Un Cesena da playoff in casa, ma da retrocessione diretta in trasferta

Perugia-Cesena
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CURIOSANDO – Abbiamo analizzato un po’ di numeri e statistiche (ed anche qualche curiosità) per rileggere il campionato del Cesena appena concluso

Venerdì sera, con la vittoria sulla Cremonese, è arrivato il sigillo definitivo alla salvezza del Cesena che, salvo problemi sul versante economico e societario, ha acquisito il diritto ad iscriversi alla prossima Serie B. Per i bianconeri sarà la 33^ partecipazione al campionato cadetto, dato che consentirà loro di appaiare Genoa, Novara, Reggiana e Catania al 12° posto tra le società più presenti di sempre, una classifica guidata dal Brescia che a fine agosto inizierà il suo campionato cadetto numero 61. Ripercorriamo ora la stagione appena passata agli archivi snocciolando qualche numero e curiosità:

  • Il Cesena ha realizzato 55 reti (media di 1,3 a partita) e ne ha subite 61 (media di 1,4 a partita), per un bilancio sostanzialmente in pareggio. Ed infatti il segno X è stato il più frequente (17).
  • Tuttavia, la formazione romagnola è ultima per numero di passaggi completati nell’arco della stagione con 6.758, ovvero 160 di media) ed è al 15° posto su 22 nella classifica dei tiri verso la porta avversaria, con 350 conclusioni (8 a partita). Va invece meglio per quanto riguarda i cross (418, quasi 10 di media) ed i contrasti vinti (439, anche qui 10 di media).
  • Lamin Jallow, il gambiano in prestito dal Chievo Verona, è stato il miglior marcatore stagionale con 11 reti realizzate (in media un gol ogni 4 partite circa) che lo pongono al 18° posto della classifica marcatori del campionato. Lo stesso Jallow è anche stato il più “cattivo” tra i bianconeri, avendo commesso 46 falli complessivi.
  • Numeri alla mano, Karim Laribi è il valore aggiunto della squadra, non solo per l’indiscutibile bagaglio tecnico, ma anche per una serie di dati statistici. Innanzitutto è il bianconero che ha raccolto il maggior numero di presenze, 39 per un totale di 3.295 minuti giocati (gli altri sopra i 3.000 minuti sono Andrea Fulignati e Gennaro Scognamiglio), poi ha realizzato 7 gol (secondo per prolificità) e servito ben 10 assist, quarto assoluto del campionato dietro a Ciano (14), Zajc e Paqual (13).
  • La distribuzione dei punti conquistati rispetto al valore delle avversarie fa del Cesena una squadra “democratica”: infatti, se si prendono in esame le partite disputate contro le prime 4 (Empoli, Parma, Palermo e Frosinone), si evince come i punti conquistati siano stati 10 (2 vittorie, 4 pareggi e 2 sconfitte), mentre nei faccia a faccia contro le ultime 4 (Virtus Entella, Novara, Ternana e Pro Vercelli), è paradossalmente arrivato un punto in meno, ovvero 9 (2 vittorie, 3 pareggi e 3 sconfitte). Questa circostanza può tranquillamente farci affermare che la salvezza, il Cesena l’ha conquistata contro le grandi.
  • Con la vittoria 1-0 sulla Cremonese, la serie conclusiva (quindi ancora aperta) di risultati utili consecutivi è arrivata a 6, la migliore di tutto il campionato bianconero, visto che la precedente striscia di 5, dal 27 novembre al 21 dicembre 2017, fu interrotta proprio dalla Cremonese che vinse 1-0 nel match di andata il 27 dicembre.
  • Un dato sicuramente record è, ahinoi, quello relativo ai calci di rigori a favore, solamente uno in 42 giornate (Cesena-Frosinone, 38^ giornata). A questo (trasformato da Laribi), si aggiunge quello ottenuto il 13 agosto in Coppa Italia contro il Genoa (anch’esso trasformato da Laribi). Insomma, sette mesi e mezzo senza presentarsi sul dischetto…
  • Altra curiosità è l’elevato ricorso alla panchina effettuato da Fabrizio Castori (e precedentemente, anche se per poco, da Andrea Camplone): su 126 cambi possibili, il Cesena ne ha effettuati 126, tutti quelli disponibili !
  • Infine, un trend che purtroppo si è ormai consolidato nelle ultime tre stagioni consecutive di Serie B: quest’anno il Cesena ha ottenuto 36 punti in casa e solo 14 in trasferta. Ma se i 36 casalinghi valgono il 9° posto in classifica (ad un solo punto dalla zona playoff), i 14 esterni sono da retrocessione diretta (20° posto). Uno squilibrio piuttosto simile (anche se non uguale) a quello del campionato 2015/16 e del successivo 2016/17.

