Cesena Calcio: nessuna decisione al Tribunale di Forlì

Tribunale di Forlì
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NOTIZIE – Al Tribunale di Forlì l’udienza per la ristrutturazione del debito: stante la pendenza di trattativa con l’Agenzia delle Entrate, la decisione è stata rimandata

Era fissata per oggi presso il Tribunale di Forlì l’udienza per l’omologazione del piano di ristrutturazione del debito presentato dal Cesena Calcio, volto a percorrere la procedura denominata “Accordo di ristrutturazione ex art. 182-bis Legge Fallimentare e transazione fiscale ex art. 182-ter Legge Fallimentare”, secondo la quale un’impresa che si trovi in una situazione di squilibrio finanziario (mentre il conto economico presenta risultati operativi soddisfacenti) può evitare il fallimento attraverso un “concordato” con i creditori. Di fatto, una ristrutturazione del debito, come annunciato dal Presidente Giorgio Lugaresi alcuni giorni fa su queste pagine (vedi Lugaresi: “I tifosi possono stare tranquilli, c’è un serio piano di ristrutturazione”).

Ebbene, nonostante l’accordo già raggiunto con un numero rilevante di creditori (fonte Cesena Today), ivi comprese le banche (fonte Il Corriere di Romagna), l’udienza si è conclusa con un nulla di fatto a causa della “pendenza di trattativa con l’Agenzia delle Entrate sulla proposta di transazione fiscale” (fonte Cesena CalcioComunicato della Società). Lo Stato è infatti il titolare dei crediti fiscali e, a quanto pare, non ha ancora dato il formale benestare all’operazione, confermando però l’esistenza di una trattativa attraverso i rappresentanti dell’Agenzia delle Entrate comparsi oggi a Forlì. Secondo Il Corriere di Romagna, in un articolo di alcune settimane fa, il debito complessivo del Cesena Calcio ammonterebbe a circa 52 milioni di euro, di cui ben 33 verso l’Erario (quindi circa il 63%): pertanto, se questi fossero gli importi reali, è evidente come il buon esito dell’operazione dipenda in larghissima parte dal consenso dell’Agenzia stessa (la Legge Fallimentare prevede infatti che ci debba essere l’accordo per almeno il 60% del debito complessivo).

Constatata la situazione, il Giudice Fallimentare non si è espresso, riservandosi di decidere in seguito, il che potrebbe rappresentare un ostacolo importante lungo la strada che porta all’iscrizione al prossimo campionato di Serie B, scadenza fissata per il 30 giugno prossimo (con un’eventuale “coda” al 12 luglio per  i “ritardatari”). Tuttavia, il fatto che la campagna abbonamenti sia stata inaugurata già da alcuni giorni (addirittura con un’opzione 2×3 anni) è un segnale di ottimismo da parte della società di Corso Sozzi…


Immagine tratta dal sito www.forlitoday.it

9 Comments on “Cesena Calcio: nessuna decisione al Tribunale di Forlì”

  1. Per quel che riguarda la possibilità o meno di perdere il proprio denaro quando si acquista l’abbonamento, tutto dipende da quale causale accompagna il suo acquisto.

    Se l’abbonamento viene sottoscritto con l’accordo formale che sarà valido solo nel caso in cui il Cesena partecipi al campionato di serie B per l’anno 2018-2019 (e nel caso di doppio e triplo abbonamento, per i campionati di B, successivi al prossimo), il contratto ha valore se si verifica quella condizione, altrimenti si annulla e non produce effetti (in pratica è come se non fosse mai esistito) e il denaro versato non può essere trattenuto, in caso di fallimento, perchè quella stessa causale non ne conferisce motivi sufficienti. La società che ha incassato il denaro non può considerarlo un bene di sua proprietà, ma si configura come un mero detentore di “pecunio” altrui, solo per il tempo necessario a che la condizione si verifichi.

    Il denaro diventa di sua proprietà, e quindi ne potrà disporre, solo quando si verificherà la condizione. Solo successivamente a quest’ultmo caso, intervenendo il fallimento, il denaro, potrebbe non essere restituito. Perchè appunto divenuto di proprietà dell’azienda calcistica e quindi del suo patrimonio che il curatore fallimentare sarà obbligato a distribuire, agli aventi diritto, secondo una sequenza pre-definita e rigida, che non pone fra i primi posti il tifoso-consumatore.

    Quindi occhio a che sia rispettata questa causale e l’abbonamento potrà essere sottoscritto anche oggi, prima della regolare iscrizione al campionato di serie B della squadra.

    (Se qualcuno ha la documentazione firmata che accompagna la sottoscrizione dell’abbonamento, ne posti QUI le foto. Potremo analizzarne insime il rischio!)

  2. spezzo un centinaio di lance a favore di Francesco, ma non per fare un complimento a Cesena Mio (la correttezza dovrebbe essere un dovere, la base di tutto, in questo senso i complimenti a Cesena Mio vanno fatti per ben altri motivi, e questi motivi non mancano di certo). evidentemente più che leoni da tastiera sono cani da guardia, non possono accettare testate (e utenti di queste ultime) che pensano in libertà.

  3. Il mio commento, rileggendolo, può prestarsi ad un fraintendimento: ci tengo dunque a chiarire che non è rivolto alla pagina di Cesena Mio ma a chi ci commenta: in questa ottica va interpretato il mio invito a cercare eventuale soddisfazione in altre pagine dove, a mio parere, si cavalca fin troppo l’insoddisfazione verso la società e si allevano “leoni da tastiera”. Voleva quindi anche essere un implicito complimento a voi, perché qui ciò non avviene.

  4. ho letto che in caso di fallimento o retrocessione in categoria inferiore i soldi spesi x l’abbonamento verranno rimborsati , mi sembra molto strano dal momento che un fallimento blocca tutti i conti della società

  5. Questo significa non ci saranno nuove udienze e che la comunicazione avverrà direttamente agli interessati per altre vie. Si attende solo che l’agenzia delle entrate si esprima e comunichi la sua decisione al tribunale. Essendo loro, da soli, i dentetori di oltre il 60% del debito complessivo, sono nei fatti loro che decidono se il piano di ristrutturazione verrà accettato.

  6. Ogni anno il debito mediamente si alza di 4 milioni. Quanti anni ancora servono per mettere i remi in barca e insaccare l’intascabile?

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