Tracce di Cesena al Mondiale

Azeglio Vicini - Mondiale 1990
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LO SPUNTO – Senza l’Italia, ha preso il via ieri a Mosca un Mondiale per il quale è difficile trovare motivi di interesse: affidiamoci allora ai ricordi

Un Campionato Mondiale senza l’Italia è duro da digerire, ce ne stiamo accorgendo in questi giorni. O si sceglie di non seguirlo, oppure si trova qua e là qualche appiglio per giustificare un piccolo interesse, quantomeno per leggere con un minimo di curiosità i risultati. Addirittura il più popolare quotidiano sportivo italiano invita i suoi lettori a tifare Islanda. Che per carità, è simpatica, ma appassionarsi alla causa dei vichinghi e un filino troppo…

Inutile girarci attorno, la mancata qualificazione a Russia 2018 rappresenta il punto più basso del nostro movimento calcistico, attanagliato da problemi economici e dalla mancanza di progetti di largo respiro a lungo termine: l’inevitabile conseguenza di una mentalità diffusa che ha nel risultato immediato l’unico obiettivo da perseguire. Per questo non c’è affatto da meravigliarsi se già a livello giovanile c’è chi imposta i ragazzini per vincere tornei e non per insegnare calcio, per coltivare la tecnica, per sviluppare le abilità. Del resto, tra tifosi, nella maggioranza dei casi, la domanda “quanto abbiamo fatto?” non è più seguita da “come abbiamo giocato?”: per molti, la seconda è superflua, non conta, non serve. Non andare al Mondiale, ci servirà da lezione? Ne dubito. Dopo il polverone iniziale, le polemiche e le (poche) epurazioni, tutto ricomincerà come prima: ammettiamolo, non è solo colpa dell’establishment, è un po’ anche colpa nostra…

Non potendo soffrire e gioire nel presente, affidiamoci alla memoria per cercare qualche spunto che colleghi il Mondiale in senso lato alla Romagna ed al Cesena. Magari ricordando qualche nostro conterraneo protagonista alla massima rassegna iridata, oppure qualcuno che ha indossato la maglia bianconera. Senza alcuna intenzione di essere esaustivo o enciclopedico, i primi nomi che mi vengono in mente sono quelli di due grandissimi tecnici, Azeglio Vicini e Arrigo Sacchi, entrambi romagnoli di nascita e con trascorsi nella società bianconera. Il tutto tralasciando il “messicano” Pierluigi Cera, grande protagonista del Mundial 1970, quello di Italia-Germania 4-3, ma un po’ troppo lontano nel tempo per ricordarmene…

Venuto a mancare solo pochi mesi fa, Azeglio Vicini era nato a Cesena nel 1933 ed aveva mosso i suoi primi passi nel mondo del calcio nella neonata società del Conte Rognoni. Sulla panchina della Nazionale maggiore dal 1986 al 1991, il suo nome è legato indissolubilmente a Italia ’90, il mondiale casalingo terminato dagli azzurri al terzo posto. Era una Nazionale fortissima, figlia dell’under 21 di qualche anno prima, selezionata dallo stesso Vicini. Un ottimo mix di tecnica individuale (Baggio, Mancini, Donadoni, Vialli, Giannini), di solidissima difesa (Zenga, Bergomi, Maldini, Baresi), di cinismo (Schillaci) e di grande spirito di squadra. Le “notti magiche” di quell’estate ci hanno tenuto compagnia, ci hanno esaltato e ci hanno illuso per settimane (tutte vittorie, peraltro senza subire gol), fino al maledetto gol di Caniggia in semifinale che ha spezzato il sogno. Abbandonata la Nazionale nel corso delle qualificazioni a Euro 1992, per alcuni mesi del 1993, Azeglio Vicini è stato anche sulla panchina del Cesena in Serie B, contribuendo alla salvezza con 6 vittorie, 6 pareggi e 2 sole sconfitte.

Il Mondiale successivo, quello di USA 1994, rivedrà un altro romagnolo sulla panchina della Nazionale azzurra, Arrigo Sacchi, anche lui con un passato nelle giovanili del Cesena, stavolta come allenatore della squadra Primavera. Un tipo di allenatore diverso da Vicini, molto più orientato al gioco di squadra ed al collettivo che non ai singoli, spesso sacrificati alla tattica. Quell’Italia non ha quasi mai entusiasmato negli Stati Uniti, addirittura ha perso la prima partita con l’Eire e si è qualificata agli ottavi di finale da ripescata tra le migliori terze, ma poi, con l’andare del torneo, è cresciuta, fino a raggiungere l’apice nella semifinale contro la Bulgaria (2-1). In finale, troviamo uno dei peggiori Brasile mai visti alla Coppa del Mondo, molto cuore (Dunga, Aldair) e poca tecnica, ma anche una coppia offensiva da urlo (Romario e Bebeto): ebbene, dalla pochezza ammirata a Pasadena ne esce uno squallido 0-0, con l’esito finale affidato ai calci di rigore per la prima volta nella storia dei Mondiali (succederà nuovamente a Berlino nel 2006). Il finale è noto, con le conclusioni alte sulla traversa di Baresi e Baggio…

