Catanìa-Orlandi, contro il Foggia due gol romagnoli per il rilancio

Cesena Foggia 1974 Gol Orlandi
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BIANCONERO VINTAGE – Il Cesena supera il Foggia con reti dei romagnoli Catanìa e Orlandi e si rilancia in classifica, ma perde Ceccarelli per infortunio

Era il 3 marzo 1974 ed il campionato di serie A era ormai giunto alla 19^ giornata: per la compagine romagnola un difficile esame alla Fiorita, incontrare l’agguerrito Foggia. I giornali dell’epoca titolavano: “I bianconeri si preparano a sconfiggere il Foggia”. Nell’ambiente bianconero, infatti, circolava la convinzione di poter cogliere la vittoria contro la squadra foggiana, ostica e difficile da affrontare.

Nel girone di andata, proprio contro i pugliesi, il Cesena aveva sfiorato la prima vittoria esterna in serie A, ma il gesto atletico del centrocampista foggiano Liquori e la grande svista dell’arbitro, gliela avevano negata. Questa partita di ritorno aveva quindi il sapore di una rivincita che avrebbe sancito i valori delle due squadre. Nella partita precedente il Foggia aveva vinto e convinto, 2-1 fra le mura amiche contro la Fiorentina, e questo risultato dimostrava come fosse una squadra ben impostata: aveva infatti 18 punti in classifica ed in compagnia del Bologna stazionava in una posizione tranquilla di classifica, proprio davanti al Cesena. I bianconeri invece, dopo la sconfitta contro il Verona, avevano 15 punti e un altro passo falso consecutivo sarebbe stato distruttivo sia moralmente che per la classifica.

Le formazioni

L’allenatore foggiano Lauro Toneatto impostò la sua squadra a trazione anteriore con tre punte: Pavone, Silva e Golin. Ai tre si doveva aggiungere Rognoni (futuro bianconero), nato come centravanti nel Milan ma trasformato regista che però non dimenticava il suo passato da goleador. Sicuramente una mossa azzardata che forse voleva sorprendere il Cesena e creare apprensione nelle marcature, ma che inevitabilmente avrebbe indebolito e lasciato in inferiorità numerica il centrocampo. Infine contava su una difesa che fino ad allora aveva ben figurato in campionato, diretta dal capitano Pirazzini e dal portiere Giacinti. Questa la formazione del Foggia, scelta da mister Toneatto: Giacinti (un grande ex), Cimenti, Colla, Pirazzini, Bruschini, Valente, Pavone, Liguori, Villa, Rognoni, Golin. In panchina il portiere Burnelli, Scorsa (un ex) che sostituì Pirazzini al 67′ ed il centrocampista Del Neri.

Il mister del Cesena Eugenio Bersellini aveva preparato nei minimi dettagli la partita. Sapeva che per battere il Foggia ci voleva concentrazione, forza e determinazione e fu quello che chiese ai suoi ragazzi. Vista l’esperienza di Verona, ecco tornare titolare Toschi, più congeniale e più pericoloso fra le mura amiche. Confermato il nuovo gruppo di centrocampo Festa, Brignani e promosso a pieni voti Catanìa. Nelle intenzioni del tecnico bianconero la conferma della difesa nel suo blocco storico con Orlandi che sarebbe poi entrato a partita in corso. Questa la formazione dei romagnoli, a mio parere la più forte vista in casa: 1 Boranga, 2 Ceccarelli, 3 Ammoniaci, 4 Festa, 5 Danova, 6 Cera, 7 Catanìa, 8 Brignani, 9 Bertarelli, 10 Savoldi II, 11 Toschi. In panchina 12 Moscatelli, 13 Orlandi che sostituì l’infortunato Ceccarelli al 26′ e 14 Braida.

La cronaca

Otello Catania e Maurizio Orlandi

La giornata era fredda ed il cielo coperto. Le squadre scesero in campo con le divise ufficiali: il Foggia in maglia rossonera a strisce verticali sottili con pantaloncini bianchi, mentre il Cesena in maglia bianca con bordi neri e pantaloncini neri.

In partenza le marcature erano così distribuite: Danova-Golin, Ammoniaci-Silva, Festa-Rognoni, Ceccarelli-Pavone, Brignani-Liquori, Cimenti-Savoldi II, Valente-Catanìa e Colla-Toschi. A centrocampo le marcature invece non erano fisse ed i centrocampisti si scambiavano gli avversari da seguire, ma questo non sconbinava il tema tattico della partita.

Al 1’ Rognoni colpì duro Ceccarelli al ginocchio e dalla smorfia di dolore si capì subito che il valido terzino non avrebbe finito la partita. Al 10’ il Foggia avrebbe avuto tanto da recriminare: Golin entrò in area con uno scatto veloce prendendo il tempo a Danova che ormai superato gli agganciò il piede da dietro facendolo cadere a terra. Il fallo era da rigore, ma Ciacci lasciò correre. La direzione dell’arbitro fiorentino lasciò molto a desiderare ed in quell’occasione i bianconeri furono graziati. Come si dice, chi ben comincia metà dell’opera e così, passato il pericolo, tre minuti dopo ecco l’episodio che caratterizzò l’incontro. Catanìa fece tutto da solo ed arrivato limite, evitando l’intervento di un difensore avversario, lasciò partire con il piede sinistro un tiro potente e preciso: il pallone si infilò all’incrocio dei pali alla destra del portiere Giacinti, l’ex di turno che inspiegabilmente aveva fatto un passo in avanti. Un gran bel gol. Al 22’ Ceccarelli chiese il cambio per evidenti problemi al ginocchio e Bersellini fece entrare Orlandi, ma fu costretto a modificare l’assetto tattico spostando Festa su Pavone e Catanìa a tutto campo su Rognoni. Il Foggia però non riuscì a sfruttare l’occasione, forse a causa di un atteggiamento un po’ troppo baldanzoso, sicuro com’era di raggiungere almeno un pareggio.

