“Il Cesena è come un figlio, i suoi giocatori la mia famiglia”

Tifosi in Cesena-Rimini
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TIFOSI – Aspettando il disgelo, fuori e dentro dal campo, oggi ci “scaldiamo” con il racconto di Claudio, un tifoso del Cesena per eccellenza…

Il freddo glaciale di questi giorni che il buon Burian ci ha portato viaggia di pari passo con il gelo che ha raffreddato (o forse congelato) gli animi del mondo bianconero nelle ultime settimane. Aspettando il disgelo, sia della città di Cesena che della sua amatissima squadra, non resta che scaldarci il cuore con il racconto di un grande e mitico tifoso, Claudio:

Ciao Claudio, raccontaci un po’ di te…
“Premetto che per me è sempre un piacere parlare del mio amore per il Cavalluccio. Non è il primo momento difficile che abbiamo attraversato: sono abituato a soffrire in bianconero, ma non ho mai mollato e nemmeno ora lo farò. Sono abbonato da più di trent’anni ed il Cesena è ormai nel mio DNA… Non ho mai perso una partita, nemmeno il giorno del matrimonio di mia sorella, quando mi precipitatai  al Dino Manuzzi  per assistere al secondo tempo in smoking… Sono nato a Cesenatico dove dove ho vissuto fino a 13 anni e dove ho iniziato a tifare Cesena, poi mi sono trasferito a Gambettola dove vivo tutt’ ora. Sono un imprenditore che ama tanto il suo lavoro, ma il tempo libero è tutto dedicato al calcio, prima di tutto al Cavalluccio che è la mia mia grande passione e poi anche al Gambettola, società di Promozione nella quale ho giocato da ragazzo e che due anni fa mi ha aperto le porte come Presidente. Una grande soddisfazione!”.

Però da piccolo hai anche tifato Juventus, non è vero?
“E’ vero, ma smisi di essere un “gobbo” a 13 anni, quando durante un Cesena-Juventus, sul 1-0 per la squadra di casa, arrivò il pareggio proprio al novantesimo con un’azione clamorosamente irregolare per un fallo di Sergio Brio grande come una casa! Ecco, dopo quell’episodio ero talmente arrabbiato che decisi di tifare solamente per l’unico bianconero, quello romagnolo”.

Tanti bei ricordi come tifoso del Cavalluccio…
“Ne avrei tanti da raccontare, ma voglio soffermarmi sulle promozioni. Le ho vissute tutte: quelle del ‘81 e del ’87 in serie A, quelle di Lumezzane del ‘98 e del 2004, quella del 2009 a Verona e quella del 2010 a Piacenza, per finire con Latina nel 2014”.

Sicuramente un tifoso come te segue le partite dalla Curva Mare…
Ovvio! È il mio habitat naturale da sempre. Ho provato alcune rare volte a seguire qualche amico in gradinata o in tribuna, ma sono ambienti che non fanno per me. Troppe critiche, anche quando va bene, troppa negatività. In curva invece basta poco per trovare la voglia di cantare e di sostenere la squadra anche nei momenti più difficili”.

Se potessi pescare dal mazzo undici giocatori del Cesena all-time, chi metteresti nella tua formazione ideale?
“Senza dubbio in porta metterei Seba Rossi, un portiere che ho apprezzato tanto. Come terzino destro Giampiero Ceccarelli, grande anima del passato che per me sarà per sempre “il Cesena”, ma anche Agatino Cuttone, fosse solo per il gol di San Benedetto, ma pure mitico capitano per tanti anni, un’altra bandiera. Terzino sinistro Leoni, poi diversi mediani come Bordin del grande Cesena ‘87 di Bolchi, poi Sala e Pestrin, giocatori forse poco raffinati tecnicamente, ma di grinta e carattere unici. Sempre a centrocampo Salvetti, fantastico, con lui Jimenez e Parolo. Infine, davanti Schachner e Hubner senza dubbio. Ahimé restano fuori altri grandissimi come Rizzitelli, Agostini e Giaccherini, ma ce ne sono talmente tanti… Il Cavalluccio è come un figlio e tutti coloro che ne hanno vestito la maglia fanno parte della mia “famiglia””.

In panchina?
“So che in questo momento è sotto i riflettori per le ultime scelte discutibili e per i risultati negativi delle ultime partite, ma io rimarrò sempre legato a mister Castori. E non voglio pronunciarmi troppo sull’argomento in questo momento di criticità. Ci mette tutto sé stesso per il Cesena, anche se devo ammettere che lo vedo in totale confusione, come del resto la società, che mostra sempre meno passione, meno coinvolgimento. Comprendo che i problemi economici possano togliere serenità, ma a volte è necessario metterci la faccia e, soprattutto, un po’ più di anima. Quando la fatica supera il gusto, i risultati non possono che essere deludenti”.

Hai un sogno per il nostro Cesena?
“Vorrei avere la bacchetta magica per resettare i debiti e tutti i problemi economici che ci affliggono. Vorrei che si potesse ripartire con un altro spirito. E poi il mio più grande sogno nel cassetto sarebbe quello di diventare Presidente del mio Cesena… Eh già, proprio così: l’esperienza che mi sono fatto nel mondo del calcio ha aumentato ancor di più questo desiderio. Ho grandi progetti per questi colori. Chissà…”.


Foto di Eugenio Bastia tratta dal sito www.fototifo.it

3 Comments on ““Il Cesena è come un figlio, i suoi giocatori la mia famiglia””

  1. Lui ci rappresenta un Cesena che oggi non c”è più. La realtà di oggi ci dice che il Cesena non può più sbagliare. E che per andare a prendere la propria salvezza dovrà attaccare l”avversario. Sempre e comunque. Fino alla fine di ogni partita. Che se anche non servirà a salvarci, servirà a mantenere un OTTIMO ricordo della nostra squadra.

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