Un grande Cesena agguanta il Napoli all’89°: salvezza vicina

Napoli-Cesena gol Braglia
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BIANCONERO VINTAGE – Per il Cesena un pareggio ottenuto all’ultimo assalto che avvicina la salvezza, per il Napoli un punto perso verso il sogno scudetto

Non si era ancora assopito l’entusiasmo per la prima storica vittoria in trasferta, che in terra di Romagna era già tempo di disputare due importantissime partite per la salvezza del Cesena. Due sfide contro “squadroni” che per la prima volta avrebbero calpestavato il terreno della “Fiorita” e si trovavano in piena lotta per lo scudetto: prima il Napoli e a seguire la Juventus… I giornali dell’epoca titolavano: “Piedigrotta alla Fiorita: i partenopei si giocheranno il tutto per tutto, ma la salvezza del Cesena non è cosa certa e ci sarà da combattere”. Il 31 marzo 1974, fra le mura amiche, il Cesena affronta per la prima volta in serie A  il Napoli, che nel girone d’andata aveva battuto di misura i romagnoli solo grazie ad un autogol. La Romagna era carica ed i tifosi non facevano mistero della loro fiducia: la “Fiorita” infatti verrà presa d’assalto da una marea di spettatori, richiamati dal grande nome dell’ospite e dall’enorme passione per il Cesena, alle prese con una una salvezza affatto scontata.

Le formazioni

Il Napoli di Luis Vinicio, seppur con giocatori più quotati, assomigliava molto al Cesena per dinamicità di gioco ed interscambio fra i reparti. Aveva inoltre in squadra diversi talenti e poteva quindi contare su un ottimo costruttore del gioco come la mezzala Juliano, su un centravanti di mestiere come Clerici, oltre che su un’ala come Cané ed una punta veloce come Braglia, sempre pronto all’appuntamento con il gol. Anche la difesa era ben registrata con il portiere Carmignani ed il libero Zurlini che garantivano affidabilità, con i terzini Bruscolotti e Pogliana a completare un reparto di prim’ordine. Insomma, il terzo posto in classifica parlava da solo… Mister Vinicio mise in campo un Napoli fortissimo, intenzionato a fare la partita per non perdere terreno nella la corsa scudetto: Carmignani; Bruscolotti, Pogliana, Zurlini, Ripari; Orlandini, Canè, Juliano; Clerici, Esposito, Braglia. In panchina il portiere Da Pozzo, Montefusco e Albano che sostituì Canè al 61’.

Sulla sponda bianconera, mister Eugenio Bersellini faceva i conti con diverse assenze, Ceccarelli, Frosio, Catania e Bertarelli, per cui diede le chiavi dell’attacco a Braida, pronto a ben figurare contro la solida difesa partenopea. La formazione romagnola riprendeva l’undici vittorioso in quel di Genova, con mister Bersellini ormai convinto che il suo Cesena fosse da serie A: 1 Boranga, 2 Danova, 3 Ammoniaci, 4 Festa, 5 Zaniboni, 6 Cera (cap.), 7 Orlandi, 8 Brignani, 9 Braida, 10 Savoldi II, 11 Toschi. In panchina 12 Mantovani, 13 Scungio e 14 Tombolato che sostituì Zaniboni al 69’.

La cronaca

Allo stadio circa 20.000 spettatori erano pronti per assistere ad un grande spettacolo! Non era una bella giornata, il cielo era coperto, ma come al solito si giocava comunque su di un terreno in ottime condizioni. Le squadre entrarono in campo con le casacche ufficiali: il Napoli in maglia azzurra con bordi minimali di colore bianco e pantaloncini bianchi, mentre il Cesena in maglia bianca con bordi neri e pantaloncini neri.

Marcature tutte azzeccate e quasi automatiche: Pogliana si è preso cura di Orlandi riuscendo più volte ad annullarlo, Ripari ha fatto fatica con Toschi perché non riusciva a prendere le giuste misure, Ammoniaci in discreta giornata ha messo spesso le briglie al zazzeruto spilungone Braglia,  duello da scintille tra Bruscolotti e Braida, marcature invece tranquille invece di Zaniboni su Clerici e di Orlandini sul nostro Savoldino tanto fumo niente arrosto.

Il primo tempo ha visto il Napoli fare la partita, ma senza trovare il varco giusto, lasciando a Braglia il compito di creare superiorità numerica. Un Cesena senza sbavature si è invece affidato alla classe di Cera ed al filtro a centrocampo di un superlativo Festa e di un instancabile Brignani. Nell’intervallo Vinicio deve aver spronato i suoi ragazzi, così che il Napoli rientra in campo nella ripresa con più convinzione e la partita si mette male per il Cesena al 62′ quando sugli sviluppi di un fallo di mano di Bruscolotti, non rilevato dall’arbitro Giunti di Arezzo, ne approfitta Juliano che sgroppa fino a centrocampo dove serve Esposito, il quale si invola sulla sinistra e centra per Clerici che prontamente tira verso la rete. Il tiro è velenoso e Boranga non azzarda la presa, ma si distende ed interviene di pugno per rispingere, purtroppo corto: il più lesto a riprendere palla è Braglia che anticipa Ammoniaci e scarica a rete imparabilmente. Cesena 0, Napoli 1. Allora Bersellini si alza dalla panchina ed invita la punta Tombolato ad entrare e la reazione che tutti i sostenitori bianconeri si aspettano arriva, ma senza troppo ordine. Braida si da un gran da fare, si muove a destra e a sinistra e più volte prova di testa a centrare il bersaglio, ma Carmignani gli dice sempre no. Ma finalmente arriva l’89’, con le speranze bianconere ridotte ormai al lumicino, nonostante il Cesena ci credesse ancora. Sulla sinistra Brignani porta palla, come ha già fatto tante volte durante l’incontro, serve un preciso cross al centro per Braida che, contrastato da Bruscolotti, colpisce di testa in maniera dolce ed imprime alla sfera una strana parabola che scavalca l’incolpevole Carmignani. Cesena 1, Napoli 1. Sugli spalti l’ansia si trasforma in bolgia, l’incubo è finito! Appena il tempo di rimettere la palla al centro che il signor Giunti fischia la fine. La fine di novanta minuti di passione. Ancora una volta il Cesena si è dimostrato grande!

Le dichiarazioni

Negli spogliatoi dei romagnoli esordisce con la stampa il sorridende Braida: “Il risultato ci e mi riempie di gioia”. È poi la volta di Ammoniaci: “Il risultato ci stà bene, anche se forse sarebbe stato più giusto lo 0-0. Un Napoli capace di grandi cose non ha retto il nostro forcing finale”.

Il commento

Fu un coro unanime di sollievo a salutare la conclusione di una giornata iniziata sotto auspici non certo favorevoli: il Cesena aveva comunque dimostrato di non essere mai domo, traendo dal carattere la possibilità di agguantare il punteggio che fino alla fine sembrava inesorabilmente dargli torto. Un altro passo avanti verso la permanenza in serie A, questo era un dato certo, così come il fatto che dopo appena sette giorni la Juventus avrebbe visto per la prima volta la Fiorita… Al solo pensiero, l’emozione cresceva e per non farsi sopraffare dal timore reverenziale non si poteva che gridare: “Viva il Cesena!”.


Il campionato di serie A 1973/74 rivissuto e raccontato da chi in quegli anni indossava la maglia bianconera delle squadre giovanili, Andrea Santi che periodicamente arricchisce la nostra sezione Bianconero Vintage con episodi entrati a far parte della leggenda del club.