Cesena in versione Dr. Jekyll & Mr. Hide

Fabrizio Castori in Cesena-Carpi
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OPERAZIONE JANUS – E’ mai possibile che per vedere qualcosa simile al calcio, i tifosi del Cesena dobbano aspettare il 75° minuto di ogni partita?

Alzi la mano chi dopo la sontuosa e inaspettata vittoria in trasferta di La Spezia non aveva fatto un pensierino al definitivo decollo in classifica del Cesena ed al contemporaneo abbandono della zona rossa, complici le due partite in casa che ci attendevano contro Pro Vercelli e Carpi.

E invece, eccoci qui, ancora invischiati in piena bagarre retrocessione a prendere atto che, se pur 5 punti in tre partite non siano da buttare, il Cesena (che ci piaccia o no) è questo, una squadra senza mezze misure, capace di alternare vere e proprie imprese a partite a dir poco incolori, noiose ed irritanti come quella appena disputata nel derby contro il Carpi. Talvolta mostrando addirittura due diverse identità, come Dr. Jekyll & Mr. Hyde, nel corso della stessa partita, ribaltando partite ormai perse (Foggia, Pescara, Frosinone), ma anche buttando via partite ormai vinte (Salernitana, Novara, Pro Vercelli). Come scrivevamo una settimana fa sulle pagine di questo blog, la differenza fra le due personalità la fanno l’intensità, la grinta e la compattezza che si riescono a mettere in campo nell’applicare l’unico gioco che mister Castori ha saputo dare alla sua squadra, ovvero quello che lui chiama “gioco verticale”, da altri ribattezzato più semplicemente “palla lunga e pedalare”.

Qualora per vari motivi (vuoi la stanchezza per le tre partite in otto giorni giocate su campi pesanti ed infami, l’eccesso di prudenza da parte del Mister, le formazioni a volte discutibili e prestazioni non al top da parte di giocatori chiave) questa squadra non riesca ad avere l’intensità necessaria, ecco che mostra tutti i suoi limiti: tecnici e di palleggio, oltre all’assenza di un piano di gioco e di un modulo tattico alternativo. Nel credo castoriano e nelle caratteristiche strutturali di questo Cesena non è infatti contemplato il possesso palla e l’aggiramento della difesa schierata, lo si vede anche dall’utilizzo col contagocce di elementi come Chiricò, forse più adatto a questo tipo di situazione tattica. Ecco allora che si vedono giocatori fermi, incapaci di sovrapposizioni o movimenti senza palla, nonché l’assenza di uno straccio di gioco che non sia ispirato al tamburello, circostanza che peraltro espone la squadra alle ripartenze avversarie e buon per noi che sabato scorso prima Mbakogu abbia sparato la palla in curva e poi Fulignati abbia messo il piedone sulla fuga in contropiede di Saric . Il Carpi ha dimostrato che contro una squadra priva di intensità, se giochi “da Cesena” spesso la vinci o per lo meno non perdi. Su un aspetto però permettetemi di insistere, al di là dell’intensità e dell’atteggiamento combattivo senza i quali il Cavalluccio diventa una squadra assolutamente mediocre: è sotto gli occhi di tutti che il modulo 4-4-2 a “punte piatte “, come lo chiama il mister, quello con un’altra punta al fianco dell’altrimenti isolato Jallow, il Cesena sia quasi sempre riuscito ad invertire l’inerzia delle partite. Ma ormai ci siamo rassegnati ad aspettare il 75′ perché questo avvenga…

Perché Castori si limita a provare a vincerle solo nell’ultimo quarto d’ora, quando finalmente si decide a far entrare la seconda punta (di solico Cacia o Moncini)? Forse perché giudica questo modulo troppo dispendioso dal punto di vista fisico? O forse lo considera inadatto alle caratteristiche della sua squadra per periodi di gioco più lunghi? O ancora, forse ha il “braccino corto” e preferisce quindi non rischiare troppo? Ciascuno ha le proprie risposte ed opinioni, ma alla fine l’unica che conta è quella del mister stesso…

Quindi, armiamoci di pazienza e prepariamoci a soffrire fino alla fine, a cominciare dalla prossima trasferta di Foggia, match che all’andata il Cesena riuscì a pareggiare, rimontando da 1-3 a 3-3 con il gol decisivo di Rigione allo scadere, rischiando addirittura di vincerla con Dalmonte nel recupero. Venerdì sera ci piacerebbe tanto vedere scendere in campo il Cesena in versione Dott. Jekyll, lasciando Mr. Hyde nello spogliatoio…


Immagine tratta dal sito www.legab.it

About Simona Buda

“Avevo 5 anni e fu amore a prima vista. Per i miei genitori la domenica era fatta di partite e di calcio, niente zoo, niente gite fuori porta: si andava solo allo stadio. Il nostro vecchio stadio, con i suoi gradini di legno così alti per una bambina come me, senza copertura dove si bruciava col sole e ci si bagnava con la pioggia. Le canzoni, il tifo, le urla, gli improperi gridati all’ avversario, gli striscioni… Tutto così emozionante, tutto così divertente! E così ho imparato anno dopo anno a vivere il mio Cesena, a leggere La Gazzetta o Il Corriere Stadio prima di Topolino o del Corriere dei Piccoli: imparavo a memoria le formazioni e mi piaceva discutere a scuola i post partita. Ne ho sempre saputo di più dei miei amici maschi… Ho nel cuore tutti i giocatori che hanno regalato un po’ di se stessi per la mia squadra”. Mamma e moglie, Simona festeggia i suoi 35 anni d’amore per il Cesena con una nuova sfida: raccontare e provare a trasmettere ai lettori di Cesena Mio tutta la sua passione per il Cavalluccio!

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3 Comments on “Cesena in versione Dr. Jekyll & Mr. Hide”

  1. Alzo la mano…..ma secondo voi a la spezi il cesena ha fatto sta partita poi cosi diversa dalle altre?…per me no…ha giocato male lo spezia e il suo portiere ci ha regalato 2 goal….

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