Il Cesena incanta con il bel gioco: un piccolo Brasile!

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BIANCONERO VINTAGE – Cesena-Sampdoria ’73 sui giornali dell’epoca: “Il Cesena, una squadra che a tratti ha incantato con il suo bel gioco”

Una partita da ricordare: 10^ giornata del campionato di serie A, 23 dicembre 1973, Stadio la Fiorita: Cesena-Sampdoria. Nella partita precedente, la Sampdoria aveva pareggiato in casa a Marassi con il Cagliari di Gigi Riva e si trovava penultima in classifica con 5 punti, mentre  il Cesena ne aveva 8 ed era reduce dallo storico pareggio al Comunale contro la Juventus. Si disse che questa partita fosse la prova della verità per entrambe: sia alla Samp che al Cesena occorrevano infatti punti, seppur con prospettive diverse. I liguri dovevano risollevarsi dal fondo della classifica mentre i romagnoli dovevano dimostrare che non erano state casuali i risultati ottenuti nelle ultime partite, ma frutto del bel gioco e della organizzazione della squadra.

Le formazioni

Il mister della Sampdoria, Guido Vincenzi, sapeva di avere una squadra con buone individualità ed un mix  fra giovani di talento e calciatori di esperienza. Fra i giovani, il romagnolo e futuro bianconero Sauro Petrini (nato a San Pietro in Vincoli) nel ruolo di centravanti e la fortissima ala destra Roberto Badiani di grande prospettiva. Tra i più esperti il libero Marcello Lippi che non ha certo bisogno di presentazioni visto che poi sarà allenatore del Cesena (1989/91) e Campione del Mondo nel 2006 con la Nazionale ed il capitano Giovanni Lodetti, centrocampista grande spalla di Rivera campione d’Europa con il Milan di Nereo Rocco ma poi scaricato impietosamente dalla società milanese. Questa la formazione doriana che scese in campo: Cacciatori, Santin, Rossinelli, Lodetti, Prini, Lippi, Badiani, Boni, Petrini, Improta, Chiarenza. In panchina a disposizione Bandoni, Arnuzzo e Salvi che sostituirà Boni al 25′.

Mister Eugenio Bersellini, aveva una squadra in forma, ma era preoccupato dall’indisponibilità di due pilastri della difesa: Mantovani e Cera. I sostituti erano lo scalpitante Boranga, che aveva già esordito in serie A con la Fiorentina ed era alla prima con divisa bianconera, ed il difensore Zaniboni, utilizzato già diverse volte: sulla carta erano una garanzia, ma poteva capitare di tutto… Bersellini fece scendere in campo questi undici: 1 Boranga, 2 Ceccarelli, 3 Ammoniaci, 4 Festa, 5 Danova, 6 Zaniboni, 7 Orlandi, 8 Brignani, 9 Bertarelli, 10 Savoldi II, 11 Toschi. In panchina 12 Mantovani, 13 Frosio che sostituirà Zaniboni al 70’ e 14 Braida.

La cronaca

Pronti via e subito Zaniboni si infortunò al 3° minuto per un intervento deciso di Lodetti, ma rimase comunque in campo, zoppicando, fino alla mezzora della ripresa: durante la partita si pensò che zoppo fosse inutile, o peggio, dannoso, ma Bersellini ebbe fiducia e lo tenne in campo. Frosio, il sostituto designato, non aveva mai giocato in serie A e quindi accusava limiti di esperienza ed infatti, non appena entrò in campo, procurò un calcio di rigore affrontando bruscamente Improta e concedendo così alla Sampdoria l’occasione di accorciare le distanze al 36’ della ripresa, sotto per 2-0.

Ma procediamo con ordine, appena le squadre cominciarono ad affrontarsi si vide subito la confusione a centrocampo: Orlandi, Festa e Brignani infatti non sapevano bene come orientarsi nell’intrigo delle marcature. Solo dopo le prime schermaglie tattiche comincio la vera partita e maturò la vittoria del Cesena. Nel primo tempo arrivò il gol di Bertarelli che sfruttò alla perfezione il suggerimento di Orlandi, ma soprattutto si avvantaggiò del clamoroso errore di Lippi che mise il pallone sul piede del centravanti a cui non restò che battere Cacciatori. Il bis nella ripresa, dopo un gran lavoro di Toschi ed il passaggio vellutato di Savoldi II per Orlandi che mise alle corde i doriani, seppur non ancora fuori gioco. I blucerchiati rientrarono infatti in partita al 36′ del secondo tempo, quando realizzarono con Improta il rigore concesso dall’arbitro Lattanzi. C’è da dire che poco prima lo stesso Lattanzi aveva negato un penalty al Cesena per un fallo di mano in area di Lippi su tiro di Ceccarelli. Aggiungo che nel primo tempo Toschi fallì una bella palla gol, che Bertarelli colpì una clamorosa traversa e che Festa si mangiò un gol fatto. Tutto questo per sottolineare la supremazia di gioco esercitata dal Cesena sulla Sampdoria. Tuttavia, la Samp ci provò fino alla fine e Boranga ebbe la possibilità di mettersi in evidenza con alcuni interventi ammirevoli per sicurezza e tempismo.

Il commento

Alla fine dell’incontro i meritati applausi: per Bertarelli che in occasione del gol scaricò tutta la rabbia che covava da tempo, per Ceccarelli che ritornato capitano per l’occasione ribadì l’efficacia della propria azione con una serie di indovinati inserimenti anche offensivi, per Orlandi che coronò una gara maiuscola con una bella rete, la prima in serie A. I migliori in campo del Cesena furono Orlandi e Boranga a pari merito con voto 8, poi un gruppetto nel quale si distinsero Ceccarelli e Bertarelli con voto 7. Dopo questa partita, il trofeo calcio pagelle dell’epoca vedeva il capitano Cera in testa, seguito da Ceccarelli che appaiò di slancio Ammoniaci e, grazie alle ultime prestazioni, Orlandi che rimontò dal sesto al terzo posto.

Le dichiarazioni

L’allenatore dei doriani Vincenzi: “Ho trovato gli avversari che temevo! Un Cesena come me l’aspettavo ed una Sampdoria che,invece non ha risposto alle attese”. Il mister dei romagnoli Bersellini: “Primo tempo a spron battuto, poi un rilassamento. La vittoria del Cesena è meritata se non altro in virtù del gioco espresso durante il primo tempo. I miei ragazzi erano troppo nervosi, ma volevano conquistare  i due punti a tutti i costi. Nella ripresa da loro mi aspettavo qualcosa di più!”.

Le conclusioni

Cala così il sipario sulla seconda vittoria colta dal Cesena nella stagione d’esordio in serie A che reca in sé il doppio pregio di essere stata ottenuta a spese di una diretta concorrente per la salvezza e di aver incamerato due punti in attesa della trasferta sul terreno di un Cagliari che aveva battuto la Juventus. I romagnoli arrivarono quindi a quota dieci punti in una posizione di classifica più che buona. E tuttavia pensavano ancora a salvarsi…

Anche se sembravano un piccolo Brasile!


Il campionato di serie A 1973/74 rivissuto e raccontato da chi in quegli anni indossava la maglia bianconera delle squadre giovanili, Andrea Santi che ogni settimana arricchisce la nostra sezione Bianconero Vintage con episodi entrati a far parte della leggenda del club.