“Tifiamo Cesena per 90′, nell’inedita veste di infermieri-ultras”

Ultras Curva Mare Cesena
Invia l'articolo agli amici

TIFOSI – Oggi incontriamo “Veleno”, un grandissimo tifoso del Cesena che sugli spalti del Dino Manuzzi ha trovato il modo di unire lavoro, volontariato e passione

Dopo una sequenza tutta femminile, che ha visto tifosissime bianconere protagoniste della nostra rubrica, oggi raccontiamo la storia di Tommaso, detto Veleno, un grande appassionato del Cesena che ne ha tante da raccontare. Andiamo a conoscerlo insieme…

Ciao Tommaso, presentati…
“Sono Tommaso, anche se tutti mi chiamano Tommy e per gli amici della Curva Mare sono semplicemente ‘Veleno’. Ho 38anni, sono nato a Forlì e vivo da sempre a Castrocaro. Sono stato per dieci anni consigliere comunale della mia città ed ora invece sono infermiere AUSL. Il calcio è la mia più grande passione. Ho sempre giocato fin da piccolo in società locali e anche adesso mi diletto con il calcetto durante la settimana”.

Quando hai iniziato a seguire il Cesena?
“La prima volta che varcai i cancelli del Dino Manuzzi risale al campionato di serie A 1990/91. Si giocava Cesena- Inter. Mi accompagnò mio padre, ero poco più che un bambino: rimasi subito colpito dai colori sugli spalti, dalle bandiere, dai fumogeni e dal suono  dei tamburi. Si respirava un’atmosfera magica, elettrica, indimenticabile ! Sono stato completamente rapito da tanto entusiasmo: un altro calcio, un altro mondo che ricordo con molta nostalgia”.

Da quel giorno non hai più smesso?
“Esatto. Già dal 1995, l’anno di Tardelli in panchina, ho iniziato ad andare allo stadio più spesso, ma diciamo che è dal 1997 che ho incominciato ad abitare senza sosta nella mia amata Curva Mare. Ricordo bene, eravamo in serie C con Corrado Benedetti come mister”.

Frequenti ancora il settore più caldo del tifo bianconero?
“Per tantissimi anni sono stato abbonato in Curva Mare coi miei amici, un fedelissimo del settore B! Quello era il mio mondo! Quanto mi sono divertito… Da tre anni sono entrato nello staff sanitario del Cesena ed ora seguo le partite sugli spalti del Dino Manuzzi come infermiere volontari. Insieme ad altri colleghi e amici soffriamo per tutti i 90′ nell’inedita veste di ‘infermieri ultras'”.

Riesci a seguire la squadra anche fuori casa?
“Certo! Ho fatto tante trasferte, delle vere e proprie avventure… Comprese le quattro super promozioni, Lumezzane, Verona, Piacenza e Latina: io c’ero!”.

Qual è la partita più bella ed emozionante a cui hai assistito?
“Risale al 23 maggio 1999, la stagione del miracolo Cavasin. Era Cesena-Ternana e ci giocavamo la salvezza: il clima era infuocato, l’arbitraggio ostile ed alquanto scandaloso, ma nonostante tutto e tutti vincemmo. E alla fine ci salvammo. Ogni tanto vado su YouTube e mi riguardo la partita: consiglio a tutti i tifosi rivederla, è uno spettacolo che merita. Me la ricordo nitidamente minuto dopo minuto, almeno fino al gol di Tamburini. Poi ammetto di aver perso completamente la lucidità, travolto dall’entusiasmo generale. Non ho capito più nulla…”.

Sei quindi un tifoso molto attivo…
“Direi proprio di sì. Sono sanguigno ed appassionato, con tutti i pregi ed i difetti della mia amata gente di Romagna!”.

Invece un ricordo meno entusiasmante?
“Il ricordo più brutto fu lo spareggio salvezza perso in casa con la Pistoiese nel 2000. A quei tempi ero carabiniere e mi mandarono a fare servizio al Dino Manuzzi tra la mia gente: ricordo sensazioni bruttissime. Un maresciallo mi mandò in servizio proprio dentro la mia Curva Mare: io andai a cercare un colonnello e gli spiegai perché non potevo proprio stare lì. Capì il mio disagio e mi spostò subito nei distinti. Perdemmo e scoppiò l’inferno…”.

Il bianconero preferito?
“Ho voluto bene a tanti calciatori, ma l’uomo a cui sono più legato in assoluto è (e rimarrà sempre) mister Pierpaolo Bisoli al quale non manco mai di rinnovare tutta la mia stima ogni volta che lo incrocio”.

Del Cesena di oggi cosa dici?
“Chi come me segue il Cesena da tanto tempo, nel bene e nel male, è abituato a soffrire. Gli amori più belli sono sempre anche i più sofferti, no? A noi non piace vincere facile. Sarà durissima fino alla fine e non sarà una salvezza semplice da portare a casa, ma se ci riusciremo, sarà l’ennesimo scudetto. Quindi, sempre forza Cesena!”.


Immagine tratta dal sito www.teleromagna24.it

One Comment on ““Tifiamo Cesena per 90′, nell’inedita veste di infermieri-ultras””

Comments are closed.