Cesena, la parola chiave adesso diventa “continuità”

Verso Ascoli-Cesena - SerieB 27
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OPERAZIONE IANUS – La vittoria del Cesena contro l’Entella è frutto di una ritrovata condizione fisica ma anche del cambio di modulo deciso da Castori

Domenica scorsa contro la Virtus Entella, abbiamo visto finalmente il Cesena che ogni tifoso del Cavalluccio vorrebbe sempre vedere. Dopo mesi con più bassi che alti, segnati da un’involuzione di gioco e di risultati, la squadra e il mister in primis hanno risposto finalmente nel migliore dei modi alle pesanti critiche ricevute nelle ultime settimane e che rischiavano di minare definitivamente il rapporto con una tifoseria sempre più preoccupata e sfiduciata. Difficile trovare sbavature o punti negativi nella prestazione di domenica, sia in relazione al gioco espresso che al risultato stesso.

Per ricordare un match così convincente dei bianconeri bisogna tornare un po’ indietro nel tempo: eravamo nel girone d’andata, esattamente quando il Cesena si impose col medesimo risultato a Perugia e anche in quella situazione fra i migliori in campo ci furono come questa volta Karim Laribi e Nicola Dalmonte. Da allora in poi il campionato del Cesena è stato un susseguirsi in chiaroscuro di prove positive alternate a prestazioni purtroppo non sempre convincenti, anzi spesso deludenti, che hanno portato la squadra prima fuori dalla zona play-out e poi pericolosamente vicina alla retrocessione diretta, situazione purtroppo ancora in essere. Questa lenta discesa è stata accompagnata da cori di critiche su tattica e modulo adottati insistentemente da Castori, che sono parsi spesso frutto di un atteggiamento “sparagnino”, a volte quasi rinunciatario, a tratti inspiegabile. È sempre stato sotto gli occhi di tutti e tante volte è stato scritto anche su queste pagine che per come è costruita questa squadra non può scendere in campo cercando un pareggio, perché un atteggiamento remissivo le è sempre fatale e la espone a cali di concentrazione che la condannano poi a subire goal evitabili. Proprio per questo è una squadra che dà il meglio di sé quando gioca con intensità, concentrazione ed aggressività e soprattutto tenendo il baricentro alto.

E su questo sono parzialmente d’accordo col mister quando dice ovviamente che è importante l’atteggiamento in campo, non sono invece d’accordo con lui quando sostiene che tale stato mentale è più importante del modulo: sinceramente il 4-3-3 con gioco palla a terra è apparso molto più efficacie  e spettacolare del “palla lunga e pedalare”. Inoltre questa situazione tattica e di gioco esalta al meglio le  caratteristiche di giocatori quali Laribi e soprattutto Dalmonte, che avanzato di trenta metri è tornato ad essere un giocatore devastante per la categoria e che prima era forse troppo spesso impegnato (o impiegato…) a fare il terzino. Inoltre un modulo più votato all’attacco si è dimostrato in grado di mantenere alto il baricentro della squadra che viceversa quando rincula subisce sempre troppo.

A questo punto ci auguriamo che il Cesena visto domenica con questo nuovo schema tattico, reso possibile anche da una finalmente straripante condizione fisica dei singoli, non si riveli un fuoco di paglia ma un nuovo modo di porsi in campo che permetta di raggiungere la tanto desiderata salvezza. A cominciare dalla prossima trasferta in quel di Salerno, match sicuramente molto difficile quello contro i campani che all’andata al Manuzzi recuperarono il doppio svantaggio agguantando il 3-3 nonostante l’inferiorità numerica. Fermarsi adesso sarebbe letale per noi, perché in coda tutti hanno cominciato a vincere, la classifica si è accorciata e la retrocessione diretta ora dista un solo punto. Anche se poco più su si sentono scricchiolii di crisi da parte di qualche squadra (Cremonese e Pescara su tutte) che potrebbe essere risucchiata nella lotta per la salvezza .


