controllando bene il gioco. Il Torino invece stentava a cucire le trame ed al 28′ capitolò in seguito ad una bellissima azione dei bianconeri: Savoldi II, dopo aver fatto fuori tre avversari (nell’ordine Agroppi, Lombardo e Mascetti), arrivò sul vertice dell’area di rigore e passò in profondità un invitante pallone raccolto da Bertarelli, scattato seguendo l’azione, tiro secco di destro rasoterra in diagonale e nulla da fare per il pur bravo portiere Castellini. Cesena uno, Torino zero! Ovvia la reazione del Toro, ma i granata non riuscivano a contenere il ritmo del centrocampo cesenate che con la determinazione di Festa, Orlandi ed un grande Savoldi II si affacciava sempre più spesso verso la porta granata. In difesa il Cesena non correva grossi pericoli: Zaniboni ottimo su Graziani, Ammoniaci implacabile su Pulici, Ceccarelli padrone assoluto sulla fascia e Cera campione che ogni tanto usciva dalla difesa per impostare una nuova azione. Così finì il primo tempo ed il Cesena uscì sotto la pioggia con la consapevolezza che stava per compiere un’impresa…

Ad inizio ripresa lo stesso copione del primo tempo: Torino al galoppo e Cesena a contenere. Ma la porta di Boranga continuava a non correre pericoli. Però al 13′ la sorte si mise contro il Cesena: l’arbitro Serafini, fino a quel momento contestato dai tifosi granata, seppur lontano 30 metri, indicò il dischetto del rigore. Tutto questo perché Agroppi era entrato in area, terminando a terra dopo un contrasto con Cera e Festa, con quest’ultimo reo di una spinta. Almeno a detta dell’arbitro… Vane le proteste dei bianconeri ed il salto di rabbia in panchina di Bersellini. Pulici si incaricò di battere dagli undici metri e con il piattone indirizzò la palla nell’angolo a destra, mentre Boranga spiazzato si protese a sinistra: Torino uno, Cesena uno. A quel punto il Torino intuì la possibilità di cogliere la vittoria e cominciò ad attaccare in massa ed alla mezz’ora i  granata raccolsero i frutti del loro impegno, sfruttando l’unica disattenzione della difesa romagnola: Agroppi calciò un angolo con traiettoria alta, la palla arrivò sulla testa di Graziani completamente solo in mezzo all’area bianconera che con una perfetta incornata fece secco Boranga mettendola nel sacco. Torino due, Cesena uno. Bersellini corse subito ai ripari inserendo la punta Toschi al posto del difensore Zaniboni nella speranza di recuperare il risultato con tre punte in campo. Nonostante le due mazzate subite, il Cesena continuò con il suo gioco e cercò in tutti i modi di arrivare al pari, ma non si registrarono veri pericoli per la porta di Castellini. Almeno fino al 40′ quando ci fu un sussulto: con uno scatto dal vertice sinistro dell’area Bertarelli lasciò sul posto la difesa, ma appena entrò in area, prima che potesse tirare, Lombardo gli agganciò il piede di appoggio. La punta bianconera cadde a terra, a termini di regolamento il fallo era da rigore, ma il giustiziere di turno, l’arbitro Serafini, disse di continuare… Le speranze bianconere sfumarono con tanta rabbia ed amarezza.

Le dichiarazioni

Il Presidente Dino Manuzzi, scuro in volto: “Faremo qualcosa! Intanto scriverò una lettera ai piani alti del calcio!”. Mister Eugenio Bersellini: “Non credevo che la partita finisse così. Purtroppo non c’è stato nulla da fare, dovrà pur finire questa sfortuna che ci perseguita. Adesso non pensiamoci più, domenica il Cesena batterà il Milan, così continueremo la nostra strada”. Mister Gustavo Giagnoni di sponda granata: “Il Cesena ha giocato bene, una squadra equilibrata e pericolosa. Lo abbiamo sperimentato noi stessi. È bastato un attimo di disattenzione e ci hanno messo subito in svantaggio. Comunque è un undici vivo ed il Cesena merita ampiamente di rimanere in serie A”.

Il commento

Sulla strada del Cesena di nuovo l’arbitro… Anche la sconfitta di Torino portava la sua firma. Infatti, dopo aver concesso un discutibile rigore ai granata, ne ha negato uno ai romagnoli a 5′ dalla fine e purtroppo, ancora una volta, il risultato finale parla a sfavore del Cesena! La partita andrebbe valutata per quanto visto nel primo tempo, non perché il Cesena era in vantaggio, ma per il fatto che il rigore concesso al Toro nel secondo tempo falsò gli equilibri e la maestria tattica di un Cesena che stava sconfiggendo una squadra forte e oltre ad essa anche il tempo avverso. Il Cesena, dopo tre sconfitte consecutive ed un ruolino da retrocessione, non stava attraversando alcuna crisi, ebbe solo a subire il colpi della malasorte e decisioni arbitrali a dir poco discutibili. Nell’ambiente cesenate si ripetevano le parole dette spontaneamente nel dopo partita torinese: “Il Cesena si saprà riprendere e lo dimostrerà” parole di Bersellini “nell’incontro casalingo contro il Milan”. Per chi analizza i risultati, l’affermazione del mister bianconero sembrava visionaria, ma chi conosce bene il gioco del calcio sa che una squadra può attraversare momenti bui o negativi e, se la squadra è viva, un buon allenatore con un pizzico di saggezza e valorizzando i propri calciatori, può fare miracoli. La grande voglia di dimostrare che il Cesena aveva trovato casa in serie A era nell’aria!

Da lì a poco sarebbe arrivato in Romagna, per la prima volta, il grande Milan di Nereo Rocco e Gianni Rivera e già ci si immaginava che sarebbe stata una grande sfida! Povero Diavolo…


Il campionato di serie A 1973/74 rivissuto e raccontato da chi in quegli anni indossava la maglia bianconera delle squadre giovanili, Andrea Santi che ogni settimana arricchisce la nostra sezione Bianconero Vintage con episodi entrati a far parte della leggenda del club.

About Andrea Santi

Andrea Santi nasce a Forlì nel 1958, si laurea in Architettura a Firenze nel 1984 e dal 1985 svolge l’attività di architetto libero professionista nel comprensorio forlivese. Rimasto legato al suo passato di calciatore nelle giovanili del Cesena dal 1973 al 1976, ha sempre coltivato un grande interesse per il gioco del calcio. L’amore per la scrittura gli ha aperto nuovi orizzonti e fornito motivazioni per raccontare e condividere le sue passioni. “Romagna Bianconera, il Cesena di Dino”, uscito nel 2015, è stato il suo primo romanzo che ha dato il via ad un progetto editoriale destinato a descrivere agli appassionati le annate calcistiche del Cesena Calcio dagli anni '70 in poi. Nel frattempo ha deciso di raccontare le sue storie sul blog tematico Cesena Mio ...

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