Faceva parte di quella spedizione, ma senza aver mai giocato, anche Lorenzo Minotti, nato a Cesena nel 1967 e cresciuto nelle giovanili bianconere fino all’approdo in prima squadra (14 presenze tra il 1985 ed il 1987, con la leggendaria promozione in Serie A dopo lo spareggio di San Benedetto del Tronto). A proposito di difensori centrali, anche se non romagnolo di nascita ma solo di adozione, ricordiamo lo strepitoso Mondiale di Davor Jozic con la Jugoslavia nel 1990. In gol contro la Germania (1-4), ma soprattutto contro la Colombia (1-0), partita nella quale l’attuale allenatore del settore giovanile del Cesena (nonché ex giocatore dal 1987 al 1993 con ben 170 presenze all’attivo) ha realizzato un gol da cineteca, che consigliamo di andare a vedere su youtube… Tra i giocatori passati (e molto amati) a Cesena, c’è poi da ricordare Walter Schachner, che ha partecipato da protagonista a due edizioni del Mondiale, ovvero Argentina ’78 e Spagna ’82, fallendo invece con la sua Austria la qualificazione all’edizione del 1986.

Un piccolo capitolo a parte lo merita Germania 2006, quello del quarto titolo mondiale dell’Italia. L’allenatore campione del mondo è Marcello Lippi, che aveva debuttato in Serie A proprio sulla panchina del Cesena nel 1989, conducendo la formazione romagnola ad una splendida salvezza, non bissata però l’anno successivo, nel corso del quale il viareggino fu esonerato. Di quella spedizione vincente faceva parte Vincenzo Iaquinta, in seguito protagonista (si fa per dire) di una fugace apparizione in maglia bianconera nel 2012: il centravanti andò anche in gol, per la precisione contro il Ghana, partita alla quale partecipò anche Stephen Appiah, 14 presenze nel Cesena 2010/11, a sua volta autore di un gol pesantissimo contro gli Stati Uniti (1-0).

E ancora, in tempi molto più recenti, ricordo Martin Petras nella Slovacchia che eliminò l’Italia al Mondiale 2010 (ma lui non scese in campo nello scontro diretto, vinto 3-2 dagli slovacchi), poi Marco Parolo e Antonio Candreva a Brasile 2014, insieme a diversi altri convocati di nazionali straniere, ex o futuri cesenati, come Yuto Nagatomo (Giappone), Carlos Carbonero (Colombia), Panagiotis Tachtsidis (Grecia), Steve Von Bergen (Svizzera) e Hugo Almeida (Portogallo). Infine, dopo il “taglio” di Karim Laribi dalla lista della Tunisia, salvo errori ed omissioni, sono solamente tre i giocatori ex Cesena presenti a Russia 2018: il solito Yuto Nagatomo, ora tesserato per il Galatasaray, Hordur Magnusson (Islanda) del Bristol City e Alfred Gomis (Senegal) che attualmente gioca nella Spal.


Foto Olycom tratta dal sito www.ilsole24ore.com

About Stefano Manzi

Impiegato e padre di famiglia, perdo ancora tempo come blogger ed eterno aspirante giornalista: dopo aver scritto per Il BiancoNero Magazine e la Federazione Italiana Sostenitori Squadre di Calcio, da settembre 2014 sono nella redazione zona sport di Destrosecco. Recentemente ho aperto il blog Cesena Mio e talvolta mi si può ascoltare come opinionista sportivo a UniRadio Cesena. Oltre all'amato Cesena calcio, seguo con immensa passione il ciclismo professionistico ed il rugby union, sport dei quali ho scritto per anni su Facebook, nonché sui siti web chorse.it e freeforall.it.

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2 Comments on “Tracce di Cesena al Mondiale”

  1. Sottoscrivo in pieno. Aggiungo solo che anche noi appassionati, nel nostro piccolo, dovremmo iniziare a godere del calcio in senso più ampio, senza essere sempre e soltanto schiavi del risultato finale. Per quello basta il televideo, non servono stadi, dirette tv, ecc..

  2. Hordur Magnusson oggi è stato titolare in Argentina Islanda. Ha commesso un assurdo ed inutile fallo da rigore, quasi un ricordo dei bei tempi a Cesena, o dei bei tempi del Cesena quando a fine giugno programmavi già quando andare a vedere i giocatori in ritiro ad Acquapartita e non come oggi a contar ogni giorno andato senza una PEC…..
    Comunque alla fine Islanda ai mondiali, Messi sbaglia il rigore, giusto pareggio e questa sera i doppiolavoristi vickinghi festeggeranno il risultato con una bella bionda fresca ( birra of course!!!! )
    MI sorge spontanea una riflessione… dal 2010 la nostra nazionale fallisce praticamente tutte le competizioni, abbiamo cambiato allenatori gioco giocatori, etc etc, con gli stessi identici risultati.
    Ma perché questa estate non mandiamo i nostri eroi azzurri in spiaggia da mattina a sera a sistemare lettini, rastrellare sabbia, pulire docce etc etc?
    Forse finalmente riscopriranno il piacere del gioco più bello del mondo e magari riusciamo a tornare a giocare ai mondiali da protagonisti

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