Fonte dei dati www.legab.it e www.risultati.it
Immagine tratta dal sito www.legab.it

About Rinaldo Belleggia

Rinaldo Belleggia è marchigiano di nascita ma cesenate d’adozione. Come spesso accade, la Romagna gli è entrata nel cuore anche grazie al Cavalluccio, ma ciononostante si ostina a rimanere un gobbo ... Ha collaborato con Radiogol24 ed il Corriere di Romagna, ora è il deus ex machina, regista e conduttore di Radio Tifoso, la trasmissione di approfondimento sportivo della web radio universitaria Uniradio Cesena. Con grande passione e dedizione si diletta con personaggi, aneddoti, storie e statistiche del calcio.

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15 Comments on “Un Cesena da playoff in casa, ma da retrocessione diretta in trasferta”

  1. Si, grazie. Forse andava specificata meglio: la statistica è relativa ai CAMPIONATI NELLA LORO INTEREZZA (42 partite) ed il nome dell’allenatore indicato tra parentesi serve solo per inquadrare il periodo storico.

  2. Scusate una domanda…..ma quando fate sta statistica;

    Cesena 2015/16 (Drago) punti in trasferta 18 (3v, 9p)
    Cesena 2016/17 (Camplone) punti in trasferta 19 (4v, 7p)
    Cesena 2017/18 (Castori) punti in trasferta 14 (2v, 8p)

    credo bisognerebbe tener conto del numero di partite totali (cioè anche delle sconfitte) che non credo sia uguale…….cioè a mio avviso Camplone ha una media punti superiore agli altri due personaggi dato che dovrebbe aver disputato meno partite

  3. Si può capire dai numeri a disposizione se il rendimento del tipo di gioco voluto da Castori ha reso di più rispetto ad allenatori più “belli” stilisticamente?

  4. Rinaldo Belleggia Beh, allora sostieni che ad esempio in serie A ci siano degli altri “Cittadella” che hanno fatto più punti in trasferta che in casa? E quanti sarebbero? Più della metà delle squadre o solo una minoranza? Io ne sto contando 3 su 20 e non credo cambi molto per i campionati passati, o mi sbaglio?

  5. Quella di Pirlo è stata una battuta, interpretabile e adattabile. Ovvio che in quel momento era riferita a Italia-Svezia, ma può essere adattata a tanti contesti. Sul fattore campo ti do ragione, ci sono tanti piccoli aspetti dei terreni di gioco che possono svantaggiarti in trasferta. Però a mio avviso è un aspetto secondario, se non terziario il fattore campo (perlomeno tra I Pro). Magari nei dilettanti è più decisivo, specie vedendo certi campacci.

  6. Rinaldo Belleggia Ahahahahahahah!!!!! La battuta di Pirlo riferita alla poca determinazione della nostra nazionale prima dell’ultma partita a SanSiro contro la Svezia è bella perchè rimette tutte le responsabilità in capo ai giocatori. Ma questo non toglie che il tendenziale dei risultati (escludendo qualche eccezione come il Cittadella) migliori si ottenga in casa, fra le proprie mura. E questo vale in tutti i campionati. Pirlo intendeva dire che oltre al vantaggio di giocare in casa, i giocatori della nazionale avrebbero dovuto cambiare il loro atteggiamento, e alla svelta, perchè senza quello, il vantaggio di giocare fra un pubblico di propri sostenitori, non sarebbe bastato. (ovviamente per la nazionale, dove i gocatori provengono da diversi club, il fattore “casa” è relativo. E me lo ricordo quando giocavo, quanto mi era utile avere i miei soliti riferimenti in campo per orientarmi istantaneamente in campo. Me lo ricordo bene soprattutto perchè in trasferta non avevo abbastanza tempo per ambientarmi e quelle misure che dovevano essere identiche in tutti i campi, io invece non riuscivo a considerarle esattamente uguali. La porta mi sembrava in alcuni casi più bassa, l’area più piccola, il rimbalzo del pallone sempre diverso. Pensa che mi è capitato anche di inciampare sul dischetto del rigore, cosa mai capitata quando giocavo o mi allenavo sul mio campo. Per non parlare della presenza di un pubblico diverso che parlava anche con un accento diverso. Insomma, il fattore campo, c’è e conta.)

  7. C’era però da dire che con Drago il Cesena in casa era una specie di macchina da guerra. Caldara, Kessie, Sensi, Ragusa…forse si poteva fare di più

  8. Gianluca Ambrogetti a Cesena c’è anche il manto in erba sintetica (tra l’altro molto logoro negli ultimi tempi da quel che pare). Comunque in teoria il maggior numero di presenze allo stadio può essere un fattore favorevole. Per venire in contro alla tua risposta però tiro fuori una frase di Pirlo: “non ho mai visto nessun tifoso fare gol”. Nessuna frase è più azzeccata per rispondere al quesito sul Cittadella

  9. .
    Cesena 2015/16 (Drago) punti in trasferta 18 (3v, 9p)
    Cesena 2016/17 (Camplone) punti in trasferta 19 (4v, 7p)
    Cesena 2017/18 (Castori) punti in trasferta 14 (2v, 8p)

  10. Non c’è niente da fare,i campi da calcio hanno tutti le stesse misure, le porte pure,si fa anche inversione di campo tra il primo e il secondo tempo,ma il fattore campo è sempre determinante. Solo il Cittadella quest’anno ha fatto più punti fuori,una su 22.

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