Immagine tratta dal sito cesenacalcio.it

About Simona Buda

“Avevo 5 anni e fu amore a prima vista. Per i miei genitori la domenica era fatta di partite e di calcio, niente zoo, niente gite fuori porta: si andava solo allo stadio. Il nostro vecchio stadio, con i suoi gradini di legno così alti per una bambina come me, senza copertura dove si bruciava col sole e ci si bagnava con la pioggia. Le canzoni, il tifo, le urla, gli improperi gridati all’ avversario, gli striscioni… Tutto così emozionante, tutto così divertente! E così ho imparato anno dopo anno a vivere il mio Cesena, a leggere La Gazzetta o Il Corriere Stadio prima di Topolino o del Corriere dei Piccoli: imparavo a memoria le formazioni e mi piaceva discutere a scuola i post partita. Ne ho sempre saputo di più dei miei amici maschi… Ho nel cuore tutti i giocatori che hanno regalato un po’ di se stessi per la mia squadra”. Mamma e moglie, Simona festeggia i suoi 35 anni d’amore per il Cesena con una nuova sfida: raccontare e provare a trasmettere ai lettori di Cesena Mio tutta la sua passione per il Cavalluccio!

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8 Comments on “Cesena, la parola chiave adesso diventa “continuità””

  1. La partita con l'” entella puo’ non fare testo ma credo che un allenatore dopo 10 oppure 15 partite se le cose non vanno è obbligato a cambiare altrimenti non si spiega tantissime grazie per il link è comunque sempre forza CESENA FOREVER

  2. Maurizio Amadori In tanti credono che il piccolo cambiamento visto con l’Entella potrà dare, se protratto nel tempo, dei vantaggi in termini di punti salvezza alla squadra. Io non lo credo. Credo che ci renderà solo orgogliosi della nostra squadra perchè la vedremo lottare fino all’ultimo minuto di ogni gara. Ed è questo, in fondo, ciò che tutti vogliamo. Per quel che riguarda la salvezza o meno, avremo ciò che ci meriteremo sul campo.

    Se non vedi a Pesaro “Pianeta Bianconero” puoi sempre collegarti a questo link e vederti le puntate registrate.

    http://www.teleromagna.it/pianeta-bianconero-del-9-aprile-2018/

    CIAO

  3. Ti stai sbagliando io non ho detto modulo Foschi ma credo che sia intervenuto sia sulla squadra ma anche sul mister e giocare con gli estremi era ora gentilissimo GIANLUCA io la trasmissione pianeta bianconero non la vedo perche’ abito a PESARO ma 25 anni abbonato al CESENA ora l’ obiettivo è uno solo la salvezza anche se calendario alla mano sara’durissima ciao

  4. Maurizio Amadori Se hai ascoltato Suagher lunedì sera su “Pianeta Bianconero” avrai capito che dopo Novara i ragazzi e il mister si sono ritrovati e “guardati in faccia” prima di iniziare a preparare la partita con l’Entella e che la presenza di Moncini come punta centrale , che non ha le caratteristiche di Jallow, li ha obbligati a giocare in una maniera leggermente diversa facendo partecipare di più gli esterni alle manovre di attacco. Il fatto poi che si siano portati a casa i tre punti con tre gol all’attivo e zero al passivo non deve trarci in inganno. Fulignati ha fatto un lavoro eccezionale che è passato totalmente inosservato nell’evitare di prendere i consueti gol nella mezz’ora finale. E occhio che a Salerno non avremo di fronte l’Entella. Quindi attenzione a pensare che il modulo di Foschi o Castori (o di entrambi) o anche solo il nostro atteggiamento potrà essere determinante per portare a casa punti. L’unica cosa che abbiamo sempre chiesto a questa squadra è di provarci fino alla fine e in ogni partita senza pretendere vittorie. E forse è solo questo che avremo da qui alla fine.

  5. Forse mi sbaglio io ma questo è come chiudere la stalla quando non ci sono piu’ i buoi forse io ho visto altre partite io ripeto il cambio dopo 36 partite non è farina del suo sacco altrimenti cambiava prima speriamo che viene in tempo

  6. Rino, come Lugaresi, verificano costantemente la formazione che andrà in campo e ne parlano con Castori. Sentono costantemente anche i ragazzi. E’ naturale poi, che con l’approssimarsi della fine del campionato e considerando la posizione in classifica, la loro attenzione sia aumentata e che l’invito rivolto a Castori di tentare anche ciò che prima potevano essere solo delle ipotesi, si sia fatto più pressante. Castori conosce bene l’importanza della posta in palio e anche lui non vuole fallire l’unico obiettivo stagionale. Ma non si deve credere mai che il mister sia stato obbligato nelle scelte dalla dirigenza. Piuttosto è meglio considerare che ciò che sta avvenendo, e che avverrà, saranno scelte TOTALMENTE condivise da Castori, Foschi e Lugaresi. Perchè tutti loro ci tengono a questo Cesena, tanto quanto noi.

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