Il Cesena umilia il Bologna (3-0) nel primo storico derby casalingo in serie A

Cesena Bologna gol Orlandi
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BIANCONERO VINTAGE – 14 marzo 1974, una data che resterà per sempre nella storia bianconera, il giorno del primo Cesena – Bologna in serie A

Il campionato di serie A era giunto alla 21^ giornata ed il Cesena ospitava il Bologna: per la prima volta in serie A, il derby per eccellenza si disputava in Romagna, allo stadio La Fiorita! I giornali dell’epoca riportavano “Una domenica di passione”. La vittoria sul Bologna era la grande speranza dei romagnoli, che volevano mettersi al sicuro in classifica: per l’ambiente bianconero il derby era una grande occasione, come ben esprimevano le parole del presidente Dino Manuzzi: “Per tanti tifosi romagnoli è un’aspirazione che si realizza, la possibilità di assistere al derby col Bologna nella massima serie”.

Nel girone d’andata, nel primo derby in serie A, il Cesena aveva tenuto testa ai rossoblù, ma questa partita di ritorno si preannunciava come prova molto difficile, visto il morale di un Bologna in buona salute. Infatti, nella partita precedente, gli emiliani avevano ottenuto una vittoria in trasferta  3-1 contro il Cagliari di Gigi Riva e questo risultato gli permetteva di consolidare la posizione di classifica con 21 punti, quattro lunghezze di vantaggio sul Cesena aveva perso contro la capolista Lazio ed era rimasto vicino alla zona retrocessione. Altro particolare accattivante del derby da disputare erano i fratelli Savoldi che scendevano in campo l’un contro l’altro: Titti in bianconero contro Beppe in rossoblù.

 Le formazioni

L’allenatore bolognese Bruno Pesaola doveva sciogliere il dubbio amletico tra Landini II e Novellini quale punta da affiancare a Beppe Savoldi, oltre a valutare lo stato di forma di Ghetti e Pecci, acciaccati nella partita di Cagliari. Il capitano Bulgarelli nel prepartita non aveva dubbi nel pronosticare un 2 fisso in schedina, forte della la maggior qualità dell’organico bolognese: la difesa, con il portiere  Buso, i terzini Roversi e Rimbano, i centrali Cresci ed il grande ex Battisodo garantivano solidità, il centrocampo con Gregori, almeno uno fra Pecci e Ghetti e lo stesso Bulgarelli garantivano il giusto supporto ad un attacco di primo ordine deve spiccava la personalità di Savoldi I, centravanti di capacità eccelse. Pesaola temeva però la corsa e la dinamicità del Cesena che poteva essere l’ arma decisiva degli avversari e fece scendere in campo una squadra equilibrata: Buso, Roversi, Rimbano, Battisodo, Cresci, Gregori, Pecci, Massimelli, Savoldi I, Bulgarelli, Novellini. In panchina il portiere Battara, Caporale e Landini II che sostituì Pecci al 47′.

Il mister del Cesena Eugenio Bersellini non poteva schierare la formazione ideale: ormai con il cuore in pace per l’assenza di Ceccarelli, aveva recuperato Frosio, ma le preoccupazioni venivano dalle cattive condizioni fisiche di Danova e Catanìa. Come si dice, non tutti i mali vengono per nuocere, visto che Orlandi era sempre pronto per dire la sua. Fino all’ultimo Bersellini cercò di non farsi prendere dall’istintività ed una volta recuperato Danova, ma perso Catania, sapeva che per il suo Cesena la miglior difesa sarebbe stato l’attacco. Questa la formazione per dar battaglia nel derby: 1 Boranga, 2 Danova, 3 Ammoniaci, 4 Festa, 5 Zaniboni, 6 Cera, 7 Orlandi, 8 Brignani, 9 Bertarelli, 10 Savoldi II, 11 Toschi. In panchina 12 Mantovani, 13 Catania che sostituì Savoldi II al 82′ e 14 Braida.

La cronaca

Capitan Cera premiato

La giornata del grande evento fu caratterizzata dal bel tempo ed il terreno della Fiorita era tirato a lustro, in ottime condizioni. Le squadre scesero in campo con le casacche ufficiali: il Bologna con la maglia rossoblù a larghe bande verticali e pantaloncini bianchi, il Cesena con la sua seconda pelle maglia bianca con bordi neri e pantaloncini neri. Poco prima dell’inizio della partita il Presidente Dino Manuzzi premiò capitan Pierluigi Cera con una medaglia d’oro per le 400 partite in serie A: un riconoscimento ad un grande calciatore, grande uomo ed esempio di sportività, punto di riferimento per tanti aspiranti calcaiatori.

Il racconto della partita può essere sintetizzato nei tre episodi chiave, le tre reti bianconere. 1-0 – AMMONIACI al 34′: Toschi si impossessò della palla sulla fascia destra ed entrò in area rossoblu, dove lo affrontò il terzino Roversi con il bianconero che rischiò di andare per terra. L’ala romagnola ritrovò subito l’equilibrio e corse verso la palla che sul contrasto si era spostata sulla sinistra e si dirigeva verso la linea di fondo, poi con uno scatto fulmineo riuscì a crossare al centro, prima che la stessa finisse a fondo campo: la sfera arrivò a mezza altezza in mezzo ad un gruppo di calciatori, il più lesto dei quali fu Ammoniaci che la lasciò rimbalzare a terra e poi scaricò un tiro violentissimo che si infilò nell’angolo alto alla sinistra del portiere Buso, senza che questi potesse intervenire. Una rete davvero bella da vedere. Nell’occasione tutti i giocatori del Bologna protestarono nei confronti dell’arbitro, soprattutto Roversi che invocava un presunto fallo di mano di Toschi nell’azione precedente al cross.