Nella ripresa i romagnoli giocarono con molta tranquillità e partirono subito con il piede sull’acceleratore, come loro abitudine. Il Foggia subì la velocità del gioco bianconero, senza riuscire ad organizzare azioni pericolose. Anzi, la difesa rossonera accusò paurosi sbandamenti ed al 12’ Giacinti compì un vero miracolo sul tiro al volo di Toschi, già pronto ad esultare. Al 22’ un altro episodio favorevole ai bianconeri quando venne espulso il difensore foggiano Bruschini per aver ripetutamente dimostrato cattiveria nei suoi interventi: il Foggia era quindi in dieci, sotto di un gol e cominciò a vacillare: il colpo del ko era nell’aria. A centrocampo il Cesena comandava il gioco: Savoldi II, pur non essendo in giornata di grazia, si portava a spasso Cimenti, fecendosi notare per alcune aperture davvero pregevoli; Festa, il migliore i campo, fu protagonista di una prestazione maiuscola interpretando più ruoli, anche prendendo il posto di Ceccarelli; anche Brignani fece una buona partita e fu più incisivo del suo dirimpettaio Liquori; in difesa Ammoniaci non faticò a bloccare l’evanescente Villa, Danova fece lo stesso con Golin e Cera non fallì un intervento, con il solo Orlandi che non apparve particolarmente in forma. Al 31’ una nuova fiammata del Cesena con un siluro di Bertarelli, ma il solito Giacinti con bravura ci arrivò con la punta delle dita, deviando in calcio d’angolo. Poi al 41’ il Foggia andò ko: Toschi, buona gara la sua, effettuò un bel tiro respinto corto dalla difesa, Orlandi si trovò al posto giusto nel momento giusto ed in spaccata la spinse dentro per il definitivo 2-0. Due gol romagnoli per una nuova vittoria casalinga!

A rovinare la festa, la notizia che Ceccarelli doveva essere operato al ginocchio. Purtroppo, considerando il periodo di convalescenza valutabile in circa due mesi, per il bravo terzino bianconero il campionato sarebbe finito anzitempo. Inutile nascondere che la perdita del valoroso atleta sarebbe stata molto importatnte per il Cesena e per Bersellini.

Le dichiarazioni

Ovviamente gli spogliatoi furono pervasi di incontenibile entusiasmo. Il Presidente Manuzzi al settimo cielo: “Una vittoria importantissima. Non è mai stata in discussione, anzi potevamo fare di più!”. Il segretario Ramaccioni: “Quando una squadra realizza due gol e fa in modo che il miglior uomo avversario risulti il portiere, mi sembra del tutto degna del massimo elogio”. È la volta di Titti Savoldi II: “Bisognava tirare fuori le unghie e lo abbiamo fatto! Così sono venuti i gol, il gioco e l’indiscussa supremazia del Cesena”.

Il commento

L’incontro con il Foggia era un appuntamento con la vittoria da non mancare assolutamente. Il Cesena vi si è presentato puntuale, costruendo un successo sofferto e voluto che solo nel finale ha assunto proporzioni rassicuranti. I romagnoli hanno dimostrato maturità stilistica ed atletica, confermando la miglior tradizione delle partite casalinghe. Ma contro il Foggia non sono state solo rose, a causa di un fatto imprevisto come l’infortunio subito da Ceccarelli: vedendosi privati di un terzino dotato di personalità e di un tipo di gioco difficilmente sostituibile, i bianconeri sono rimasti vittima di una flessione nello slancio e nella chiarezza di idee che solo il terzino romagnolo riesciva a dare. Per la partita successiva contro la capolista Lazio, in trasferta all’Olimpico, a Bersellini l’arduo compito di trovare la formula magica per sostituire Ceccarelli. Non sarà certamente facile, ma questo formidabile Cesena ha uomini che ci mettono cuore ed anima e sanno lottare insieme fino alla fine! Forza Cesena!


Il campionato di serie A 1973/74 rivissuto e raccontato da chi in quegli anni indossava la maglia bianconera delle squadre giovanili, Andrea Santi che ogni settimana arricchisce la nostra sezione Bianconero Vintage con episodi entrati a far parte della leggenda del club.

About Andrea Santi

Andrea Santi nasce a Forlì nel 1958, si laurea in Architettura a Firenze nel 1984 e dal 1985 svolge l’attività di architetto libero professionista nel comprensorio forlivese. Rimasto legato al suo passato di calciatore nelle giovanili del Cesena dal 1973 al 1976, ha sempre coltivato un grande interesse per il gioco del calcio. L’amore per la scrittura gli ha aperto nuovi orizzonti e fornito motivazioni per raccontare e condividere le sue passioni. “Romagna Bianconera, il Cesena di Dino”, uscito nel 2015, è stato il suo primo romanzo che ha dato il via ad un progetto editoriale destinato a descrivere agli appassionati le annate calcistiche del Cesena Calcio dagli anni '70 in poi. Nel frattempo ha deciso di raccontare le sue storie sul blog tematico Cesena Mio ...

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