2-0 – ORLANDI al 63′: sgomitando al limite della correttezza, Bertarelli sfuggì al controllo di Battisodo in area rossoblù e palla al piede si trovò a tu per tu con il terzino Rimbano, un paio di metri dentro l’area, e mentre cincischiava cercando di spostarsi la palla sul sinistro, Rimbano fuori tempo intervenne senza mezzi termini atterrandolo. Rigore sacrosanto. Tutti i presenti si aspettavano che lo stesso baffuto centravanti si incaricasse di battere il penalty, ma stranamente fu Orlandi a farlo: finta di corpo magistrale e tiro indirizzato a sinistra, con il portiere Buso che spiazzato si buttava sulla sua destra.

I fratelli Savoldi a fine partita

3-0 – BERTARELLI al 75′:  Ancora Toschi, il vero protagonista del derby, si impossessò della palla a centrocampo e si diresse rapidamente verso l’area bolognese. In velocità si bevve prima Roversi e poi sullo slancio anche Battisodo mentre al suo fianco lo aveva seguito Bertarelli, a quel punto completamente smarcato: Toschi non si fece pregare e gli allungò la palla e così il centravanti si trovò solo davanti al portiere, con Roversi che ad ampie falcate cercava il recupero. Bertarelli tirò verso la porta, ma leggermente sbilanciato perse l’equilibrio… Il pubblico rimase con il fiato sospeso, vedendo Bertarelli a terra con Buso in uscita: la palla passò comunque e finì in rete per la liberazione ed il delirio dei tifosi.

Per le pagelle della partita, i migliori in campo furono capitan Cera per i bianconeri ed il difensore Cresci per i rossoblù con un bel 9, Ammoniaci ebbe un 8 e tutti gli altri 7, fatta eccezione per Savoldi II che ebbe solo 6, nonostante avesse vinto il confronto con il fratello Beppe che ricevette un 4. Voti a parte, i bianconeri uscirono tra gli applausi dei propri sostenitori, nonché quelli di mister Bersellini. Una grande vittoria di cui essere ancora oggi orgogliosi!

Le dichiarazioni

Euforia negli spogliatoi romagnoli. Bersellini: “Il risultato è fedele al gioco espresso. Mi dispiace solo che la nostra classifica sia ancora deficitaria”. Il portiere dott. Boranga: “Ringraziamo il Bologna per questi due punti. Il Cesena ha impartito una bella lezione al Bologna!”. Infine il migliore in campo, capitan Cera: “Abbiamo fatto un’autentica partita capolavoro. Dopo un primo tempo esemplare, nel secondo il nostro ritmo a fatto si che il Bologna sia letteralmente crollato”. Al contrario, polemica negli spogliatoi bolognesi. Mister Pesaola: “E bravo Cesena. Ha vinto con pieno merito, anche se sul primo gol, Toschi aveva commesso fallo di mano ed il secondo nasce da una discutibile regola del vantaggio su Bulgarelli per la quale l’arbitro Barbaresco ci ha negato un rigore. Il 3-0 mi sembra eccessivo. Comunque ha vinto il Cesena con il suo ritmo incredibile e la sua tenacia”.

Il commento

C’era tanta speranza nella folla romagnola, convenuta alla Fiorita per assistere al derby con il Bologna. Si sapeva che la squadra di casa, animata da esigenze di classifica, avrebbe fatto di tutto per fermare il Bologna che arrivava baldanzoso per la vittoria sul Cagliari, ma il Cesena è andato oltre alle aspettative dei sostenitori e forse anche delle sue stesse intenzioni. Non Romagna Mia, ma una sinfonia in bianco e nero! L’Armata Brancaleone bolognese, gagliarda e baldanzosa all’arrivo è tornata a casa a capo chino. Tre gol con la porta bianconera inviolata… Verrebbe da dire “troppa grazia Sant’Antonio…”. Il Cesena non ha sbagliato nulla, da Boranga a Toschi, il complesso ha fornito una prestazione di carattere, in linea e forse anche oltre le sue possibilità. Gli uomini di Bersellini hanno infatti espresso capacità ancora ignote, concretizzando addirittura con una tripletta la memorabile prestazione.

Negli spogliatoi del Cesena si brindava con il sangiovese! Buon vino fa buon sangue! Onore a questo Cesena che ha vinto il derby! Viva il Cesena!


Il campionato di serie A 1973/74 rivissuto e raccontato da chi in quegli anni indossava la maglia bianconera delle squadre giovanili, Andrea Santi che ogni settimana arricchisce la nostra sezione Bianconero Vintage con episodi entrati a far parte della leggenda del club.

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Andrea Santi nasce a Forlì nel 1958, si laurea in Architettura a Firenze nel 1984 e dal 1985 svolge l’attività di architetto libero professionista nel comprensorio forlivese. Rimasto legato al suo passato di calciatore nelle giovanili del Cesena dal 1973 al 1976, ha sempre coltivato un grande interesse per il gioco del calcio. L’amore per la scrittura gli ha aperto nuovi orizzonti e fornito motivazioni per raccontare e condividere le sue passioni. “Romagna Bianconera, il Cesena di Dino”, uscito nel 2015, è stato il suo primo romanzo che ha dato il via ad un progetto editoriale destinato a descrivere agli appassionati le annate calcistiche del Cesena Calcio dagli anni ’70 in poi. Nel frattempo ha deciso di raccontare le sue storie sul blog tematico Cesena Mio …

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